Castel del Giudice – La Madonna della Saletta

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  di Maria Antonietta Gentile [1]

Maggio è il mese dedicato alla Madonna: l’8 maggio si venera la Madonna di Pompei, il 13 maggio la Madonna di Fatima, il 24 maggio Maria Ausiliatrice. A rafforzare questa tradizione, di recente Papa Francesco ha chiesto al Patriarca di Lisbona in carica al momento della sua proclamazione, Don Jose’ Policarpo, di consacrare il suo Pontificato alla Madonna di Fatima. “Madonna mia, aiutaci Tu!”  è l’esclamazione più frequente che scaturisce spontanea dal cuore dei fedeli, che a Lei si rivolgono nel momento del bisogno, invocata come la mamma di tutti e a cui Lei rivolge il suo pensiero e la sua protezione materna.

Impossibile citare i tanti i santuari mariani diffusi su tutto il territorio italiano, e più in generale della cristianità. Qui mi piace parlare di uno in particolare, ubicato a Castel del Giudice, paese cerniera tra Abruzzo e Molise. A due chilometri dal paese, immerso nel verde di rigogliosi pini, abeti e cipressi, c’è un piccolo santuario, in stile romanico rurale, dedicato alla  Madonna della Saletta, nome curioso, ma suggestivo. Anche se non ha nulla a che fare con la più famosa “Madonna de la Salette” francese (dove La Salette indica il nome della località presso cui sorge l’omonimo santuario), ha per i suoi fedeli certamente uguale importanza.

Lo strano nome è derivato da una antica scritta ritrovata in loco: “Salectu Ubi Ex Antiquitus Ficta Fuit Columna Marmorea”, che suggerisce la presenza, nell’antichità, di una colonna marmorea al cui posto poi è sorto il santuario.  Al suo interno si trova una tela risalente al  XV-XVI secolo, raffigurante una Madonna seduta sulla nuda roccia, dall’aspetto popolano,  che tiene tra le mani il  Gesù Bambino.

Guardando il quadro si crea un effetto ottico particolare: si ha l’illusione che lo sguardo della madonna segua sempre lo spettatore, da qualsiasi angolazione esso si ponga.

La leggenda
Si narra che un tempo il paese di Castel del Giudice si trovasse in prossimità del laghetto denominato Saletta, collocato a 200 m dal fiume Sangro,  e che i suoi abitanti, cattivi e dimentichi delle leggi divine, avessero meritato gravi castighi. Un bel giorno il Signore, preso da misericordia, volle ricorrere ad un’ultima prova per salvare il suo popolo. Inviò allora una donna pellegrina con un bimbo in braccio che, stanca e affaticata, chiese ospitalità e un po’ di elemosina. Si era in piena estate e il popolo in quel periodo era occupato nel raccolto e nella trebbiatura del grano. Non c’era quindi tempo né voglia per pensare alla povera mendicante che, infatti, fu allontanata bruscamente.
La donna addolorata si allontanò e DIO, per punizione, fece sommergere il villaggio dalle acque. Tutto sprofondò nel lago! Ancora oggi, zappando nella zona, si rinvengono oggetti, ossa umane, tracce di antichi insediamenti. La donna, che era la Madonna col Bambino, continuò il suo cammino, salì per la stradina che portava alla collina e si fermò vicino ad un grande masso per riposare col bimbo sulle ginocchia. Ebbene, quella pietra fu più gentile degli uomini, si curvò a forma di sedile perché fosse meno dura per quella povera mamma e il suo bambino!
In agguato, però, c’era il serpente che, come suo solito, volle insidiarla: strisciò lungo tutto il masso per nascondersi, ma il masso cedette e lo schiacciò.  Ancora oggi, si vedono le sue spire incavate nella roccia, lì dove era il calcagno della Vergine.
Maria, illesa e riposata, riprese il cammino e si fermò sulla collina. Qui chiese e ottenne che si costruisse un santuario in riparazione dei peccati del popolo e a protezione per quanti a Lei ricorrono.

Sempre in ambito di credenze popolari…
…si narra che i devoti di Capracotta, un bel giorno, decidessero di rapire il bel quadro pensando che un nuovo santuario, più grande e più bello, avrebbe dato più lustro alla Madonna. Ebbene, durante la notte, l’immagine, miracolosamente, tornò da sé al luogo sacro della Saletta, rientrando nella sua chiesa attraverso una stretta e alta finestrella (delle dimensioni del quadro) apertasi mirabilmente senza intervento umano nella parte posteriore del santuario che guarda verso Capracotta.

Tale finestrella è ancora oggi esistente.
Attualmente, dentro la chiesetta, agli angoli delle pareti ci sono quattro angeli in rilievo: due guardano il ritorno della Madonna, gli altri due sorridono verso il popolo, contenti per l’avvenuto ritorno. Da allora Maria è là, nella sua chiesetta tra pini e cipressi, eccelsa imperatrice castellana, speranza e soccorso, che guarda e protegge tutti i paesi della vallata. Ancora oggi i fedeli vengono al Santuario, anche se non più a piedi o scalzi come anni addietro, per ottemperare a voti fatti per avvenuti aiuti celesti.

Per i castellani, tutte le domeniche del mese di maggio, è appuntamento fisso ascoltare la Santa Messa nel Santuario. Il 15 agosto il quadro della Madonna si va a prendere in processione accompagnandola con una fiaccolata e la si porta in paese per celebrare la festa in suo onore, che cade nella prima domenica di settembre. Per i Castellani il giorno di Ferragosto è, pertanto, un appuntamento irrinunciabile, tutti tornano al paese per onorare la bella Madonna in Saletta. Anche gli sposi amano celebrare i matrimoni in occasione di tale festa.

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[1] Maria Antonietta Gentile: nata e cresciuta a Castel del Giudice, si è poi trasferita a Roma dove ha insegnato. Attualmente in pensione, si dedica con passione all’arte della ceramica. Non ha perso il legame col suo paese d’origine dove torna spessissimo e di cui ama descrivere le tradizioni.


Editing: Flora Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine


 

3 Commenti

  1. Mi capita di passare spesso, d’estate, per la stradina che fiancheggia la chiesetta della Madonna della Saletta. Un luogo mistico. Mi fermo e trascorro un pò di tempo con i miei pensieri. Quando riparto sono più sereno. Ringrazio Maria Antonietta per questo suo articolo che consente, a chi non conosce la chiesetta, di coglierne gli aspetti religiosi, popolari e romantici.

  2. Mi chiamo Ferdinando Formato sono originario della Campania e vivo in Molise (Termoli – CB) da alcuni anni. Sono la persona che recuperò la tela raffigurante la sacra immagine della Madonna in Saletta. La tela venne asportata da ladri provenienti dalla provincia di Avellino e all’epoca ero comandante della Stazione Carabinieri di Grottaminarda (AV). Sono molto legato alla Madonna e al popolo di Castel Del Giudice. Guardando la tela scoprii che la Madonna mi seguiva con lo sguardo in qualsiasi posizione mi trovassi davanti a Lei. Ogni voltra che penso a quello che ho fatto mi commuovo e penso alla gente di questo simpatico paese che mi ha accolto con tanto affetto. Condivido le sensazioni di Enzo C. Delli Quadri.

  3. è un dovere ringraziarla allora sig.comandante Ferdinando Formato grazie a lei noi castellani abbiamo di nuovo tutti la nostra madonna ancora un grazie di cuore.Domenico Contestabile

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