Cap. 6 – I rivali di Roma – Papio

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Storia, guerre, passioni nei trecento anni di lotta dei Sanniti, i veri rivali di Roma.

 Storia romanzata di Paride Bonavolta [1]

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In questa sesta puntata del romanzo, I Sanniti completano la conquista dell’area della Campania di loro interesse e Papio può prepararsi a partire, con l’amata Demetra, con l’incarico di essere, per Sanniti, occhi e orecchie in questo mondo.

I rivali di Roma – Papio – Parte Sesta

Vie di Pompei

Era passato ancora del tempo prima che potessero partire. I Sanniti, consolidato il controllo su Cuma, ed ormai assunto il controllo delle città che avevano fatto capo a Volturno, Nocera e Nola, dovettero ancora eliminare nell’interno sporadiche sacche di resistenza finendo per conseguire il totale controllo della regione.

Papio aveva preso parte alle operazioni come diretto collaboratore di Herio Potilio che comandava la spedizione. Non si erano avute battaglie vere e proprie perché non c’erano grandi eserciti da affrontare e tutto si era risolto in una serie di scontri fra forze limitate. Si affrontavano infatti città e governanti quasi storicamente abituati a considerare il proprio destino legato alle altrui vicende e mire ed a trovarsi a far parte di ondivaghe leghe spesso di breve durata o perché una città più forte prevaleva sulle altre o perché le discordie interne alle leghe stesse od alle diverse città portavano alla scomposizione di pregresse alleanze in vista di una ulteriore e diversa aggregazione.

In genere le popolazioni locali, al di là dell’ atteggiamento della classe ricca e mercantile gelosa dei propri privilegi, non dimostravano ostilità verso la penetrazione sannita che in molti casi era accolta con entusiasmo soprattutto dove si era subita la dominazione etrusca.Del resto le esperienze fatte da altre città sembravano rassicuranti sul fatto che i sanniti, ove possibile, avrebbero ricercata una convivenza pacifica anche se per loro vantaggiosa.

Non venne interessata alla campagna in atto, come del resto si era previsto, Neapolis, dove grazie al peso del partito filo-sannita di Paleopolis si era provveduto con discrezione a rinsaldare o a ufficializzare accordi già esistenti che consentivano il mantenimento di uno status quo al momento conveniente per entrambe le parti in quanto una Neaopolis con una sua autonomia poteva continuare a rappresentare un porto franco per greci, fenici, arabi e quanti altri volessero farne il centro delle proprie iniziative.

Papio si era rivelato prezioso in questa fase e le trattative condotte in un clima prevalentemente conviviale, allietato da lotte gladiatorie e spettacoli teatrali, avevano conseguito il risultato che la città si era dichiarata disponibile per la propria difesa ad accogliere a proprie spese un forte contingente di soldati sanniti che formalmente avrebbero risposto del loro operato alle autorità locali e non al Sannio.

Dopo Capua, Nola era senza dubbio la più importante e prospera città del retroterra campano e come Capua aveva costituito una delle piazzeforti dell’espansionismo etrusco lasciandosi tuttavia anche permeare dalla presenza delle vicine città greche e da Neapolis in particolare. La città ausonica aveva un nome di evidente origine osca che voleva significare “città nuova” e sicuramente la sua origine e la successiva importanza assunta dovevano esserle derivate dal fatto che era stata fondata sulla via di sbocco fra i monti ed il mare e lungo la grande arteria commerciale del retroterra campano.

Quando anche Pompei era passata sotto il controllo sannita, Papio era rimasto impressionato dalla straordinaria bellezza di quel posto affacciato su un mare al quale si andava lentamente familiarizzando. Ma era stato soprattutto affascinato dalla ricchezza della città, dalla munificenza di suoi edifici e luoghi di culto e dal lusso ed in genere dal benessere che sembrava permeare tutti gli strati sociali. Visitando la città non si poteva avere il minimo dubbio dell’origine osca dei suoi abitanti ma era pure evidente che fosse altrettanto greca visto che per conservare la sua indipendenza dagli etruschi aveva finito per stringere stretti legami tanto con Neapolis che con Cuma nell’orbita delle quali si era sviluppata. Se delle terme di Pompei si diceva fossero le più belle della penisola, questo poteva dirsi anche delle botteghe artigiane che esponevano oggetti di fattura squisita frutto e di un fiorente artigianato locale e di scambi con i paesi dell’intera area mediterranea. La città già di per se ricca e prospera per essere sulla grande arteria che da Neapolis si spingeva verso il sud del paese attraversando Hercolaneum e ville e villaggi disseminati sulle falde del Vesuvio, godeva anche una ideale posizione per essere tanto sulle rive del mare che sulla foce del fiume Sarno che convogliava in città i flussi mercantili dell’interno.

Con la conquista di Pompei si era conseguito l’ultimo obiettivo della spedizione e forse per la prima volta con i sanniti si poteva parlare di una Campania che, avendo superati i precedenti particolarismi delle preesistenti identità cittadine e leghe, si poteva considerare unita. Pompei, visto che per il momento non si intendeva impadronirsi di Neapolis, per il fatto di essere situata sulla parte più estrema del golfo napoletano e per il suo collegamento fluviale con l’interno era destinata nei piani sanniti a diventare un porto in grado di rivaleggiare con quello di Neapolis e costituiva anche con le vicine città di Oplonte (Torre Annunziata), Stabiae (Castellammare) e Nuceria Alfaterna (Nocera Inferiore) la chiusura del valico verso il porto di Salerno.

A questo punto Papio era libero di iniziare quella che sarebbe stata la sua nuova vita che avrebbe condiviso, per giunta, con la donna che amava. Tornato a Cuma aveva trovato che Demetra aveva approntato quanto necessario per il viaggio e che aveva inoltre provveduto a vendere la casa che era stata del nonno nella convinzione che, quale che sarebbe stato il suo futuro, non avrebbe più fatto ritorno in quella città.


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[1] Paride Bonavolta, agnonese nella testa, nel sangue e nel cuore, da anni è tornato a vivere in Molise con tanta voglia di mettersi a disposizione per il bene del territorio.  Chiunque, interessato alle sue aspirazioni, può contattarlo tramite i seguenti contatti: e-mail: paride.bonavolta@virgilio.it; cellulare: 335 6644839

 

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright: Altosannio Magazine 

 

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