Canti popolari dell’Altosannio – Canto 11

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Raccolto da Oreste Conti nel Libro “Letteratura Popolare Capracottese” edito da Luigi Pierro, Napoli 1911[1]

13726857_10206920485873053_2755779576046267217_nPremessa al canto

Eterno tema prediletto del popolo è l’amore. Da noi, per lo più, il giovine comincia in chiesa a volger lo sguardo alla donna amata, poi la segue alla fontana, e infine, a tarda notte, timidamente, le manifesta la sua passione. La vergine, intanto, che ha tutto indovinato, dalla camera buia, ascolta, non vista, la serenata.

In ogni parola sale a lei l’immagine del suo adoratore, sin che cessato l’omaggio notturno, che è una rivelazione, i due giovani vanno a dormire, ma per riportare nel sogno il pensiero alla donna amata. Da quella notte, per la prima volta, la fanciulla perde la pace, la passione l’avvolge nelle sue spire, il cuore le vien rapito e crede di sognare ad occhi aperti. Il giorno dopo, qualche compagna compiacente le porta l’attesa ambasciata: l’amore è corrisposto, l’idillio incomincia.

11

Uócchi nerèlla e catenina d’òre,
tu mértarisce d’èssere regina,
tu mértarisce sta ‘palazze d’ore,
che déntre fosse de séta e de trine,
ch’avésse le pòrte e le fenèsce d’òre
e le lastre de stélla matutina:
déntre starisce tu, culònna d’òre,
i srvarrìa e sarisce regina.

11

Occhi neri e catenina d’oro,
tu meriteresti d’essere regina,
Tu meriteresti di stare in un palazzo d’oro
che dentro fosse di seta e di trine,
che avesse le porte e le finestre d’oro
e la brillantezza della stella mattutina:
dentro staresti tu, colonna d’oro,
io farei il servo e tu la regina.

 

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[1] Nota dell’autore: per 4 anni, nel breve periodo delle vacanze estive, mi sono recato tutti i giorni nelle nostre remote campagne, a raccogliere i canti dei nostri montanari, or lamentevoli, or dolci, ma che sempre esprimono il sentimento del mistero della vita, la tristezza impenetrabile dell’ amore.

Copyright  Altosannio Magazine
Editing: Enzo C. Delli Quadri 

1 COMMENTO

  1. CANTO MOLTO DELICATO, PIENO D’AMORE, CHE SPINGE AL SORRISO E. ALLA SIMPATIA PER L’INNAMORATO CHE “SI DICHIARA”!
    NEGLI ULTIMI VERSI IL CANTO SEMBRA RIPRENDERE IL “MOTIVO” PRECEDENTE MA NEL FINALE RAGGIUNGE IL MASSIMO DELLA ESPRESSIVITÀ DEL “MESSAGGIO D’AMORE”, DELLA DICHIARAZIONE E DELLA PROMESSA D’AMORE CONCLLUDENDO CON UNA FRASE FELICE CHE, PENSO, OGNI INNAMORATA VORREBBE SENTIRSI DIRE DAL SUO AMANTE, IL QUALE LE DICE : … NEL PALAZZO TUTTO D’ORO, CON PURE LE PORTE E LE FINESTRE D’ORO, “E I VETRI” DI STELLA “DEL MATTINO”, DENTRO SARESTI TU, COLONNA D’ORO, “IO SERVIREI E … SARESTI REGINA”.

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