Calendario gastronomico dell’Altosannio.

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di Minella Busico Marcovecchio [1]

calendario-gastronomia
La foto è solo esemplificativa; non riguarda l’altosannio

Capodannomolte famiglie ripropongono la Zuppa alla santè, ma, che io sappia,  non è tassativo.
Durante il mese di gennaio, intorno alla data di S.Antonio, si ammazza il maiale e si preparano i salumi; è l’occasione per una bella mangiata di pallotte preparate con la ‘mbresa della salsiccia, tanto per vedere se è giusta di sale e di pepe.
Il Martedì grasso corre l’obbligo, in preparazione della Quaresima, di sacrificarsi con un bel piatto di maccheroni alla chitarra col ragù di agnello, di maiale o entrambi.
Il giorno di Quaresima “foglia, patane e pizza randign”.
Nelle Sette domeniche di Quaresima gli abitanti delle sette parrocchie agnonesi preparano a turno le zeppole e le distribuiscono a parenti ed amici, il turno è rigorosamente stabilito dalla filastrocca :
Sand’ Marc fa la zita
Sand’ Pietr la marita
Sand’ Amico fa le nozze
San Bìase se rosca l’osse
San Nicola copre le croci
Sand’ Emidio da la Palma
Sand’ Antonio s magna la carn
Pasqua!: il trionfo delle uova:frittata coi fegatini, fiadone, agnello e capretto cacio e uova, cicoria brodettata, cucuruozzo, piccellato e panettoni…….
Il lunedì di pasquetta maccheroni alla chitarra e cussetta m’buttoita (coscio d’agnello imbottito col battuto di lardo) ,oltre naturalmente alle uova sode, al salame e altre delizie per la scampagnata.
Il giorno dell’Ascensione si mangia il riso col latte,una spolverata di cannella e via!
Per ferragosto un bel ruoto di mezza zita o di canneroni al forno arricchita da polpettine di carne, scamorza, uovo sodo parmigiano,un bel polletto novello magari ripieno e nodi di trippa e magliatello per i più fortunati (quelli con la massaia disponibile)
Il 16 agosto il solito piatto di pasta alla chitarra, eletto piatto del giorno dopo, evidentemente.
L’11 novembre, San Martino, si brinda al vino nuovo con gli gnocchi col sugo di pallotte
La vigilia della Concezione e quella di Natale vengono celebrate con la stessa cena: fedelini alle alici o col sugo delle anguille, anguille in umido, capitone alla brace (con l’alloro !!) baccalà fritto , in umido o arracanato.
Natale è sinonimo di zuppa alla santè e gallina lessa,ostie pizzelle e mostaccioli come in tutto il periodo.
Santo Stefano , manco a dirlo , ripropone la pasta alla chitarra .
L’ultimo dell’anno non vede una tradizione tassativa, alcune famiglie usano la mezza zita col pollo in umido, altre con le pallotte.
Naturalmente anche le giornate della mietitura, della vendemmia o del raccolto delle olive hanno i loro cibi: baccalà in umido con peperoni e patate, fegato e patate,  zuppetta con la salsiccia e uovo, canneroni con le “vrasciulette” (polpette).

Io vivo a Roma , ahimè, da molti anni ma quando posso rispetto questo calendario anche a costo di peripezie per il reperimento della materia prima.


[1] Minella Busico Marcovecchio, molisana di Agnone, insegnante ora in pensione che ama dilettarsi tra racconti, ricette, usi e costumi della sua terra d’origine.

Copyright  Altosannio Magazine
Editing: Enzo C. Delli Quadri 

14 Commenti

  1. Dunque, a casa mia il martedì grasso era il giorno degli gnocchi di patate e delle zeppole, quelle di pasta bigné, semplicemente fritte e poi aromatizzate con zucchero e cannella.
    Anche la cicerchiata era del carnevale e, più in generale del carnevale erano i dolci fritti (che non si facevano a natale come in altri paesi).

    C’è ancora un piatto antichissimo che si fa per Sant’Antonio (17 gennaio) ed è “la lessata”, un piatto composto da tutti i legumi secchi lessati e mescolati insieme (ceci, fagioli, lenticchie, cicerchie, piselli, fave) e mangiati così senza condimento alcuno.
    Questo piatto veramente non lo fa più nessuno. Ho scoperto di recente che è un piatto tradizionale di molti paesi dell’Abruzzo, compresa la provincia di Teramo.

  2. nel post pubblicato manca l’introduzione nella quale specifico che l’elenco è incompleto;da giorni cerco di ricordare come si chiamano in agnonese le frappe , mi viene in mente ‘nnocche, possibile?

  3. potrebbe essere, nelle mie scarse conoscenze delle tradizioni agnonesi,ricordo vagamente che acausa anche della forma a nastro o nocche,queste frappe erano lisce o annodate credo……

  4. Sì, si chiamavano “nnocche”, poi c’erano le “rosette” formate da tre dischetti di pasta concentrici, incollati al centro con un po’ di albume.
    Fritti, si aprivano e assumevano, appunto, la forma di una piccola rosa spampanata.

  5. Salve a tutti. Ho scoperto casualmente questo sito. Qualcun di voi ha la ricetta della pizza con i ciccioli di maiale? io ho provato a farla a modo mio con risultati …….. terribili. Grazie e buon 2012 a tutti.

  6. N’docciata

    Al crepitìo delle fiaccole
    nascondimi, incantato pastore,
    sotto il tuo nero mantello.

    Protetti dalla sua notte
    mostrami i cari volti della mia infanzia
    sorridenti e felici.

    Avvolgi il mio presepio
    di scintille infuocate
    nel turbinio di neve gelata.

    Inondami di fragranze
    di zucchero e di miele
    e bucce di mandarino bruciate nel camino.

    Ridammi, per un istante,
    il suono delle zampogne che va di casa in casa,
    piccoli e grandi a emozionare.

    Riporta nel mio cuore,
    questa notte, ti prego,
    la magia dei miei Natali bambini.

    Esther, Natale 2011

  7. La lessata l’ha mio padre nelle prime fiere arti e mestieri organizzate ad agosto dalla Kerres;squisita condita con olio extra e un pizzico di pepe tritato!!!!

  8. Mi piace moltissimo questa iniziativa del calendario. Le tradizioni già vanno scomparendo con la nostra generazione, figuriamoci con le successive!!!!

  9. Manca il pranzo della vigilia. Ceci cotti, frittata con verdure e baccalà fritto in pastella. Almeno questo faceva mia nonna e dopo di lei mia madre.

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