Clemente Zarlenga maestro d’arte e fervente cattolico

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a cura di Enzo C. Delli Quadri

Clemente Zarlenga al lavoro
Clemente Zarlenga al lavoro

L’arte è l’attività umana volta a creare opere di valore estetico che non necessariamente debba coincidere con il concetto di bellezza. Richiede abilità, ingegnosità, perizia e talento. Un’opera si dice artistica quando suscita una emozione, essendo essa legata a processi creativi e innovativi che nulla hanno di ripetitivo o cosiddetto “normale”. Questo significato di arte riguarda essenzialmente il singolo uomo, l’artista.

Ma un altro significato di arte viene attribuito ad attività umane che, avendo profonde radici nelle tradizioni secolari e da esse traendo linfa vitale per resistere nel tempo, vengono svolte in modo professionale da una o più persone che, nel rispetto di canoni per definiti e codificati nel tempo, prendono il nome di “Maestri d’Arte”.

Nel territorio almosaviano “Alto Molise Sangro Vastese” le attività che possono, senza alcun dubbio, essere assimilate al significato di arte sono:

L’arte del ferro battuto
L’arte del cuoio,
L’arte della  tessitura,
L’arte del rame
l’ arte della ceramica,
L’arte del bronzo.

L’arte del Ferro Battuto

La storia di quest’arte, l’utilizzo del ferro, la nascita del ferro battuto e il ferro battuto nell’artigianato sono ampiamente esaminate nell’articolo “L’Arte del ferro battuto” pubblicato sempre su questo sito il 6 settembre 2014 (per leggerlo clicca su http://www.altosannio.it/larte-ferro-battuto/).

La lavorazione del ferro battuto era ed è molto diffusa ad Agnone con i fabbri ferrai che hanno contribuito a conservare nel tempo le tipiche lavorazioni utilizzate per arredi di edifici pubblici e privati, per ornamento personale, per attrezzi ed utensili da lavoro e da cucina, facendo della cittadina altomolisana il centro più noto in questo settore.

A questo, molto ha contribuito, per varie generazioni, la famiglia Zarlenga fino all’attuale Clemente Zarlenga, che ancora oggi, seppur per hobby perché in pensione, continua la sua opera di Maestro d’Arte.

Clemente Zarlenga crea oggetti e figure utilizzando, a questo scopo, attrezzi a mano per martellare, curvare, tagliare o comunque dare forma al ferro battuto. Sa realizzare prodotti di aspetto piacevole che abbinano talento ed originalità, il tutto con il minimo impiego di lavoro ed energia. Ecco, qui di seguito, alcune passate e recenti opere di Clemente Zarlenga.

Clemente Zarlenga al lavoro
Clemente Zarlenga al lavoro
Attrezzi di lavoro
Attrezzi di lavoro
Sci a Capracotta
Sci a Capracotta
Grifone Stemma di Agnone
Grifone Stemma di Agnone
Agnone Portatore di 'ndoccia
Agnone Portatore di ‘ndoccia
Agnone Panorama
Agnone Panorama
Agnone Campana
Agnone Campana
Coppi e Bartali
Coppi e Bartali
Clemente Zarlenga al lavoro
Clemente Zarlenga al lavoro
Clemente Zarlenga con il semilavorato di Coppi e Bartali
Clemente Zarlenga con il semilavorato di Coppi e Bartali
Coppi e Bartali
Coppi e Bartali

Ma non basta, Clemente è anche un fervente cattolico che, quasi quotidianamente, ci ricorda l’appartenenza a un mondo che non è nostro, ma di Dio, cui dovremmo riservare maggiore attenzione e dedizione.

Con tanto profondo sentimento, Clemente è in prima linea nella devozione alla Madonna di Sant’Onofrio (http://www.madonnadelmontesantonofrio.com), cui dedica tempo e risorse, a partire dalla Croce che, insieme con suoi amici, ha costruito e poi eretto sulla sommità del Monte.

Clemente Zarlenga durante la lavorazione della Croce
Clemente Zarlenga durante la lavorazione della Croce
Fedeli che, con Clemente Zarlenga, trasportano la Croce fino sopra al Monte Sant'Onofrio
Fedeli che, con Clemente Zarlenga, trasportano la Croce fino sopra al Monte Sant’Onofrio
La Croce è stata da poco eretta su Monte Sant'Onofrio
La Croce è stata da poco eretta su Monte Sant’Onofrio
Croce su Monte Sant'Onofrio
Croce su Monte Sant’Onofrio

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright: Altosannio Magazine 

2 Commenti

  1. Spero che il sig. Zarlenga sarà felice di sapere che la Croce di monte Sant’Onofrio, da me – 75enne – presa nei venerdì di Quaresima dell’ultimo triennio come punto di arrivo delle mie Vie Crucis solitarie, e’ stata senza che me ne sia reso subito conto una delle ancore che mi hanno permesso di non naufragare nel mare tempestoso in cui la mia presunzione mi aveva spinto. Spero anche che vorrà ricevermi, quando gli chiederò di farlo. V. G. M. G.

  2. Ecco come avrebbe commentato Antoni Gaudi’:
    1) la bellezza e’ lo splendore della verità: siccome l’arte e’ bellezza, senza verità non c’è arte
    2) l’artista con la sua opera collabora alla creazione di Dio e così libertà e felicità sono possibili.

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