Bye Bye Caracciolo!! Addio sanità di Agnone e dell’Alto Molise.

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di Enzo C. Delli Quadri

Riporto, qui sotto, un chiaro e lucido articolo di Vittorio Labanca, sullo stato di salute dell’Ospedale Caracciolo di Agnone. I dati e le informazioni raccolti diligentemente dicono che l’Ospedale Caracciolo di Agnone è destinato a diventare un semplice punto di Primo Soccorso Territoriale.

Ospedale Caracciolo di Agnone

Il motivo è uno ed uno soltanto: lo spopolamento del territorio che, inesorabilmente e incessantemente, sotto gli occhi incuranti di molti, è diventato quasi biblico,.

Esattamente 21 anni fa, offrii alla cittadina di Agnone e a tutto il circondario dei Comuni che gravitano attorno ad essa (Alto Vastese e Alto Sangro), una analisi accurata e completa di come si sarebbe sviluppata la situazione demografica patrimoniale ed economica del territorio, se l’ALTO MOLISE avesse continuato ad affidarsi alle cure della regione Molise e al suo sistema di sopravvivenza in funzione solo e soltanto dell’esistenza di mamma Stato e se il territorio che faceva da cornice ad AGNONE fosse rimasto diviso.

L’Alto Molise è rimasto attaccato alla Regione Molise ed è rimasto diviso dai Comuni fratelli dell’Alto Vastese e dell’Alto Sangro!!!! E risultati, tutti negativi e tutti prevedibili e previsti, sotto gli occhi di tutti,  sia per l’ALTO MOLISE,  sia per i comuni montani abruzzesi confinanti, vale a dire quei comuni che rappresentavano il bacino economico di riferimento:

  • lo spopolamento del territorio ha raggiunto livelli, in alcuni comuni, fino al 90%.,
  • i valori patrimoniali immobiliari e fondiari sono stati azzerati,
  • i cittadini pagano le stesse tasse degli altri cittadini italiani ma ricevono minori servizi o addirittura non ne ricevono e, di contro,  devono affrontare maggiori elevate spese per viabilità ed energia.


La situazione è chiaramente difficile.

Non esistono ricette miracolose per uscire da questa situazione umiliante e degradante.

Ma è pur possibile uno sforzo di orgoglio contro il sistema regionale e di umiltà per il superamento di campanili ed egoismi, a meno di un addomesticamento totale delle coscienze.

Si prenda, allora, finalmente atto della necessità che il territorio che faceva da riferimento per l’Ospedale di Agnone possa tornare ad essere amministrato da una sola provincia e una sola regione: tutto l’Alto Molise con l’Alto Vastese e l’Alto Sangro (ALMOSAVA) torni ad essere un’unica entità amministrativa; si ponga fine, una volta per tutte, a campanilismi, egoismi, attendismi (po’ vedeme). C’è’ una opportunità storica che viene offerta dal ridisegno dell’organizzazione dello Stato. Approfittiamone: ora o mai più.

Per coloro che non sanno di cosa sto parlando rinvio all’ articolo “Almosava che cos’è” su www.altosannio.it.

I comuni dell’Alto Molise  si aggreghino, pertanto, ai comuni dell’ Alto Sangro e dell’Alto Vastese, nella associazione ALTA ALMOSAVA che sta per costituirsi formalmente con atto notarile. Si uniscano le forze e si vada al confronto regionale, interregionale e nazionale per ottenere risposte chiare non solo per la sanità (Agnone e Castel di Sangro), ma per tutta una serie di obiettivi strategici, programmatici e di supporto.

Obiettivo Strategico: La situazione di gravissimo disagio  demografico, patrimoniale, economico e sociale del territorio riaggregato, consente di predisporre un piano serio e credibile per

  1. Riconoscimento dell’ ALMOSAVA come Aggregato omogeneo dal punto di vista storico, culturale e linguistico.
  2. Riconoscimento dell’ ALMOSAVA  come zona a rischio desertificazione demografica, patrimoniale, economica e morale.
  3. Riconoscimento,  per l’ ALMOSAVA, di una fiscalità agevolata e di una burocrazia zero, a risarcimento della suddetta desertificazione, con l’obiettivo di una inversione di tendenza.

Obiettivo programmatico di conflittualità territoriale: Viene a costituirsi una massa critica sufficiente ad avere un importante peso specifico sul territorio delle due regioni al fine di contendere ad altre zone la distribuzione delle risorse per

  1. L’ Integrazione funzionale dell’Assistenza sanitaria ospedaliera e territoriale dei Distretti Sanitari abruzzesi e molisani dell’ ALMOSAVA.
  2. I Poli scolastici interregionali e interprovinciali.
  3. Il Parco archeologico dell’ Alto Sannio.
  4. La Banda larga sperimentale.
  5. Le Aree industriali e artigianali dell’ Alta valle del Trigno e dell’ Alta valle del Sangro.
  6. I  Cantieri Stradali per una viabilità veloce tra Trivento  – Castel di Sangro – Colledimezzo.
  7. Completamento della Transcollinare Ascoli Piceno – Foggia secondo il tracciato originario.
  8. Snodo Ferroviario a Castel di Sangro e potenziamento della  “Transiberiana Italiana”,  Sulmona – Carpinone.
  9. Riattivazione della Tratta ferroviaria Torino del Sangro-Castel di Sangro e del “Treno della Valle
  10. Il  Polo sportivo concertato tra Roccaraso, Capracotta, Pizzoferrato.
  11. Il  Museo Naturalistico dell’Alto Vastese.
  12. Commercializzazione dei prodotti locali a Km zero

Obiettivo programmatico interno: Possono essere sfruttate sinergie significative per supportare i Comuni nella difficile operazione di gestione comune Servizi e Funzioni quali:

  1. Gestione energetica
  2. Gestione dei rifiuti
  3. Gestione dei Beni di proprietà dei Comuni
  4. Gestione della polizia locale;
  5. Gestione delle funzioni di istruzione pubblica, ivi compresi i servizi per gli asili nido e quelli di assistenza scolastica e refezione, nonché l’edilizia scolastica;
  6. Gestione delle funzioni nel campo della viabilità e dei trasporti;
  7. Gestione delle funzioni riguardanti il territorio e l’ambiente, fatta eccezione per il servizio di edilizia residenziale pubblica e locale e piani di edilizia nonché’ per il servizio idrico integrato
  8. Gestione delle funzioni del settore sociale

La popolazione almosaviana merita questo sforzo di orgoglio (contro il sistema) e di umiltà (ricerca di alleanze tra Comuni).

 

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ARTICOLO APPARSO SU IL QUOTIDIANO DEL MOLISE DEL 3 SETTEMBRE 2012

Verifica produttività, addio all’ospedale Caracciolo di Agnone
La Regione fa partire i controlli: in picchiata i dati relativi al Caracciolo

Di Vittorio Labanca

 AGNONE. Rumors dai piani alti, in questa fine di agosto. Sembrerebbe che il Ministero dell’ Economia e quello della Sanità, nonostante dal testo definitivo della spending rewiew sia stato cancellato il punto sulla verifica dei piccoli ospedali in merito a produttività, efficienza, qualità delle prestazioni, e siano sostanzialmente le Regioni a decidere, o meglio i Commissari in quelle con Piani di Rientro sulla sorte di questi ultimi, abbiano avviato una verifica conoscitiva di queste realtà ed anche delle realtà molisane di Agnone, Venafro e Larino, acquisendo i dati economici e delle prestazioni, presenti presso la Molise Dati, alla metà di agosto.

 La posizione dell’ex Ospedale Caracciolo sarebbe apparsa estremamente indifendibile, con un crollo notevole della produttività, tanto che in ambienti tecnici si ritiene ormai segnato definitivamente il destino della struttura, e la politica regionale si sarebbe arresa, attendendo semplicemente da Roma, tramite il Sub  Commissario Basso, la notizia della chiusura dell’attività ospedaliera per acuti presso il nosocomio. D’altronde, c’era da aspettarselo: con una radiologia che non garantisce l’emergenza/urgenza, con la guerra degli anestesisti, che adesso costringono ad operare una volta sola a settimana, con il ridotto organico della medicina con prestazioni quasi dimezzate.

 A questo va aggiunta la diminuzione di qualità delle prestazioni e una minore qualità effettiva percepita dagli utenti che “emigrano” altrove. A questo va aggiunto un dato emblematico sull’intramoenia: sono poche le  prestazioni registrate, mentre appare spropositatamente alto il consumo dei materiali sanitari relativi per le apparecchiature. Complessivamente, una struttura che presto potrebbe essere ridotta ad una sorta di “ambulatorio con residenza sanitaria per anziani. Con una Medicina/Lungodegenza a termine, chiusura/trasferimento delle attività ordinarie chirurgiche, con il mantenimento provvisorio di piccoli Day Surgery e di chirurgia ambulatoriale che non necessita di ricovero. Anche i dati del Pronto Soccorso, pur essendo in risalita, non sono per nulla ncoraggianti, tanto che appare inevitabile la trasformazione dello stesso in un Punto di Primo Soccorso Territoriale.

 Le responsabilità in chi aveva sottoscritto alcuni anni fa un documento sul quale si affermava che necessitava creare nei cittadini l’opinione per il cambiamento e dimostrare la bontà della chiusura/riconversione territoriale della struttura. Le negligenze, i ritardi nel sostituire il personale, nell’intervenire a tamponare le urgenze, il non risolvere i problemi quotidiani con tempestività, l’atteggiamento da “eutanasia passiva”, quindi l’incapacità di risolvere le criticità. Parte decisiva anche di quella classe medica, che per motivi remunerativi, pur legittimi e giusti,

ha bloccato e penalizzato le prestazioni della struttura ospedaliera portandola al collasso e creando disaffezione presso gli utenti, in un epoca in cui contano i numeri.

 Non ultimi: il silenzio di questi mesi di associazioni come L’Art. 32 e il Cittadino C’è, che sembrano essere spariti. Come lascia perplessi il mutismo improvviso di Don Francesco Martino, Responsabile della Pastorale Sanitaria della Chiesa di Trivento, che dopo tanto baccano a favore del Caracciolo ora, sui temi sanitari, si trincera dietro un “no comment”.

La via di risoluzione per salvare la sanità di quest’area, come alcuni auspicano, probabilmente sarebbe solo convincere il Ministero e la politica regionale e comunale a tentare la carta della sperimentazione pubblico/privata.

Ma anche qui pare che investitori agnonesi e locali latitano perché come sempre si aspetta da altri la soluzione del problema o gli euro necessari.

 Allora l’esito è scritto. Bye bye Caracciolo! Addio sanità di Agnone e dell’Alto Molise.

5 Commenti

  1. Sono un giovane medico di Montazzoli che lavora e vive a Modena, leggo con tristezza questa notizia sul Ns ospedale; ho sempre desiderato tornare a lavorare nel mio territorio, sono stato davvero vicino a realizzare questo sogno, purtroppo forse non sono stato abbastanza convinto per le incertezze che anche questo articolo evidenzia. Vivo e lavoro lontano dal mio territorio, vorrei fare qualcosa ma non so come; l’alto molise è il territorio che amo, lì ho le mie radici, ma è soprattutto lì che vorrei che si concretizzassero le mie speranze e i miei orizzonti. Spero che si trovi qualche soluzione per il Caracciolo e se si potrà fare qualcosa sono a completa disposizione!

  2. Essendo nato a Poggio Sannita ed essendo mia moglie di Agnone vivo con estrema tristezza questo momento. Premesso questo ed abitando a Subiaco dove l’ospedale soffre i medesimi problemi mi permetto però di osservare che un comportamento remissivo, favorisce chi ha intenzione di trasformare il nosocomio Agnonese in qualcosa di diverso. A Subiaco, il Comitato Cittadino, appoggaito dall’Amministrazione Comunale non ha mai smesso di combattere per dimostrare la assoluta necessità della struttur. Alcuni giorni fa la Presidente della Regione Lazio, Renata Polverini ha dichiarato al Messagggero che su Subiaco  hanno sbagliato.

    Tiberio La Rocca – Coordinatore dell’assemblea Territoriale di Tivoli e Subiaco di Cittadinanzaattiva –

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