Casetta Abbandonata

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di Gabriele Mosca [1]
tratto dal libro “A la Mereca” [2]

Casetta abbandonata

Abbandonata in fondo ad un boschetto
c’è la vecchia casa dove sono nato;
da quando, per emigrare, l’ho lasciata,
il nido ci va a fare una rondine.

O rondine, uccello migratore,
ogni anno quando lasci questa casetta,
lontano in un’altra io t’aspetto.
Riportami un poco di calore,

i sentimenti di questa brava gente,
insieme ai ricordi di questa terra amata
e di questa casetta abbandonata,
che cerco in ogni parte e ogni momento.

Poi fammi risentire con codesta vocetta
ancora una canzone appassionata,
che io cantavo con il vicinato
quando abitavo, allora, in questa casetta.

Vienimi a togliere questa malinconia
accorcia, per questo cuore, la distanza
tra me e questa terra, e di questa lontananza
non farmi più sentire la nostalgia.

 


[1]  Gabriele Mosca è nato a Capracotta nel 1923. Ha scritto numerose poesie partecipando a molteplici concorsi e ottenendo numerosi riconoscimenti. Delle sue poesie ben quaranta sono state premiate in occasione della partecipazione a svariati concorsi e ventiquattro di esse sono state pubblicate in altrettanti fascicoli antologici. Quattro poesie, di cui questa, trattano il tema dell’emigrazione e l’amministrazione comunale di Capracotta ha voluto pubblicarle nel 2007 in occasione dell’inaugurazione del “Monumento all’emigrante”.
[1] Il libro, edito dall’Associazione “Amici di Capracotta”, racconta storie di emigrati capracottesi nel Nuovo Mondo.

Copyright Amici di Capracotta
Editing: Enzo C. Delli Quadri 

 

1 COMMENTO

  1. “La lontananza sai è come il vento,
    che fa dimenticare chi non s’ama,
    è gia passato un anno ed è un incendio,
    che mi brucia l’anima……
    Commento con i versi di una stupenda canzone di Modugno….

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