C’era una volta Castel di Sangro. Sicardi e Balzano

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 Tratto dal Libro di Carlo Fiocca [1],  edito da Neo Edizioni [2] di Castel di Sangro (AQ).

“Nu vecchie che ce more è come ‘na biblioteca che ci’abbruscia”

foto da web, per dare una idea
foto da web, per dare una idea

Un personaggio rimasto noto per la sua originalità fu l’ex carabiniere Sicardi.

Abitava a via Concerie ed accanto al suo appartamento viveva, con la sua famiglia, Vincenzo Gentile. Il Sicardi faceva l’affittacamere ed aveva quindi interesse che i suoi clienti godessero della maggiore libertà. A tal proposito discuteva con il coinquilino Gentile sulla chiusura o meno del portone, perchè a quest’ultimo interessava che fosse chiuso dopo una certa ora, al fine di controllare i figli ed all’altro che rimanesse aperto per la comodità dei suoi clienti.

Litigavano, si accapigliavano ed un certo giorno il Sicardi tirò fuori dai cardini un’anta del portone, se la mise sulle spalle e mentre la portava in soffitta, incontrò il Gentile e gli fece: “Il portone è metà per uno. Tu lo vuoi chiuso e chiuditi la tua metà. La metà mia la voglio aperta e perciò me la porto in soffitta”.

Questi erano i personaggi, la cui originalità è rimasta proverbiale negli anni.

vecchio che dorme
foto da web, per dare una idea

Non erano naturalmente solo gli adulti a fare gli scherzi, perchè i ragazzi, sul loro esempio, ne combinavano di tutti i colori.

Un nipote di don SofronioTonino Balzano, con un suo amico, Rolando Giampaolo ne fecero uno terribile a don Carlo Patini, medico, fratello del pittore Teofilo.

Don Carlo giornalmente si recava alla Farmacia Frattura, situata sulla balconata di Piazza Plebiscito e d’estate sedeva là fuori a prendere il sole. Era questi la figura classica del professionista degli anni venti, con una caratteristica, che lo distingueva: una bella, lunghissima e fluente barba bianca, che lisciava spesso e curava con tanto amore. Quando gli capitava di addormentarsi lo faceva sul serio. I due ragazzi non fecero in tempo ad ideare lo scherzo, che l’avevano già fatto. Mentre Tonino ne manteneva l’estremità, Rolando con due colpi di forbici la tagliò di netto.

Immaginiamo un po’ cosa potette dopo accadere.

 

 

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[1] Sono di puro sangue castellano ed ho sempre amato il mio paese di origine. Ho vissuto in esso, affascinato dalla intelligenza e dalla mentalità  aperta dei miei concittadini. Possiamo dirci orgogliosi che i nomi di tanti castellani hanno travalicato i confini nazionali. Oggi Castel di Sangro è una bella cittadina ed io ne ricordo gli aspetti caratteristici di quando era solo paese. Scomparsa la mia generazione, non rimarrà più nulla delle tantissime cose, che avvenivano allora e che ogni giorno costituivano la vita di tutti. A mio avviso la storia di una comunità deve essere conosciuta dai suoi figli. Ho scritto queste pagine unicamente perché rimanga una traccia di come vivevano i nostri padri, perché le future generazioni siano edotte circa le loro origini e ne traggano semmai insegnamento (Carlo Fiocca)

[2] I edizione: agosto 2012 – Neo Edizioni Via Volturno, 2 – 67031 – Castel di Sangro (AQ) – info@neoedizioni.it – ww.neoedizioni.it 

Copyright Altosannio Magazine
Editing: Enzo C. Delli Quadri 

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