C’era una volta Castel di Sangro: Uno sberleffo al mancato suon del …battocchio

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“Nu vecchie che ce more è come ‘na biblioteca che ci’abbruscia”

campana-senza-batacchio

Erano quelli tempi nei quali non esistevano ancora gli spettacoli, che oggi ci distraggono ed occupano il nostro tempo libero. Non c’era la televisione e più o meno in quell’epoca nacque a Castello il primo ed unico cinema, che proiettava il film solo la domenica. I fatti accaduti, gli scherzi, le diatribe, le liti diventavano quindi di dominio pubblico e venivano raccontati più volte, si arricchivano di colore e creavano l’occasione di divertimento.

Questo è uno di quelli:

Un certo anno fu necessario riparare la torre campanaria della chiesa di San Nicola e la campana fu appesa ad una robusta struttura in legno, fuori dalla chiesa, ad altezza d’uomo. Una notte alcuni buontemponi asportarono il battaglio (battocchio); ne nacquero i seguenti versi:

“Il paese è in subbuglio,
grida e pianti,
scomuniche a credito
e in contanti.

Da un capo all’altro
un grido solo vola
– Han rubato il battocchio a don Nicola! –
Mentre tutti in braccio stavan di Morfeo
Vi fu un fellone, un miscredente, un reo,
che tanto osò – delitto grande, immane –
rubare il battocchio alle campane.

O don Nicola,
fa’ ch’io dica una parola sola:
vuoi sapere chi furono i felloni?
Alcuni ai quali rompevi i… bottoni”.

 

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[1] Sono di puro sangue castellano ed ho sempre amato il mio paese di origine. Ho vissuto in esso, affascinato dalla intelligenza e dalla mentalità  aperta dei miei concittadini. Possiamo dirci orgogliosi che i nomi di tanti castellani hanno travalicato i confini nazionali. Oggi Castel di Sangro è una bella cittadina ed io ne ricordo gli aspetti caratteristici di quando era solo paese. Scomparsa la mia generazione, non rimarrà più nulla delle tantissime cose, che avvenivano allora e che ogni giorno costituivano la vita di tutti. A mio avviso la storia di una comunità deve essere conosciuta dai suoi figli. Ho scritto queste pagine unicamente perché rimanga una traccia di come vivevano i nostri padri, perché le future generazioni siano edotte circa le loro origini e ne traggano semmai insegnamento (Carlo Fiocca).
[2]
I edizione: agosto 2012 – Neo Edizioni Via Volturno, 2 – 67031 – Castel di Sangro (AQ) –info@neoedizioni.it – ww.neoedizioni.it 

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Editing: Enzo C. Delli Quadri

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