ATTEGGIAMENTI E COMPORTAMENTI DELLA NOSTRA GENTE

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di Domenicangelo Littero – Tratto dal suo libro:  Padri. Per una storia della cultura abruzzese, Cannarsa, Vasto, 1979

Domenicangelo Litterio

Può essere utile, nel contesto di impegno culturale Cast Almosava, tentare di capire atteggiamenti  e comportamenti della nostra gente anche nell’attuale contingenza storica, facendo riferimento ai modelli adottati in circostanze storiche ugualmente complesse ed impegnative. Ciò anche per attenuare l’iniziale smarrimento sempre possibile in chi si è molto impegnato e molto illuso sulla rapidità del possibile cambiamento. A parziale notra consolazione i dati dimostrano che una volta maturata l’idea, la nostra gente sa restituirne lealtà, fedeltà e testimonianza coerente.

Il Vastese e l’Unità d’Italia

Dal mese di ottobre 1860 fino al tragico aprile 1861 avvenne ancora d’importante, il plebiscito per l’annessione ai Savoia.

Le votazioni vennero indette per il giorno 21 di ottobre, mentre in ABRUZZO ERA AL SUO CULMINE LA REAZIONE BORBONICA.

Il plebiscito era proposto in questi termini: Il popolo vuole l’Italia una e indivisibile con Vittorio Emanuele, Re costituzionale e i suoi legittimi discendenti?

Alla domanda si poteva rispondere <si> o <no>; i voti <si> erano espressi con cartellino bianco; i voti <no> con un cartellino giallo.

Erano ammessi a votare solo gli uomini che avevano compiuto i 21 anni che non avessero riportato condanne penali.

Le liste dei votanti, approntate dal sindaco del Comune, dovevano essere affisse il 17 ottobre.
In tutto il Distretto di Vasto gli aventi diritto al voto furono 24.604 su 108.523 abitanti. Nel circondario di Castiglione Messer Marino gli allistati furono 3.113, i votanti 2,081, i voti <si> 1.776 e i voti <no> furono 305. (A.S.CH., Governatorato, Plebiscito, 21 ottobre 1860).

Plebiscito per l'annessione all'Unità di Italia

Le votazioni furono preparate in modo scrupoloso ed i liberali esercitarono tutta la loro influenza nel consigliare il popolo a votare.

Il 18 ottobre il Sottogovernatore di Vasto inviava una lettera a tutte le autorià, incitandole ad essere vigili e controllare opportunamente le persone sospette di essere di idee contrarie. (A.C.V.,Fascio II, Guardia Nazionale, 860, servizio, c.36 bis).

I risultati elettorali  premiarono abbondantemente i liberali, giacchè la percentuale dei  <si> , calcolata in base ai votanti, raggiunse il 96,5 % dei voti.

Gli oppositori, però, vantarono un notevole successo se la percentuale è calcolata in base agli aventi diritto al voto; infatti la loro azione fu rivolta a consigliare di non andare a votare.

Inoltre al momento del voto si eseguivano canti patriottici e le operazioni di voto si svolgevano al grido di < viva Vittorio Emanuele> e < viva Garibaldi >. Il controllo < fisico> del voto era anche esercitato dal Sindaco, il Corpo municipale, la Guardia Nazionale e le altre autorità presenti al seggio.

Ecco i risultati nel Circondario di Castiglione M.M.:

Come si può notare se si mettono insieme i <no> e i non votati, nel Circondario di Castiglione  i <no> all’Unità d’Italia superarono i <si> nonostante tutte le pressioni esercitate dai liberali.

Superati, in seguito, le sanguinose reazioni borboniche ed il brigantaggio,   consolidatesi le strutture dello Stato Unitario il senso di <Italianità> si fece sempre più convinto; le popolazioni montane assimilarono il nuovo sistema politico divenendone tenace difensore, come dimostra la parecipazione a tutte le vicende belliche, dalle guerre d’Africa alla seconda guerra mondiale, dando un notevole contributo anche di sangue.

 

I Referendum

 Referendum abrogativo della legge sul divorzio: 12 maggio 1974
Nell’alto vastese i favorevoli all’abrogazione furono il doppio dei <no>

Referendum abrogativo della legge sull’ordine pubblico 11 giugno 1978
Questa volta i <no< furono quasi il doppio dei voti favorevoli all’abrogazione

Referendum abrogativo della legge sul finanziamento ai partiti politici
Anche in questo caso prevalsero i <no> all’abrogazione della legge.

Tuttavia nessuna persona onesta può oggi affermare che la maggioranza degli abitanti dell’Alo Vastese  non abbia assimilato comportamenti favorevoli al divorzio e contrari al finanziamento pubblico ai Partiti politici.

Questi dati confermano che la nostra gente è diffidente delle novità, ma una volta convinta della necessità di scegliere percorsi diversi, dopo opportune verifiche attraverso  contrapposizioni anche forti, non solo sa adattarsi al nuovo ma sa garantirne lealmente la difesa.

 

Da : Domenicangelo Littero, Padri. Per una storia della cultura abruzzese, Cannarsa, Vasto, 1979

3 Commenti

  1. Penso che sia proprio così. Da quello che posso immaginare, però; la strada del “convincimento” è lunga, e per percorrerla tutta ci vogliono almeno un paio di generazioni.

  2. Nelle votazioni plebiscitarie spiccano i risultati di Fraine e Roccaspinalveti che  “dissero” NO alla Unità d’Italia! 
    Per quanto riguarda Fraine, se non ricordo male, il Parroco del Pese apparteneva alla famiglia dei signorotti locali ….e all’epoca la Chiesa (a giusta ragione) avversava i Piemontesi esercitando così una forte influenza sulla popolazione.
    Nello stesso stemma del comune resta traccia di tale avversione al Nuovo Re!

  3. E spicca anche Castiglione M.M. con tutti SI….Nessuno
    avrebbe potuto immaginare che nell’aprile del 61 (tragico come riporta
    l’autoore) a Castiglione M.M. ci sarebbe stata la sanguinosa rivolta in
    cui morirano il sindaco Don Gaetano Magnacca, il Capitano don Giacomo
    Lonzi e suo figlio Eliodoro, don Raffaele Magnacca e suo figlio Giuseppe
    e il giudice Michele De Giorgio …condotta da Pietro Troiano. L’ordine
    fu ristabilito col sangue e furono fucilati 23 ribelli! Questo la dice
    lunga sulle ùAspettative disattese dai SiGNORI PIEMONTESI!

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