Carolina Orlando di Agnone incontra il Papa

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Emozioni, tormenti, passione descritti dalla stessa Carolina

I fedeli della diocesi di Trivento hanno incontrato in udienza papa Francesco Bergoglio mercoledì 24 aprile.

Papa Francesco nell'udienza con i fedeli della Diocesi di Trivento

Tra di essi vi era anche  Carolina Orlando, sofferente di Parkinson. Il Papa, che dimostra ogni giorno di più la sua vicinanza ai sofferentin e ai più deboli l’ha notata,  si è avvicinato, le ha stretto le mani …..

 Sono Carolina di Agnone, che molti di voi già conoscono per via delle sensazioni descritte durante quei momenti che hanno fortemente inciso sulla  mia esistenza. Qualcuno dirà: eccola un’altra volta, questa ‘sparapose’, ma io trascuro queste dicerie per dare voce al mio cuore, per poter raccontare, con molta umiltà e semplicità, quelle emozioni indescrivibili che solo chi ha preso parte all’udienza col Pontefice può capire. La notte precedente l’incontro in piazza San Pietro l’ho vissuta combattendo tra me e me, in contrasto tra sensazioni molto forti, mentre cercavo di programmare il migliore approccio per poter scambiare qualche battuta con sua Santità.

Papa Francesco nell'udienza con i fedeli della Diocesi di Trivento

Lo Spirito Santo mi ha graziata in modo da poterlo incontrare, subito dopo l’udienza. Tutti noi disabili abbiamo riempito la prima fila della piazza e Papa Francesco, che rifiutando la sua jeep, come un impeccabile padrone di casa, è venuto a salutarci,  uno ad uno. Ancora una volta ha messo gli ultimi tra i primi, come sostiene nelle sue omelie, nelle sue preghiere, come invita a fare tra i fedeli, perché questo spirito è nel suo essere umano prima che religioso. A ciascuno  di noi ha riservato un abbraccio, una carezza, una parola di speranza e conforto, senza preoccuparsi del  tempo tiranno o degli uomini della sicurezza che lo tallonavano, cercando di reprimere i suoi naturali slanci di generosità che tutto il mondo ormai conosce bene. Lo vedevo avvicinarsi a me e il cuore ha cominciato a esplodermi nel petto: battiti sempre più forti e pulsazioni nella testa, mentre cercavo di riorganizzare mentalmente quanto avrei voluto esprimergli. Finalmente si trovava ad un passo da me: emozionatissima e frastornata cercavo di coordinare concetti e parole, ma provavo la difficoltà tipica di chi si troverebbe di fronte ad un uomo dal carisma simile.

Papa Francesco e Carolina Orlando

Ricordo di avergli detto: «Santità, io sono una degli ultimi che lei tanto ama, sono qui per ringraziarla per quello che fa e continuerà a fare. Grandi sono i suoi principi che ogni giorno ci ripete: misericordia, provvidenza, amore e donarsi al prossimo. Le assicuro che la mia catechesi, strettamente personale, è giunta a un punto che mi spinge a dire e pensare adesso “perché non a me,  non più “perché a me”». E in quel frangente, incrociando il suo sguardo carico di bontà, umanità, comprensione, sentivo giungermi le sue parole, che resteranno scolpite per sempre nel mio cuore e nella mia mente: «Dio la benedica signora e la ringrazio per quanto mi ha detto». Bisognerebbe meditare sull’occasione che mi e ci è stata concessa: ricevere un tale ringraziamento da una persona come il Santo Padre Francesco, senza alcuna presunzione, ha tramutato quel giorno nel più bello della mia vita”.

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