CAST ALMOSAVA SU PRIMO PIANO MOLISE – DI ADELINA ZARLENGA

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Si è costituita Cast Almosava, un database culturale per rilanciare il territorio  Gli obiettivi: spronare gli amministratori per la fiscalità agevolata e l’associazionismo.

Agnone Chiosco di San Francesco

 

AGNONE. Comuni alle prese con la riorganizzazione. Nel caos. In Alto Molise, i piccoli enti di montagna (per la maggior parte con meno di mille abitanti) non hanno ancora chiaro come sarà il loro futuro, se conserveranno l’autonomia o se riusciranno ad associarsi, come indicato da alcune normative del Governo. Indicare la strada da seguire è l’ambizione del progetto Almosava, che domenica mattina ha costituito ufficialmente, nella sede del Centro Studi Alto Molise di Agnone, la prima delle due associazioni, che avranno a cuore le sorti del territorio dell’entroterra alto molisano, basso abruzzese e del Sangro.  Si chiama Cast Almosava (ovvero Centro Avanzato di Studi del Territorio).

Il logo di ALMOSAVA

Il termine “avanzato”, come spiegato durante la recente riunione associativa, sta ad indicare che il gruppo utilizzerà le tecnologie della rete (avrà quindi una sorta di sede virtuale, un po’ come i grillini) per comunicare e per divulgare la cultura, il retroscena storico, le tradizioni, la gastronomia dell’intero territorio di confine tra Abruzzo e Molise. Costituire una sorta di database culturale, che fa parte dell’identità dei cittadini alto molisani e dei loro vicini, a cui tutte le persone della zona possono contribuire con racconti, aneddoti, poesie, ricette, studi. “Ma uno degli obiettivi principali – ha spiegato il presidente Enzo Delli Quadri – sarà quello di spronare i sindaci, i quali costituiranno un’altra associazione, Alta Almosava, a stipulare accordi sull’associazionismo, come stabilito dalla legge, e a puntare sulla fiscalità agevolata”.

Tantissime sono infatti, di questi tempi, le questioni che ruotano intorno all’assetto amministrativo del territorio. Le leggi sull’associazionismo mandano in confusione i governanti locali. Ed è proprio di questi giorni la notizia di modifiche normative in corso in merito alle unioni dei Comuni. Se fino a poco tempo fa la legge (manovra di Ferragosto 2011) indicava che i centri con meno di mille abitanti dovevano obbligatoriamente associarsi, ora Palazzo Chigi sembra fare un passo indietro, parlando di “unioni facoltative”, opzionali. Ma l’obiettivo di Almosava, che dovrà approcciarsi alle nuove possibilità offerte dalla legge, è di favorire le località di montagna, penalizzate e spopolate rispetto al resto della regione.

“L’area di montagna – ha spiegato Delli Quadri, prima di nominare il direttivo dell’associazione – ha perso ventotto miliardi di euro. Le spese sono più alte per i cittadini e i servizi ridotti, per questo è necessaria una fiscalità agevolata. Il patrimonio immobiliare ha perso valore. Ci ritroviamo a pagare l’IMU anche per le case abbandonate dai nostri antenati”. E tante sono le persone che hanno aderito al progetto del “Centro Studi del Territorio” (nel consiglio direttivo c’è Nicola Mastronardi come vice-presidente, Armano Sammartino come tesoriere, Marcello Santorelli, Domenico Meo, Fabrizio Fusco e Elisabetta Fabrizio).

L’associazione non è a fini di lucro e i soci contribuiranno solo con materiale didattico ed informativo proveniente dall’area di confine che potrebbe, in realtà, anche essere denominata “Alto Sannio”. “Dalla valle del Sangro – ne ha spiegato i motivi Mastronardi – alla valle del Trigno potrebbe aver avuto origine la comunità genetica dei sanniti. Queste terre erano unite in passato. Molto probabilmente i primi Sanniti sono nati a Pietrabbondante o a Castel di Sangro. I Sanniti e i Marsi hanno creato la prima Italia unita, aggregando dodici tribù della zona. Comprendere tutto questo è un’operazione culturale che bisogna portare avanti. Insomma, la cultura prima della politica”.

Adelina Zarlenga

Primo Piano Molise del 19 giugno 2012

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