Bruschette a la ventricine

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Benedetto di Sciullo  [1]  e Giovanni Mariano [2]

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Due sono essenzialmente le varietà di ventricina che vengono preparate in Abruzzo:

  1. la “VENTRICINA DI CROGNALETO”
  2. la “VENTRICINA DI GUILMI”.

La prima è ottenuta dalla macinazione sottile di quelle parti del maiale che non possono essere altrimenti utilizzate e che vengono lentamente insaccate nella sacca dello stomaco del maiale lavata con acqua e aceto (il nome deriva probabilmente dal fatto che viene insaccato in una parte del ventre dell’animale). Il prodotto, al quale vengono aggiunti anche peperoni dolci e piccanti, risulta talmente morbido da poter essere spalmato sulle fette di pane casereccio, preferibilmente abbrustolite.

Per la preparazione della seconda, la “VENTRICINA DI GUILMI”, si usa della carne migliore, tagliata a pezzi abbastanza grossi, alla quale vengono aggiunti tocchetti di grasso che mantengono l’impasto morbido e gustoso. Viene insaporita con semi di finocchio, peperone dolce e piccante, sale. Presenta perciò la normale consistenza di un insaccato e si consuma a fette.

INGREDIENTI

(per 4 persone)
4 fette di pane casereccio;
1 salsiccia di ventricina;
2 spicchi d’aglio;

VINO CONSIGLIATO:

Montepulciano d’Abruzzo
Cerasuolo

Cerasuolo d'Abruzzo
Cerasuolo d’Abruzzo
PREPARAZIONE

Niente di più facile che la preparazione di questo irresistibile antipasto che tuffa le sue radici nelle tradizioni.

Abbrustolite leggermente le fette di pane casereccio e, appena diventano croccanti in superficie, strofinatele con l’aglio. Poi spalmate sopra a ciascuna di esse un po’ di ventricina di maiale, adagiate le fette su un piatto da portata caldo e servite senza indugio.

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[1] Benedetto Di SciulloAbruzzese di Fallo (CH), libero professionista. Dedica tanto tempo alla cultura locale per mantenere concretamente vivi i palpiti di un mondo antico che accomuna tanti di noi e che, dal passato, ancora ci accarezza e ci emoziona superando oceani e continenti
[2] Giovanni MarianoAbruzzese di Fallo (CH), informatico. Cura con Benedetto Di Sciullo il sito dedicato a Fallo sapendo di fare piacere ai conterranei che apprezzano le abitudini, la aria, i profumi dell’Alto Vastese.

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine

 

1 COMMENTO

  1. Negli anni ’70, se volevamo mangiare una ventricina come si deve, dovevamo andare in una trattoria sotto Schiavi d’Abruzzo, una piccola trattoria con appena due, tre tavoli per gli avventori, non di più.
    Non ricordo il nome di questa trattoria, ma il sapore della ventricina sì.
    Oggi, come la nduja calabrese, lo spek altoatesino, anche la ventricina si è infalsita, la producono tutti i salumifici di tutte le parti d’Italia, contrabbandandola per prodotto locale.
    Quando vedo queste cose mi verrebbe da urlare.
    Purtroppo i marchi Dop e IGP sono arrivati troppo tardi, quando già la massificazione aveva prodotto i suoi danni.

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