Carmé, jə fa ru nóidə – Carmela, ci fa il nido

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Poesia di Camillo Carlomagno[1] dal libro “Poeti Dialettali di Agnone” curato da Domenico Meo[2]

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Carmé, jə fa ru nóidə

Carmé, jə fa ru nóidə
nu cìellə
déndrə a ssu chéurə.
Ji trémə e mə jənòcchjə.
Gna tu róidə
ji mə n’amméurə.

 

Carmela, ci fa il nido

Carmela, ci fa il nido / un uccello / dentro il tuo cuore. / Io tremo e m’inginocchio. /Come tu ridi / io mi innamoro.

COPERTINA POETI DIALETTALI 3

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[1] Camillo CarlomagnoNasce ad Agnone il 9 dicembre 1909. Figlio di Leopoldo e Rachele Quaranta, vive a Isernia fino a vent’anni. Nel 1936 si laurea in medicina e chirurgia all’Università di Napoli. Quattro anni dopo, appena sposato, è chiamato a servire la patria per il Secondo Conflitto Mondiale. Impegnato nella campagna d’Africa per tre anni, subisce la prigionia in Egitto, India e Australia. Finiti gli eventi bellici, torna fra la sua gente e sceglie di abitare nel paese natio, dove esercita l’attività di medico. Dal 1956 al 1961 riveste la carica di sindaco della nostra cittadina e successivamente ricopre il ruolo di consigliere provinciale. Fertile e ricca di entusiasmo è l’attività legata ai giovani agnonesi della Gioventù Francescana. Nel settembre 1980 gli viene intitolato il Cenacolo Culturale Camillo Carlomagno. Sin da giovane le sue poesie compaiono su riviste e giornali e spesso partecipa a premi letterari e festival di canzoni dialettali. Estro, fantasia e talento instillano soavi emozioni che il poeta agnonese ci dona nelle opere dialettali: Parole al vento, 1963; Voce de mundagna, 1967; Eugenio Cirese: poeta dialettale molisano, 1967; Ggende nustrana, voce de monde hocce de mare, 1969 e postumo Voglie candà, 1980. Le delicate poesie in lingua sono raccolte, a loro volta, in quattro volumi: Pellegrino in Terra Santa, 1964; Dalla rampa del mio cuore, 1967; La vetta. Poemetto francescano, 1969 e ristampa 1997 e Lo scalpello, 1971. Muore a Roma il 14 aprile 1976.
[2] Domenico Meo, Abruzzese di Castelguidone (CH), ma agnonese di fatto, lavora alla Asrem di Agnone (IS). Si occupa, in termini scientifici, di dialetto, riti, usi e tradizioni popolari. Tanti i suoi libri, su cui giganteggia il Vocabolario della lingua di Agnone. . In questo suo ultimo lavoro Domenico Meo opera per resistere contro il livellamento estremo della globalizzazione, ridando luce e voce alle tante bellissime sfumature del nostro dialetto, attraverso la scoperta o la riscoperta dei nostri Poeti Dialettali. (Il libro è disponibile telefonando allo 0865 78647)

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