Balordaggine e Insensibilità dei Centri Regionali e Provinciali

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a cura di Enzo C. Delli Quadri 

Conferenza Stato Regioni
Conferenza Stato Regioni

Si spera che il referendum sulla riforma costituzionale sia approvato e, conseguentemente, le province siano definitivamente smantellate. La Casta provinciale potrà, così, provare, sulla propria pelle, quello che da decenni succede sulla pelle delle popolazioni delle Aree Interne, come quelle dell’Altosannio: riduzione di servizi, isolamento e desertificazione sociale.
Le ricadute saranno evidenti anche sulla spocchiosa casta regionale, insensibile ai drammi che molti vivono, per la mancanza di minimi servizi sanitari, scolastici, assistenziali in genere.
Qui sotto, pubblico una storia emblematica di quanto affermo. La storia, raccontata dal Comitato “Il Cittadino c’è”, tramite  Nunzia Zarlenga,  ha per oggetto l’Ospedale Caracciolo di Agnone e lo stesso Comitato, che da anni lotta perché non venga definitivamente smantellato. Ma detta storia è facilmente estensibile all’ospedale di Castel di Sangro, ai trasporti, alla viabilità, al turismo, all’assistenza sociale dell’intero nostro territorio almosaviano, i cui cittadini sono chiamati a pagare le stesse imposte dei cittadini dei vari capoluoghi, senza un congruo ed equo corrispondente ritorno da parte dello stato, della regione e della provincia.
Ne approfitto per segnalare un fatto inquietante: l’attuale Governo aveva proposto alle Regioni di lasciare, allo Stato, la gestione Sanitaria delle Aree Interne, quelle a ridosso di Alpi e Appennini maggiormente colpite dalla desertificazione sociale. Le Regioni si sono opposte. Non vogliono perdere neanche un grammo del loro potere sul sistema sanitario che consente loro di poter gestire al meglio (per loro) il mercato del consenso elettorale.

Ospedale Caracciolo di Agnone
Ospedale Caracciolo di Agnone

Montanari, sì…con l’anello al naso, no!

Nota del Comitato “Il Cittadino c’è”
La battaglia del comitato “Il Cittadino c’è” per la sanità inizia nel 2009. Si cominciò con una petizione che ci vide impegnati a raccogliere le firme dei cittadini in tutti i comuni alto molisani nel tentativo sia d’informare la popolazione di quanto stava iniziando (lo smantellamento del sistema sanitario pubblico) sia di dare un segnale alla classe politica che non saremmo rimasti a guardare mentre facevano a pezzi il nostro diritto alla salute:non avremmo pagato ,muti e silenziosi,tagli con la mannaia dovuti a scelte scellerate e irresponsabili di cui non avevamo colpa. Si paventava la chiusura dell’ospedale “S.F. Caracciolo”,noto per essere un nosocomio di frontiera che non assicurava cure solo all’Alto Molise,ma anche ai paesi confinanti del vicino Abruzzo.Una lotta,quindi,non di campanile,ma di un intero territorio che abbiamo più volte indicato fornendo dati e numero di utenti:raccogliemmo,battendo personalmente e con mezzi propri,tutti i comuni che ci fu possibile raggiungere e raccogliemmo faticosamente (forse perché la gente ancora ignorava il pericolo reale)oltre 4.000 firme che furono successivamente consegnante all’allora presidente della Regione Iorio. Seguì una grande manifestazione cittadina,che riempì per giorni le pagine dei giornali e di cui è facile reperire le foto a testimonianza della straordinaria partecipazione che avemmo. Stessa manifestazione fu poi fatta a Campobasso.Da allora non ci siamo più fermati:abbiamo più volte presidiato il palazzo della regione, chiedendo fossero eliminati gli enti inutili e mangiasoldi,i numerosi e strapagati manager e via discorrendo (ponemmo anche il problema del costo dell’Università che gravava sulle casse della Sanità e non del Miur sottraendo fondi enormi creando numerosi mal di pancia),arrivammo perfino a restituire le schede elettorali a l’allora Presidente della Repubblica Napolitano (e fummo ricevuti al Quirinale).Seguirono assemblee pubbliche,denunce,esposti,ricorsi al TAR (appoggiando l’iniziativa del comitato Art.32) e proponendone un altro al Capo dello Stato. Abbiamo fatto proposte,piani alternativi,offrendo suggerimenti con tanto di conti e dati,siamo stati a fianco dei comitati di Venafro e Larino che come noi,subivano la stessa situazione (fummo anche aspramente criticati per questo sodalizio:qualcuno sosteneva che appoggiare Larino e Venafro significava darsi la zappa sui piedi:dovevamo pensare solo a noi….ma andammo avanti caparbiamente già consci che “il problema” non era solo nostro e avremmo avuto invece più possibilità facendo fronte comune). L’elenco delle iniziative è lunghissimo,per chi volesse rinfrescarsi la memoria conserviamo gelosamente tutta la rassegna stampa sulle varie iniziative, fornimmo tabelle,dati sulla percorrenza delle autoambulanze per raggiungere gli ospedali più vicini, piani alternativi,insomma di tutto e di più,partecipammo a numerosi tavoli,abbiamo incontrato sa solo Dio quanti commissari,sub commissari,tecnici,partecipato a udienze in Regione ec…,ecc…arrivammo ad avere un articolo di stampa sulla questione sanitaria praticamente ogni due giorni,questo per dire che non ci siamo mai fermasti consapevoli che bisognava tenere accesi i riflettori su una questione che non avrebbe interessato solo noi,ma che,al contrario,saremmo stati semplicemente la prima tessera di un effetto domino che avrebbe coinvolto l’intera regione. Ci preme precisare che MAI abbiamo pensato solo al nostro paese:abbiamo avvertito,urlato sbraitato che nessuno ne sarebbe uscito con le ossa sane (i vari cartelli e slogan usati nelle manifestazioni,più volte fotografati e pubblicati dalla stampa ne sono una testimonianza).Naturalmente ad ogni iniziativa, abbiamo cercato sempre di informare sia i cittadini di C/Basso che,e con maggior forza, quelli di Isernia,sia con continui e numerosi comunicati stampa che con manifesti informativi (come nel caso dei vari cortei) che ci preoccupammo di far affiggere nel capoluogo pentro. Insomma solo chi non ha voluto saperne non sapeva. Ma , manco a dirlo,fummo lasciati completamente soli:non un solo cenno o segnale di fumo né da C/Basso né dalla vicinissima Isernia.Eravamo invisibili! La nostra sorte non interessava nessuno:ci chiudessero pure…tanto loro si sentivano al sicuro .Non vedemmo mai nessuno,né avemmo una sola parola di appoggio,di sostegno, in una lotta che non poteva lasciare indifferenti,foss’altro per solidarietà civica. Nel corso degli anni la situazione sanitaria è peggiorata:troppi debiti accumulati che cominciavano a soffocarci. A questo punto fu inevitabile che accadesse quello di cui avevamo più volte e inutilmente cercato di far vedere:né C/Basso,né tanto meno Isernia avrebbe visto lasciati indenni i propri ospedali. E allora sì che qualche voce abbiamo cominciato a sentirla,prima flebile poi sempre più forte;bisognava chiudere l’ospedale di Agnone,lo scandalo,il vero responsabile del deficit. In realtà una volta che il fuoco aveva raggiunto “sederini sensibili” si pensò che era meglio abbandonare a se stesso un intero territorio piuttosto che rischiare qualche poltroncina…anzi, diciamocela tutta, qualche misera seggiolina . Il messaggio fu chiaro e inequivocabile: mors tua vita mea. Chiudere l’ospedale di Agnone significava assicurare “numeri” ad Isernia. Siamo diventati di colpo visibilissimi,ma non certamente per il nostro diritto a sopravvivere in zone fortemente disagiate con la garanzia di cure adeguate. Così è cominciata una campagna subdola e strisciante contro l’unico ospedale dell’Alto Molise. Ma non avevano fatto i conti con il fatto che finalmente lo Stato ha riconosciuto il “Caracciolo” come ospedale di zona fortemente disagiata!Deve essere stato un duro colpo per chi aveva fatto altri conti sulla nostra pelle:gli sfuggivamo di mano come un’anguilla!Avrei molto da dire,ma voglio arrivare al punto. Siamo arrivati ai “nostri giorni”,come direbbe qualsiasi narratore: ad Isernia e Campobasso si muovono perché “toccati” (adesso sì che hanno interesse per la questione) e promuovono forum e manifestazioni. Quella sotto la campagna elettorale recente in particolare,è stata la “pietra dello scandalo” perché decidiamo di non partecipare. Non ci convince il periodo,non ci convince la presenza tra i promotori di numerosi candidati in evidente ricerca di visibilità. Decidiamo che siccome abbiamo cercato sempre di lasciare il discorso politico (almeno per quanto riguarda “i colori” perché il discorso è anche politico) fuori dalla nostra battaglia,non parteciperemo:non tireremo la volata a chicchessia!Apriti cielo!Un affronto. Come osa il comitato agnonese non partecipare? Certo avremmo fatto numericamente comodo: adesso sì! E allora giù di illazioni, congetture, pettegolezzi, cattiverie e quant’altro fino ad arrivare a seminare discredito perfino all’interno del neonato comitato nazionale per la Sanità (costituitosi a Roma il 22 luglio),pur di farci fuori. Sono cominciate mail,telefonate,messaggi(puntualmente riferiteci) con le quali si avvertivano i nostri “parteners” di stare attenti a noi,che forse siamo a favore della sanità privata,il “sacerdote” che è con noi in special modo (volete non parteggi per la Cattolica?)che forse non è giusto stare nella segreteria nazionale se non abbiamo partecipato alla sfilata di Campobasso,ecc.ecc. Si è arrivati perfino a porre dubbi su Don Francesco,validissimo e insostituibile membro del nostro comitato che ha messo a disposizione di TUTTI le proprie conoscenze in campo sanitario. Qui mi fermo perché il disgusto è davvero forte. Dico solo che non accettiamo lezioni né giochetti vari da chi parla di sanità pubblica riempiendosene la bocca e usufruisce di certificati falsi di malattia(nel privato avrebbe potuto?) ,presentandosi sfacciatamente altrove (e parlo di medici)incurante di aver lasciato in difficoltà pazienti e colleghi (oltretutto candidamente confessato in pubblico),né da chi adesso ha come sola preoccupazione la propria posizione lavorativa e che ,come la bella addormentata,vuol far crederci di essersi svegliato adesso.Rispedito il tutto ai mittenti e senza ricevuta di ritorno. Dove siete stati mentre si compiva lo scempio della sanità?Probabilmente vi riuscirà di screditarci presso gli altri comitati (ai quali consiglio solo di porsi qualche domanda e di non giudicare ciò che non conoscono,storie,contesti e quant’altro),ma sappiate che non ci fermerete:noi andiamo avanti…con voi o malgrado voi. Resta sottinteso che siamo,senza se e senza ma,per la sanità pubblica,equa e rispettosa per tutti,ma un occhio di riguardo lo avremo sempre per le zone disagiate come la nostra perché siamo stanchi di essere “invisibili e dimenticati”, se non ci difendiamo noi chi altri lo farà? Siamo pronti a collaborare con tutti, ma fuori da giochi sporchi e fango gratuito che hanno il solo fine di proteggere sé stessi e gli “amici degli amici”.
Il Comitato “Il Cittadino c’è”

editing Enzo C. Delli Quadri

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