Capracotta

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Capracotta
Capracotta

 

Comune  della  Provincia di Isernia in Molise.  Negli anni la sua popolazione è scesa, da un massimo di 4.706 abitanti,  ai 959 attuali .

Dati amministrativi
Regione         Molise
Provincia     Isernia – stemma Isernia
Sindaco         Antonio Vincenzo Monaco (lista civica) dal 30/05/2006

Territorio
Altitudine     1.421 m s.l.m.
Superficie     42 km²
Abitanti         959 (31-12-2010)
Densità         22,83 ab./km²
Comuni confinanti     Agnone, Castel del Giudice, Pescopennataro, San Pietro Avellana, Sant’Angelo del Pesco, Vastogirardi

Evoluzione demografica

Capracotta si trova in provincia di Isernia nell’Alto Molise. Con i suoi 1.421 metri sul livello del mare è, dopo Rocca di Cambio, il comune più alto dell’Appennino.
Il punto più alto del territorio comunale è la vetta di Monte Campo a 1746 m s.l.m. A valle dell’abitato, in direzione sud, si trovano le sorgenti del Verrino, affluente del fiume Trigno. Poco fuori del paese, sulla strada per Pescopennataro, è sito il “Giardino della Flora Appenninica”, orto botanico di alta quota che raccoglie notevoli specie floreali e arboree dell’Italia centro-meridionale.
Capracotta è un’ importante località climatica e sciistica. Ha due importanti impianti: uno per lo sci alpino, in località Monte Capraro, con una seggiovia; l’altro per lo sci di fondo in località Prato Gentile: quest’ultimo impianto è stato sede dei Campionati Italiani Assoluti di sci di fondo nel 1997.

Clima
In inverno non è difficile imbattersi in bufere di neve, specialmente nei mesi di gennaio e febbraio. Per questo Capracotta è nota anche come il paese delle bufere. Il manto nevoso può facilmente superare i due metri e talvolta raggiungere i 3 metri.

Storia
Le più antiche tracce della presenza umana nel territorio del Comune di Capracotta risalgono al Paleolitico: in località Morrone sono stati ritrovati strumenti di caccia dell’uomo di Neandertal. Il primo insediamento stabile risale, invece, al IX secolo a.C. Si tratta di un centro abitato ritrovato nel corso di cinque campagne di scavo promosse dalla Soprintendenza per i Beni archeologici del Molise tra il 1979 e il 1985 nei pressi della Fonte del Romito. Gli scavi archeologici hanno svelato l’esistenza di un sito con una vitalità di circa mille anni: da alcune capanne circolari del IX secolo a.C. a edifici in marmo del I secolo d.C. collocati in un contesto urbano ben pianificato.
L’attuale paese di Capracotta, invece, nasce sullo sperone della Terra Vecchia nei primi decenni del Medioevo durante la conquista longobarda del Mezzogiorno d’Italia (fine VI- inizi VII secolo d.C.). Il toponimo allude alla tradizione religiosa dei Longobardi di sacrificare una capra, in onore del dio Thor, prima di insediarsi in un luogo appena conquistato e mangiarne le carni come rito apotropaico contro l’esaurimento delle fonti di sostentamento del gruppo tribale che, diventando stanziale, si faceva comunità.
Al periodo longobardo, risale la più antica attestazione del nome: un atto di donazione del 1040. La cittadina si ingrandisce nel corso dei secoli grazie allo sviluppo della transumanza invernale delle greggi dalle alture d’Abruzzo al Tavoliere pugliese.
Capracotta subisce gravi danni nel corso della Seconda guerra mondiale, quando il paese viene evacuato dalla popolazione e dato alle fiamme dalle truppe tedesche in ritirata verso la Val di Sangro.

Onorificenze
Medaglia di bronzo al valor civile    «Comune situato all’interno della linea “Gustav”, occupato dalle truppe tedesche, subiva, in attuazione della tattica della “terra bruciata”, la quasi completa demolizione del patrimonio edilizio e diverse vittime civili. La popolazione, costretta a rifugiarsi nei paesi vicini, seppe resistere con contegno agli stenti e alle dure sofferenze, per intraprendere, poi, la difficile opera di ricostruzione morale e materiale. 1943/1944 – Capracotta (IS).[2]»
— Capracotta, 11 marzo 2011

Cultura
Molto intensa è l’attività culturale. Il Comune edita ogni tre mesi un periodico cartaceo, “Voria”. Ogni anno, poi, viene pubblicato il “Diario di Capracotta: fatti e curiosità di un anno”, un volume che racconta i principali avvenimenti accaduti nel periodo compreso tra il mese di luglio e quello di giugno dell’anno successivo. Nel territorio comunale passa un tratturo tra i più importanti d’Italia.
Interessante anche la visita al Giardino Botanico della Flora Appenninica, situato a soli 2 km dal paese.

Personalità legate a Capracotta
•    Francesco Baccari, vescovo
•    Erasmo Iacovone, calciatore
•    Ruggero Santilli, fisico
•    Torquato Di Tella, ingegnere e filantropo italo-argentino
•    Calzella Carfagna, comandante delle artiglierie dell’esercito imperiale di Carlo V

Curiosità
•    Nel film Il conte Max diretto da Giorgio Bianchi e interpretato da illustri attori quali Alberto Sordi e Vittorio De Sica, viene menzionato spesso il nome di Capracotta quale meta di vacanza invernale. Nel film, Alberto Sordi la chiama la “piccola Cortina degli Abruzzi”.
•    Ernest Hemingway nel suo romanzo Addio alle Armi, in cui racconta le sue esperienze di guerra, cita un cappellano di Capracotta che gli parla del paese altomolisano.
•    Lo scrittore belga Christian Beck visita Capracotta nell’estate del 1909. Trascorre le sue giornate passeggiando tra i boschi. Si innamora della giovanissima Maria Pia Falconi che immortala, col nome di Trianon, nel suo capolavoro “Le Papillon”.

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