Barrea ha incontrato Viteliù

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 di Enzo C. Delli Quadri

Nicola Mastronardi e Viteliù
Nicola Mastronardi e Viteliù

La voce suadente di  Antonio Iannucci cattura, subito, l’attenzione di un pubblico attento e partecipativo: I Romani attaccano, furibondi, un rifugio dei Sanniti …. fuoco, fumo, sangue e un grido, “bisogna salvare il bambino, bisogna metterlo al sicuro … … … la Tavola … … …il Tesoro”. La mamma viene travolta e uccisa. Una donna prende il bambino in braccio e cerca una via di uscita … trova un varco … lo supera..poi il varco viene ostruito da pietre e travi …..i Romani restano bloccati..il bambino è salvo … ….

Amalia Tarolla

E’ l’ introduzione all’immenso  scenario svelato da Nicola Mastronardi nel suo bellissimo romanzo storico,  Viteliù – Il nome della Libertà, che gli amici VOLONTARI BARREA, nel decimo anniversario della loro associazione, hanno voluto portare a conoscenza dei loro concittadini. E per questo incontro, Giuseppina Tarolla, Presidente di Volontari Barrea, e Amalia Tarolla, inesauribile animatrice, hanno scelto un luogo spettacolare con sfondo mozzafiato, Il Castello Monumentale di Barrea.

In questo scenario, l’autore del libro, Nicola Mastronardi, fa da disvelatore del romanzo, percorrendo i sentieri di una storia mai raccontata prima con tanta dovizia di particolari e di verità storiche, quella di un popolo che i Romani  tentarono di sterminare, temendone l’indole orgogliosa e superba.

( da sinistra) Domenico Tomassone, Claudio Scarnecchia, Antonio Iannucci.

Lo aiutano, in questo percorso, oltre a Iannucci, Claudio Scarnecchia, Domenico Tomassone e Anna Musilli, tutti con immedesimazione seria, spessore emotivo, coinvolgimento convinto.

Si svela, così, la trama: Il bambino salvato è stato condotto in una casa romana e qui ha vissuto da romano; si sente romano, ama e lotta con spirito romano, la sua promessa sposa è romana.

Domenico Tomassone e Anna Musilli

La sua vita scorre serena e piena di speranze per il futuro, finché, un giorno, non viene messo a confronto con un “vecchio” che, dopo avergli rivelato di essere suo nonno,  lo strappa al suo ambiente e lo convince a seguirlo in un viaggio che, per il vecchio, sarà senza ritorno (vuole andare a morire nella sua amata terra), per il giovane, potrà essere il ritorno a Roma, ma lo deciderà lui stesso, dopo aver conosciuto la storia del popolo che gli ha dato la vita. Inizia un errare giudizioso tra insidie, tranelli, sorprese, conflitti, amarezze, con i romani che seguono le loro mosse perché non amano quel “vecchio”,  di più, ne temono lo spirito ribelle e indipendente: lo vorrebbero morto per quel che è stato – Comandante supremo dei Sanniti – e per quel che ancora può rappresentare, pur essendo vecchio e malmesso.

Si scopre, infine, che il punto di arrivo del “vecchio” e di suo nipote è  …  il nostro territorio, l’Alto Sannio alias Almosava alias Alto Molise Sangro Vastese. Si scopre come il nostro territorio sia stato la culla del popolo sannita, il luogo dal quale, poi, i sanniti hanno dilagato verso sud, fino a “diramarsi” in Pentri, Carracini, Caudini ed Irpini. Si scopre, infine, come questo territorio abbia contribuito a che nascesse la Prima Nazione Italia

La moneta trovata in Abruzzo che dimostra l’esistenza della Prima Nazione ITALIA in occasione della Guerra Sociale combattuta tra i Romani e i popoli Italici tra il 91 e l’88 a.C.

Presente alla manifestazione, mi è stato chiesto di intervenire e dare le mie impressioni sul libro e sulla storia in esso raccontata. Non ho potuto fare a meno di ricordare un passo del libro, per me il più emozionante tra i tantissimi, quello in cui il “vecchio”, giunto tra i nostri monti, affranto e distrutto dall’idea che Silla avesse potuto sterminare tutto il suo popolo, decide di officiare, all’ora del tramonto, un rito sannita e fa accendere un gran fuoco, un fuoco particolare che solo i suoi guerrieri conoscono. La vallata sottostante è immersa nelle prime ombre della sera … …  nessun segno di vita, nessun particolare degno di nota.. .. .. .. e grandi sono  il suo stupore, la sua meraviglia, la sua commozione, la sua gioia, quando si rende conto che quel suo fuoco, visto da lontano, viene imitato pian piano da un fuoco, poi un altro, poi un altro, e un altro ancora. No, no, no, Il suo popolo non era stato sterminato, Silla non aveva vinto. . … … …

Ho concluso il mio racconto immedesimandomi  nel “vecchio”  e dicendo: ci sono, ci sono, i sanniti ci sono, ci sono…. ….e ho aggiunto …. “CI SIAMO” perché una storia di 2.100 anni fa ci riguarda da vicino. La culla dei Sanniti = Alto Sannio = Almosava = Alto Molise Sangro Vastese.

Queste rivelazioni devono inorgoglirci e spronarci a che questo nostro territorio cessi di essere considerato come territorio remoto, area interna senza valore, cessi, quindi, di essere smembrato sotto 4 province e 2 regioni, riacquisti una sua dignità territoriale, venga, conseguentemente, riaggregato, in omaggio alla sua storia, alla sua cultura e ai suoi valori.

Si sappia:ci siamo e ci batteremo perché quel che non riuscì a Silla, il feroce dittatore di Roma che voleva la morte di tutti i sanniti,  non dovrà essere consentito ai governanti attuali che sembrano incuranti rispetto alla galoppante desertificazione demografica del nostro territorio.

Le radici di un passato remoto devono aiutarci ad irrobustire un albero che tanti vorrebbero rinsecchito.

A questo incontro Fabrizio Fusco ha dedicato un bel servizio per vederlo cliccare QUI e ha anche voluto intervistarmi (cliccare QUI per l’intervista)

 

Amalia Tarolla, Nicola Mastronardi, Giuseppina Tarolla, Enzo C. Delli Quadri sulla terrazza-giardino de La Scarpetta di Venere
Fabrizio Fusco (giornalista realizzatore dei due servizi video) e Nicola Mastronardi seguiti da Giuseppina Tarolla e Enzo C. Delli Quadri
Barrea, 23 giugno 2013. Parte del pubblico presente alla presentazione del libro Viteliù
Barrea, 23 giugno 2013. Parte del pubblico presente alla presentazione del libro Viteliù
Barrea, la perla del Parco Nazionale d’Abruzzo

 


Viteliù è il nome osco di ITALIA

Copyright Altosannio Magazine
Editing: Enzo C. Delli Quadri 

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