Averla Piccola

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A cura di Enzo C. Delli Quadri

Averla Piccola – foto d’arcivio di altovastese.it scattata da Antony Cecere

Averla piccola (Lanius collurio), fotografata a Castiglione Messer Marino. Specie bellissima e protetta. In alcune regioni lo chiamano “falconcello” per il modo di cacciare che lo fanno sembrare un gheppio in miniatura. Tra l’altro anche l’Averla piccola, come il gheppio, fa lo “spirito santo”.  (Nota di Ivan Serafini)

Ordine: Passeriformes   Famiglia: Laniidae

in Italia e in Altosannio l’Averla piccola è relativamente diffusa, come nidificante e migratrice, dalle zone costiere a quelle montane, fino a quote che sfiorano i 2.000 m.

Averla piccola, di F. Damiani

Tra i Passeriformi, l’Averla piccola rappresenta uno dei cacciatori più formidabili. Dalla dieta prevalentemente carnivora, si nutre di insetti di ogni genere – compresi grandi scarafaggi – ma anche di piccoli mammiferi o uccelli, rane e lucertole. Particolare anche la tecnica di caccia utilizzata che – quando si tratta di prede importanti – prevede addirittura l’ausilio di un cespuglio di rovi, dove spesso peraltro l’Averla piccola costruisce il nido e dove infilza abilmente la preda, per poi utilizzare per più giorni la riserva di cibo accumulata.

Averla piccola, di F. Damiani

Lunga circa 18 cm, per un apertura alare di poco inferiore ai 30 cm, l’Averla piccola presenta un piumaggio particolarmente elegante. Risaltano, all’osservazione, le sfumature argentate sul capo e sulla coda, che lasciano spazio, nel ventre, a totalità più chiare e biancastre, mentre la parte superiore delle ali è connotata da tonalità cromatiche tendenti al bruno-rossiccio. Particolarmente evidente è anche la “mascherina” nera che si estende per l’intero volto, per arrestarsi a metà del cranio.

Averla piccola, di A. Manoni

Quale postazione di caccia l’Averla piccola sceglie di solito proprio i cespugli che ospitano il nido, oppure siepi e alberelli posti ai margini di pascoli o aree coltivate. È da qui che spicca il volo per raggiungere la preda, una volta avvistata, mentre le 4-6 uova abitualmente deposte se ne stanno al sicuro dentro il cespuglio.

Non è difficile intuire come lo sfalcio e l’eliminazione di boschetti, siepi e roveti ai margini dei campi possa compromettere del tutto la riuscita della covata, così come l’abuso di pesticidi che causa la scomparsa dei grandi insetti, parte fondamentale della dieta di questo Passeriforme predatore. (Fonte:http://www.uccellidaproteggere.it/)

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Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright: Altosannio Magazine

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