Aspettando Natale

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 di Rita Cerimele [1]

Dicembre, il mese che chiude l’anno solare, è il dodicesimo, come gli Apostoli, come le prove di Ulisse, come i segni dello zodiaco, come le ore in cui viene diviso il giorno, le stelle della bandiera europea, sempre dodici.

Gli Dei principali dell’Olimpo erano dodici, come i cavalieri della Tavola rotonda, le tavole della legge dell’antico diritto romano, le fatiche di Ercole, le vertebre del torace.

Gesù Bambino si perde nel Tempio a dodici anni. La Gerusalemme Celeste ha dodici porte.

Perché proprio il numero dodici? Perché è un numero semi perfetto uguale alla somma di alcuni suoi divisori.

La perfezione, dunque, è questo che cerchiamo aspettando il Natale. La purificazione, il cammino interiore, uscire da una condizione di sofferenza per entrare nella grazia della Rinascita, per i cristiani attribuita alla Nascita del Bambino.

La perfezione, in un numero che si ritrova nel corpo, nel mondo fisico e comunitario, nell’ambito spirituale.

Gli antichi romani celebravano la festa pagana del solstizio d’inverno. Era una ricorrenza importante, rappresentava il giorno più corto e in quel giorno, celebravano la festa del Dio Sole, la risalita verso la luce e l’equinozio di primavera, quando notte e giorno tornano in equilibrio perfetto.

Tutto, è un continuo alternarsi di luce e ombra, caldo e freddo, veglia e sonno, e l’essere umano ne fa esperienza, riflettendo.

La celebrazione del Natale indica l’avvento della Luce nel Mondo, che giunge a squarciare le Tenebre. È il Bambino, che venendo al mondo, inaugura una nuova vita, e porta la Luce
a tutti gli uomini nel giorno della sua nascita.

Con la nascita di Gesù, Dio, per i cristiani, non è più un Dio distante, ma un Dio che si rivela ed entra nel mondo per rimanerci fino alla fine dei tempi.

La preparazione al Natale, dalla tradizione, viene rappresentata con il Presepe e l’Albero addobbato.

Il Presepe, di origine medioevale, è ricco di simboli. Alcuni di questi, come la mangiatoia, l’adorazione dei pastori, e gli angeli nel cielo, risalgono al racconto dell’evangelista Luca; altri, appartengono ad una raffigurazione dell’arte sacra, come il mantello azzurro di Maria che simboleggia il cielo, e quello di San Giuseppe l’intera umanità.

Spesso, nell’antichità, all’idea del nuovo anno, del sole intramontabile, si associava il simbolismo dell’albero sempre verde, l’abete, albero della vita, della nascita, ed era in uso presso molti popoli nordici, l’accensione delle candele sopra l’albero, proprio nel giorno in cui cadeva il Solstizio.

L’Albero di Natale, nasce come simbolo pagano di rinnovamento, ma secondo la tradizione, fu Gesù a renderlo sempreverde, come ringraziamento per averlo protetto dai nemici.

Durante le Feste ci accompagna la figura di Babbo Natale.

La sua prima apparizione, così come lo conosciamo oggi, con giacca rossa, barba bianca e stivali, la fa nel 1862 su una rivista statunitense.

Viene collegata anche al vescovo Nicola, diventato poi Santo, nella città di Myra, che esortava i parroci della sua diocesi a recarsi dai bambini, impossibilitati dal freddo a raggiungere la chiesa, e di portare loro dei regali su slitte trainate da cani.

Babbo Natale, rappresenta anche il contrasto tra bene e male. La barba bianca, una coscienza orientata verso il mondo spirituale. Il vestito rosso, il simbolo della manifestazione del principio spirituale nella materia. I guanti bianchi, i talenti interiori sviluppati ed espressi. La corporatura robusta, abbondanza e completa assimilazione dei valori spirituali.

I bambini sono i protagonisti del Natale, ne vivono l’attesa nella preparazione degli addobbi e della letterina, per ricevere i regali sospirati.

L’attesa è il momento più bello, ricco di emozioni e di scoperte, i bambini sono energia pura e riescono a dare alla favola del Natale la giusta atmosfera, la scoperta dei regali sotto l’albero è una festa per chiunque li stia ad osservare.

Dicembre è il mese dell’anno in cui accade questa magia: Solstizio e Natale, insieme per regalarci la rinascita. La vita è un intervallo, e la fine può rappresentare il cambiamento desiderato. Un equilibrio di perfezione che negli ultimi anni ha perso valore, sopraffatto dalla corsa ad un consumismo sfrenato.

[…] Sia per noi un simbolo per ciò che deve illuminare e ardere nelle nostre anime, per innalzarci al mondo spirituale!” R. Steiner

A dicembre, voglio ritrovare la curiosità di un bambino, che infila il naso sotto il camino aspettando la lieta novella, che ieri mi illuse, che oggi mi illude per un Natale migliore.


[1] Rita Cerimele, Molisana di Agnone (IS), ama i racconti ma soprattutto la poesia in tutte le sue forme, da quelle tradizionali a quelle più innovative (haiku, senryu ed haiga).

Fonti:
http://it.wikipedia.org/wiki/Natale
http://lauracarpi.wordpress.com/2011/12/20/sol-invictus/
http://armoniosamente.wordpress.com/2010/12/08/i-simboli-del-natale/

Copyright Altosannio Magazine
Editing: Enzo C. Delli Quadri

1 COMMENTO

  1. GRADITA e gradevole la bella storia natalizia, riproposta, ad ampio raggio, pur se l’argomento ogni anno è noto e ricorrente; ogni anno ci spalma nel cuore un po’ di magia…Nei piccoli per naturale innocenza, ma forse ancor più in persone anziane, come me, che ieri si illusero ed oggi si illudono… D’annunzio diceva: “o Ermione” , io dico, cara Rita. GRAZIE.

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