Bomba

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Bomba

Comune della  Provincia  di  Chieti  in  Abruzzo.  Negli anni la sua popolazione è scesa, da  un massimo di  3.427 abitanti,  agli attuali 906.

Dati amministrativi
Regione         Abruzzo
Provincia       Chieti
Sindaco         Donato Di Santo (lista civica Bomba protagonista) dal 08/06/2009

Territorio
Altitudine     424 m s.l.m.
Superficie     18 km²
Abitanti         906   (31-12-2010)
Densità         50,33 ab./km²
Frazioni         Sambuceto, Vallecupa
Comuni confinanti     Archi, Atessa, Pennadomo, Roccascalegna, Tornareccio, Torricella Peligna, Villa Santa Maria

Evoluzione demografica

Storia
Non è stato rilevato il nucleo originario di Bomba ma vi erano certamente dei piccoli vici attorno a delle piccole chiese o pievi.
La posizione attuale dominante la valle è stata scelta per difendersi certamente dall’attacco di popoli d’origine turca dapprima, di briganti poi.
La prima citazione storica risale a delle pergamene ora nella Curia arcivescovile di Chieti inerenti tasse ecclesiastiche.
Nel 1115 i clerici di Casali Plano devono pagare 3 tareni, altre 2 chiese devono pagare 7,5 tareni e 3 tareni.
Nel 1269, Carlo d’Angiò, dona Bomba a Ranulfo de Courtenay insieme a Chieti e molti paesi della vallata del Sangro e del circondario.
Alfonso d’Aragona impose, durante il suo regno, la tassa del “focatico”, per attuarla bisognava censire gli abitanti di ogni singolo paese.
A Bomba si contarono in questa maniera 79 fuochi che equivalevano a 400 abitanti circa.
Nel 1500 i fuochi salgono a 121 (600 abitanti circa). Feudatario di questo periodo risulta un certo Giovanni Maria Annechino (seguì i francesi durante la lotta tra francesi e spagnoli per la reggenza del regno di Napoli).
Così Carlo V concesse l’amnistia ai feudatari filofrancesi che giurarono fedeltà ai vincitori spagnoli, cosa che non che non volle fare Giovanni Maria Annechino che perse così il feudo di Bomba.
Giocoforza si cercò un nuovo feudatario, il quale fu Giovanni Genovoyx signore di Chalem.
Fu poi di Giovan Battista Marino che, nel 1631, lasciò Bomba al figlio Vincenzo, il quale, nel 1674 morì senza eredi, il feudo, indi, passò al Regio Demanio.
Il feudo passò, per acquisto dai frati domenicani di Roma, per poi essere acquistato da Giuseppe Caravita per conto del cardinale Carlo Pio di Sabaudia, indi passò al figlio di Giuseppe, Nicola, mentre, nel 1699 fu acquistato dal marchese Tommaso Adinari, la sua famiglia è l’ultima che tenne il feudo fino all’eversione del feudalesimo.
In questo frangente di tempo Bomba la popolazione era calata a 61 fuochi (cioè 300 abitanti)
Dal 1806, Bomba inizia una lunga strada per l’autonomia comunale, strada funestata da molti errori.
All’inizio del Novecento furono costruiti degli acquedotti per l’impianto idrico, l’acqua, prima, doveva per forza essere attinta dal Sangro (fiume principale della zona circostante) o da sorgenti limitrofe.

Toponimo
Alcuni (De Giovanni) sostengono che il nome del paese deriva da una voce latina, a sua volta di origine onomatopeica che starebbe a significare ronzio o rombo.
Nei pressi, in epoca romana, vi si trovava una cascata, che provocava un caratteristico rumore rimbombante nella vallata.
Il dizionario della UTET vuole invece accostare il nome ad acqua (quindi riferito, forse, alla stessa cascata di cui sopra), cioè bomba (che significherebbe anche bevanda, vedi il calabrese mbumba, o l’altra voce onomatopeica infantile bumba).
A proposito del nome, secondo alcuni Bomba avrebbe dato origine alla celebre espressione “Torniamo a Bomba”, che starebbe a significare “riprendiamo il discorso dal punto in cui era stato interrotto”: tale espressione sarebbe stata utilizzata, per la prima volta, in un passo di una discussione parlamentare di Silvio Spaventa, che, più volte interrotto dai colleghi, nel momento in cui si stava riferendo al suo paese natale, l’avrebbe pronunciata con viva esclamazione.

Monumenti e luoghi d’interesse

Chiesa di Santa Maria del Popolo (Chiesa Parrocchiale)
Santuario di San Mauro Abate
Chiesa di Sant’Anna
Chiesa di Santa Maria del Sambuco (fraz. Sambuceto)
Chiesa di San Rocco (fraz. Vallecupa)
Chiesa di Sant’Antonio al Ponte
Chiesa di San Mauro fuori le mura. La chiesa fu costruita nel XIII secolo fuori dal centro storico racchiuso dalle mura in seguito inglobato nell’espansione del corso Silvio Spaventa. Nella Cappella della Madonna dei sette dolori vi sono sepolti gli Adimari, gli ultimi marchesi di Bomba nel XVIII secolo. La chiesa fu più volte ristrutturata e sconsacrata dopo l’edificazione del nuovo santuario.

Musei ed architettura civile
Museo Etnografico
Borgo di Sant’Antonio al Ponte. Trattasi di edifici in parte utilizzati come abitazioni, cantine, magazzini agricoli, mentre altri edifici sono abbandonati. Il borgo è sito sul punto in cui il fiume Sangro forma un guado, punto in cui si uniscono 5 bracci del fiume. Nei pressi del borgo, sul fiume venne costruito un ponte a pedaggio. Grazie al passaggio ed al pagamento del pedaggio, il borgo acquisì una espansione. Presso il fiume vi fu anche una torre. La chiesa del borgo è dedicata a Sant’Antonio abate. Nell’Ottocento alcuni edifici furono restaurati, restauri attestati da alcune iscrizioni. negli anni cinquanta del Novecento, col decadimento della transumanza la chiesa perse d’importanza e venne adibita a fienile. Agli inizi del Novecento vi abitavano circa 60 persone ed una delle abitazioni fu adibita a scuola elementare, successivamente l’emigrazione ha svuotato l’intero borgo. Gli edifici sono: una chiesetta, un piccolo palazzo ed alcune abitazioni rurali. I piani terra degli edifici constano di volte a crociera o a botte ed una serie di travi lignee. I muri sono realizzati con blocchi di calcare e ciottoli.
Antico cirtuito murario e porte urbiche. Verosimilmente il perimetro delle mura urbane fu realizzato nel XII secolo quando l’insediamento originario di Bomba cominciò a svilupparsi. Nel XVIII secolo fu costruita o rimaneggiata una delle porte della cerchia muraria secondo le mode dell’epoca. Delle porte site su via Pistreola di sotto ne rimangono delle tracce perché le costruzioni ed il degrado le hanno fatte man mano usurate, così come la porta sita su Pian della Torre non è in perfetto stato di conservazione.
Il supportico e Porta Pian Due Torri. Il supportico dalla piazza centrale conduce al centro storico. Trattasi di un corridoio coperto da un’abitazione. L’ingresso del supportico è consentito da un arco a tutto sesto sui cui stipiti è scritto VB che indicherebbe Universitas Bumbae. La porta Pian due Torri presenta una strombatura verso l’interno. All’esterno vi è un arco con trabeazione. Come coronamento della Porta vi è uno stemma degli Adimari, feudatari di Bomba.
Palazzo Spaventa. Il palazzo è sito nel centro storico. Fu realizzato verosimilmente nel XIX secolo dato che alcuni elementi sul lato a valle lasciano dedurre che sia stato realizzato in questa epoca. Il palazzo presenta varie aperture incorniciate da mattoni. Sul lato destro vi è un giardino che segue l’orografia della zona.
Palazzo Scotti. Il palazzo è sito nel centro storico. Venne realizzato nel XVIII secolo unendo più abitazioni ed ha forma ad “L”. Tra gli elementi architettonici di rilievo si possono menzionare il portale in pietra in stile settecentesco e le pietre cantonali in angolo smussato.
Palazzo Nasuti. Il palazzo è sito in via Sant’Anna. Il palazzo consta di due piani, con dei negozi al pianterreno e delle abitazioni nei piani superiori. Le stanze del palazzo hanno dei soffitti a volta, nella maggior parte delle superfici voltate consta di affreschi.
Palazzo della caserma dei Carabinieri. Il palazzo è sito in Via Roma. La costruzione fu edificata durante la seconda metà del XIX secolo per ospitare il carcere. A partire dagli anni successivi alla seconda guerra mondiale e fino agli anni sessanta del Novecento l’edificio fu sede delle Scuole Elementari. Originariamente fu a due piani, il terzo fu aggiunto durante gli anni sessanta del Novecento. L’edificio ha una base quadrata. Il palazzo presenta un pianterreno a bugnato rustico con pietre cantonali e un profilo a scarpa. La parte centrale della facciata ha un piano in più. Ciascuna delle tre parti della facciata presenta un portale. Sopra il portale principale vi sono tre finestre e due cornici marcapiano. I prospetti dei lati sono intonacati.[9]
Palazzo comunale. Il Palazzo è sito in Piazza Matteotti. Il palazzo è stato realizzato nel XIX secolo ov’era la chiesa di San Rocco. Nel periodo fascista furono inseriti i profili di Mussolini ed inscrizioni inneggianti la monarchia. La facciata è suddivisa in tre parti da cornici marcapiano sormontato da una balaustra in bronzo e pietra. Il portale è incorniciato da pietre che realizzano un bugnato. Le aperture del piano nobile hanno stipiti ed architrave, mentre l’apertura centrale ha un timpano. Nel piano superiore vi sono cinque finestre architravate. Il cornicione è aggettante poggiante su mensole, al di soprea di esso vi è un orologio con modanature e bassorilievi in pietra. Il palazzo è realizzato con mattoni gialli e rossi. La stanza principale è la sala consiliare che consta di capate scandite da paraste affossate alle pareti e sostenenti la trabeazione su cui si impostano le volte a crociera e a sesto ribassato. All’interno vi sono anche due statue di Bertrando e Silvio Spaventa.
Palazzo baronale. Questo palazzo è sito nel punto più alto del borgo antico. Forse l’edificio fu realizzato nel XVI secolo. Il lato valle ha delle finestre con stipiti e cornice superiore in pietra. Alcuni interni lignei erano a cassettoni.
Palazzo Magazieno. Il palazzo è sito poco fuori della cinta muraria. Attualmente versa allo stato di rudere visto l’abbandono da qualche decennio. Forse difendeva il lato valle del paese vista la sua posizione strategica e la sua struttura architettunica. Alcune foto d’epoca mostrano che il pianterreno non era originariamente seminterrato com’è attualmente. originariamente doveva avere la forma di torre da difesa. Il palazzo, tra l’altro è stato utilizzato come trappeto.

Altri monumenti
Monumento a Silvio Spaventa
Monumento ai caduti. Il monumento è stato realizzato nel 2000 da Luciano Caravaggio e rappresenta una corda che esce da una roccia. Vi sono i nomi di 37 caduti nella seconda guerra mondiale più 3 civili di Bomba o originari di Bomba, di cui uno residente a Bomba, uno residente a Roma e uno residente a Torricella Peligna) più i nomi di altri 3 caduti in altre guerre (uno nella guerra di epoca fascista per l’annessione dell’Etiopia e dell’Eritrea e due nella guerra civile spagnola).

Il lago di Bomba
Belvedere sul Sangro e sul Lago di Bomba.

Fontana di Sambuceto. La fontana è sita nella frazione Sambuceto presso l’ingresso nel centro più antico, ma isolata dall’abitato. È stata costruita nel XIX secolo come abbeveratorio e lavatoio. Negli anni venti del novecento venne aggiunta una statua dello scultore Nicola di Rienzo che raffigura un contadino con una falce seduto su un cumulo di grano. In epoca fascista la statua venne distrutta perché assomigliava a Lenin. La fontana è suddivisa in tre parti principali. Al centro si trova una grande vasca con tre cannelle. A sinistra si trova un’altra vasca, che viene utilizzata come abbeveratoio, con due sole cannelle. A destra si trova una sottospecie di portico che poggia su tre piccole colonne quadrate che copre una terza vasca che raccoglie l’acqua che cade dalle altre due vasche. La vasca di destra è più lunga delle altre due ed ha uno scivolo che viene utilizzato come lavatoio. La fontana è costruita con conci di calcare squadrati non del tutto levigati.

Personalità legate a Bomba
Bertrando Spaventa (Bomba, 1817 – Napoli, 1883), filosofo e patriota.
Silvio Spaventa (Bomba, 1822 – Roma, 1893), politico e patriota.
Raffaele Bonanni (Bomba, 1949), sindacalista (segretario nazionale della CISL).
Giovanni Carlucci (Bomba, 1952), chimico, ricercatore ed inventore.[15]
Donato Di Santo (Bomba, 1958), politico italiano, già sottosegretario agli affari esteri (2006-2008).
Luigi Gentile (Bomba, 1938), professore ordinario di Storia della filosofia e Direttore del Dipartimento di Filosofia Scienze umane e Scienze dell’educazione presso l’Università di Chieti, Presidente della Fondazione Silvio Spaventa di Bomba.
Tommaso Sacchetta (Bomba, 10/03/1885-San Candido, 9/09/1963), funzionario statale, alla sua morte (1963) fece un lascito al Comune di Bomba vincolandolo alla consegna di borse di studio a studenti meritevoli e bisognosi.

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