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Canti Popolari dell’ Altosannio: Canto 81 – Il ritorno

Canti popolari  raccolti da Oreste Conti nel Libro “Letteratura Popolare Capracottese” edito da Luigi Pierro, Napoli 1911[1]

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D’estate, quando i nostri monti, ergentisi verso l’infinito del cielo, sono rivestiti di verde, i pastori tornano ai patrii lari, e, nel loro tenero trasporto di gioia, con il viso illuminato, cantano, al lume della luna, l’inno dell’amore, che sfiora ogni casa addormentata, siccome l’ala di un notturno uccello  (Oreste Conti)

 

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Palazzo costruito con pietre a secco,
messo in sicurezza con grandi catenacci,
qui dentro c’è una fonte di bellezza.
ma per prender questa “ragazza” come faccio?
Appena arrivo, le catene spezzo,
Prendo la mia ragazza e me l’abbraccio:
voglio morire con grande contentezza,
e veder quella ragazza tra queste braccia.

 

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[1] Nota dell’autore: per 4 anni, nel breve periodo delle vacanze estive, mi sono recato tutti i giorni nelle nostre remote campagne, a raccogliere i canti dei nostri montanari, or lamentevoli, or dolci, ma che sempre esprimono il sentimento del mistero della vita, la tristezza impenetrabile dell’ amore.

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine 

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

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