Chiocciola comune (Helix memoralis)

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A cura di Benedetto di Sciullo [1]
tratto dal sito faldus.it, editing Giovanni Mariano [2]

Chiocciola comune

Fauna

Classe: Gastropoda
Sottoclasse: Pulmonata
Genere: Helix
Specie: Pomazia

La chiocciola è un mollusco gasteropodo, polmonato, cefalofero e stilommatofero. Come tutti i Gasteropodi la chiocciola ha subito la torsione del mantello e della massa viscerale. Presenta una conchiglia tipicamente spiralata, in cui la spira è rivolta sul lato destro dell’animale. La conchiglia è anche più alta rispetto a quella di altri gasteropodi ed ha un’apertura ridotta.

Per quanto riguarda la locomozione, la chiocciola striscia su un piede ampio e piatto e lo fa scivolare in avanti compiendo un piccolo avanzamento per volta, il movimento che si osserva è quello di un’onda che procede dalla coda fino alla testa dell’animale. Per agevolare i suoi spostamenti la chiocciola lubrifica il substrato con una grande quantità di muco prodotto dalle ghiandole contenute nel piede stesso.

Il capo è molto ben sviluppato, infatti possiede quattro tentacoli di cui i due più lunghi terminano con un occhio e i due più corti servono da organi sensoriali. Nella parte anteriore del capo si trova la bocca dell’animale, essa contiene un organo unico e molto particolare, chiamato radula, formato da una membrana nastriforme, provvista di un gran numero di dentelli. La radula poggia su un supporto cartilagineo scheletrico, l’ odontoforo, munito di muscoli protrattori e retrattori, così che l’estremità della radula e dell’odontoforo possono essere proiettati fuori dall’apertura boccale, in modo da lambire la superficie del cibo di cui la chiocciola si vuol nutrire.

La chiocciola è ermafrodita insufficiente: da ogni coppia fecondata si ottiene una duplice deposizione di uova. L’accoppiamento e la deposizione, nei nostri climi, avvengono generalmente due volte all’anno. In linea teorica abbiamo una deposizione di circa 40-80 uova per ogni chiocciola ad ogni accoppiamento. Praticamente, per svariati motivi, tra i principali la sterilità momentanea ed il mancato accoppiamento, si abbassa notevolmente la media delle chioccioline che potranno essere ingrassate ed allevate. Il ciclo di pascolo e riproduzione è vario, a seconda dei climi, delle altitudini, delle zone geografiche e delle specie utilizzate.


 

Gastronomia

Tra le varie prelibatezze locali, la chiocciola è certamente una delle più ricercate nella nostra zona.  È, infatti, tutto oggi abbastanza frequente vedere gente che, dopo la pioggia, abbigliata per l’occasione, parte alla ricerca dei gasteropodi nelle campagne circostanti il paese. Spesso i cercatori hanno una propria “zona di caccia” (il cosiddetto “cuzze”: posto nascosto la cui esistenza non va rivelata) dove si reca sicuro di non tornare a mani vuote e, al ritorno, mostra fiero il suo bottino a chiunque incontra lungo la strada.Particolare cura va poi posta nel cosiddetto “spurgo” dell’animale prima di essere mangiato: il metodo maggiormente usato è quello di porre le lumache in un cesto appositamente allestito e nutrirle per un certo periodo con la crusca. Tale periodo di preparazione è variabile e molto dipende da quanto si resiste alla tentazione di mangiare un bel piatto di lumache.  In tempi non recenti alcune volte non si aspettava neanche che le lumache “spurgassero” e, appena tornati a casa, se c’era il fuoco acceso se ne mettevano subito quattro o cinque a cuocere nella brace mangiandole subito dopo. Oggi forse sarebbe difficile trovare qualcuno con tanto coraggio e soprattutto con tanto stomaco in grado di affrontare una simile prova. In seguito, tra i ragazzi, non tutti raccoglievano le lumache soltanto per mangiarle. Come per altri animali, esse erano raccolte per il solo gusto di vederle crescere e depositare le uova dentro scatole di stagnola attrezzate per l’occasione con mangiatoie ed abbeveratoi. Tali ricerche scientifiche finivano regolarmente con l’arrivo dell’autunno quando tutti dovevano ricominciare la scuola. A Fallo, nella forma dialettale, con il termine “ciammagliache” ci si riferisce alla lumaca in generale e la limaccia viene chiamata “ciammaglica nute” (letteralmente, la lumaca nuda) proprio per distinguerla dalla chiocciola.  Esiste inoltre, nel nostro paese, una classifica nella qualità delle chiocciole, perciò “lu maruozze” è la chiocciola vera e propria, la “pipilonne” è quella con il guscio duro dal colore biancastro e “lu ttuppatielle” è di piccole dimensioni, molto compatta, dal guscio verde scuro e dalla carne bianca, piuttosto rara ma, a detta di molti, una vera prelibatezza.

 


[1] Benedetto Di SciulloAbruzzese di Fallo (CH), libero professionista. Dedica tanto tempo alla cultura locale per mantenere concretamente vivi i palpiti di un mondo antico che accomuna tanti di noi e che, dal passato, ancora ci accarezza e ci emoziona superando oceani e continenti. Ha creato, con Giovanni Mariano, il sito www.faldus.it che celebra Fallo (CH) e i Fallesi.
[2] Giovanni MarianoAbruzzese di Fallo (CH), informatico. Cura con Benedetto Di Sciullo il sito dedicato a Fallo sapendo di fare piacere ai conterranei che apprezzano le abitudini, l’aria, i profumi dell’Alto Vastese. Ha creato, con Benedetto di Sciullo, il sito www.faldus.it che celebra Fallo (CH) e i Fallesi.

Copyright:  www.Faldus.it
Editing: Enzo C. Delli Quadri

 

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