Canti popolari  dell’Altosannio: Il Ritorno ( canti 73 e 74 )

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Canti popolari  raccolti da Oreste Conti nel Libro “Letteratura Popolare Capracottese” edito da Luigi Pierro, Napoli 1911[1]. Le foto sono state selezionate ed aggiunte da Enzo C. Delli Quadri

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D’estate, quando i nostri monti, ergentisi verso l’infinito del cielo, sono rivestiti di verde, i pastori tornano ai patrii lari, e, nel loro tenero trasporto di gioia, con il viso illuminato, cantano, al lume della luna, l’inno dell’amore, che sfiora ogni casa addormentata, siccome l’ala di un notturno uccello  (Oreste Conti)

 

Canto 73

In mezzo al petto hai due fontane
beato colui che ci si abbevera a digiuno,
ci beve l’ammalato e si risana,
resuscitano i morti dalla sepoltura:
sii benedetta, o colomba d’argento,
o nata in mezzo a quattrocento amanti

 

 Canto 74

Il mio amore se n’è andato a Tuléta,
or me lo porta un laccio di seta;
il mio amore ritorna da Foggia
or me la porta una rosa di Maggio

 

 


[1] Nota dell’autore: per 4 anni, nel breve periodo delle vacanze estive, mi sono recato tutti i giorni nelle nostre remote campagne, a raccogliere i canti dei nostri montanari, or lamentevoli, or dolci, ma che sempre esprimono il sentimento del mistero della vita, la tristezza impenetrabile dell’ amore.

Copyright  Altosannio Magazine
Editing: Enzo C. Delli Quadri 

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