Asta della Candela Vergine a Carovilli, in Altosannio

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Nei secoli scorsi vigeva l’uso di vendere, all’ incanto[1], le erbe da sfalcio dei suoli pubblici adibiti a prato stabile e pascoli. Il metodo utilizzato era quello dell’ asta della Candela Vergine.

Scritto curato da Ludovico Falasca
con la collaborazione di Enzo C. Delli Quadri

Queste sono le norme (mai abrogate) che regolano l’uso dei suoli pubblici adibiti a prato stabile e pascoli, vale a dire dei tratturi e delle aree demaniali, comunali e comunque pubbliche,  per uso paschivo  e/o  prato-paschivo.

  • Tratturi demaniali: chiunque poteva pascolare, tranne dal 25 Marzo (festa dell’Annuziata)fino al transito degli armenti transumanti dai pascoli invernali a quelli estivi (abitualmente inizio Giugno). In tale periodo lungo i tratturi era consentito transitare senza soffermarsi a pascolare.
  • Pascoli comunali: pascolo libero per chiunque residente nel comune medesimo.
  • Prati stabili comunali: venivano conservati prioritariamente  per erba da sfalcio.  Tali suoli erano suddivisi in <lotti>; le amministrazioni vendevano annualmente le erbe a pubblico incanto.  Su tali prati si poteva pascolare escluso il periodo dal 25 Marzo  (festa dell’Annuziata)   a quando venivano sfalciati. L’assegnatario  doveva  comunque raccogliere il fieno non oltre il 22 Luglio  (festa della Maddalena) .–

Le  ASTE di vendita delle erbe da sfalcio dei numerosi prati comunali di Carovillisi effettuavano sempre col metodo della  “Candela vergine e  abitualmente all’ inizio del mese di Aprile. Nella medesima data si aggiudicava anche l’erba del <Prato la Corte> appartenete alla Congrega del SS. Rosario di Carovilli.

Le ultime ASTE delle erbe comunali sono state bandite nel 1997. Successivamente, dato lo spopolamento delle campagne, NON ci sono state più richieste.  Quindi, le Aste andavano “deserte”  e pertanto non più effettuate.

La Congrega del SS. ROSARIO di Carovilliha ha voluto continuare la tradizione, anche se meramente figurativa. (Vedè e parlà pe’raccuntà la canuscenz ‘d ‘l viee  nostre)

Il Sodalizio titolato : “ Congrega del SS. ROSARIO”  fu istituito nel 1591 da una pia  Adunanza di PP. Domenicani stabilitosi a Carovilli in tale epoca. E’ opportuno ricordare che dopo la battaglia di Lepanto  (1570… vds info )  –  a devoto ringraziamento per lo scampato pericolo di invasione islamica – sul finire del XVI sec., furono istituite numerose confraternite dedicate alla Beata Vergine del Santissimo Rosario. Nel XVII ed inizio XVIII secolo la Congregazione si trovò a gestire altre due cappelle: Una dedicata a San Domenico Abate (tuttora esistente) e l’altra a S. Antonio da Padova. I priori della Confraternita, considerati Loro protettori i due Santi e dovendo dotarsi di “Regole” munite  di regio assenso, nel 1843 iniziarono l’iter burocratico inteso ad ottenere il riconoscimento dell’attuale denominazione del Sodalizio, ossia : Congregazione del SS. Rosario – S. Antonio e S. Domenico.

Metodo dell’asta con incanto a “Candela vergine” 

Iniziando da un prezzo base, le offerte avvengono verbalmente nel tempo intercorrente tra l’accensione e lo spegnimento (per estinzione) di un certo numero di candele. Durante le Aste  con tale metodo,  per stabilire il tempo di rilancio delle offerte, non si usano più le classiche candeline di cera bensì  i comuni <cerini> .  Vengono usati come fossero clessidre per scandire il tempo. Un metodo di gara semplice, giusto ed efficace.

Su di una stecca di legno, appositamente bucherellata, si infilano, quindi,  dei cerini (candele).  Si procede con l’accensione della 1° <candela>; perché l’asta sia considerata valida, finché la candela resta accesa, debbono esserci almeno due offerte. Quindi si accenderà un’altra <candela> e si procederà  ad accenderne altre sino a che si avranno offerte. Poi, quando una delle <candele> si estingue, senza che ci sia stata alcuna offerta nel tempo che rimane accesa   Candela Vergine”,  il <lotto> viene aggiudicato  all’ultimo migliore offerente.

Qualora dopo l’accensione di tre <candele>, non siano state avanzate offerte valide, l’Asta è considerata deserta e rinviata ad altra data.

 


[1]INCANTO, dal latino in quantum, “fino a quanto offrite? Col termine di <Incanto> si designano i diversi procedimenti usati in alcuni contratti  mediante gare pubbliche di assegnazione ed appalti  aperti a vari concorrenti.  Una rapida conclusione di contratto e un prezzo più vantaggioso per il proponente .
     Asta senza incanto
Nell’asta senza incanto i partecipanti presentano le loro offerte in busta chiusa (più il 10% di cauzione, senza segni di riconoscimento) nei termini e con le modalità indicate nell’avviso. Le offerte non possono essere inferiori al prezzo base stabilito in precedenza. In presenza di più offerte, non vince la più alta, ma si indice una gara fra tutti i partecipanti, fissando come base l’importo indicato nell’offerta più alta.
      Asta con incanto
Nel caso in cui la vendita senza incanto vada deserta, il giudice dispone una nuova asta con incanto, ossia una pubblica gara tra offerenti, dichiarata conclusa nel momento in cui siano trascorsi almeno tre minuti dall’ultima offerta e nessuno abbia effettuato un rilancio.


Editing: Enzo C. Delli Quadri 
Copyright: Altosannio Magazine

 

 

 

2 Commenti

  1. Assolutamente nuova per me questa ASTA della candela vergine e direi pure “sbrigativa e simpatica” : dei cerini , non delle candele usate per condurre l’asta. Bisogna essere decisi e sicuri di fare l’acquisto, senza perder tempo: il lavoro, lungo e faticoso viene dopo l’asta!

  2. Aggiungo un’altra considerazione: sempre c’è da imparare sulla polisemia delle parole:INCANTO,che sapevo avere il significato di meraviglia, magia ….vedo che può significare anche “in quantum…
    Ed allora grazie per l’articolo da…incanto!

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