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Arrə mazzaforrə – A una pannocchia

di Gustavo Tempesta Petresine [1]

Pannocchia
Pannocchia

Arrə mazzaforrə

‘Ssa cimatùra də cìcərə ca puòrtə!
Simbrərə “padernoscter” də la terra.
‘Mmièzzə a ‘ssə fruscə addòra ‘nə saporə,
ca jə pə la ulìa mə dassə l’alma.

Rə crinə appìsə ca tə z’ombra ‘n’brondə
tə vascia e t’arrəpàra darrə solə.
‘Nə frìccəche də lumə t’appapàgna,
chi gne rə ninnə ca sctà dendr’alla scionna..

A una pannocchia

Questa abbozzata scultura di grani
mi appare come “rosario” della terra.
Tra queste fronde il profumo di un sapore,
per una voglia, baratterei anche l’anima.

Il crine appeso che ti adombra la fronte
ti bacia e ti ripara dal sole.
Un residuo di luce ti addormenta;
come il bambino dentro la sua culla.

 

 


Questa poesia è tratta dal libro di Gustavo, NE CANDE edito da Edizioni SIMPLE  (si trova su internet)

3 Ne Cande...Copertina

 

 


[1] Gustavo Tempesta Petresine, Nativo di Pescopennataro, si definisce “ignorante congenito, allievo di Socrate e Paperino”. Ama la prosa e la poesia, cui dedica molto del suo tempo, con risultati eccezionali, considerati gli apprezzamenti e i premi che consegue continuamente. Il suo libro di poesie più bello e completo si chiama “‘Ne cande”

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine

About Gustavo Tempesta Petresine

Gustavo Tempesta Petresine, Molisano di Pescopennataro (IS), si definisce “ignorante congenito, allievo di Socrate e Paperino”. Ama la prosa e la poesia, cui dedica molto del suo tempo, con risultati eccezionali, considerati i premi conseguiti e la stima di tutti.

3 commenti

  1. Leonardo Tilli

    Poesia molto bella!
    Leggo sempre plù di una volta le poesie in dialetto di Gustavo Tempesta Petresine per poter meglio comprendere le scelte lessicali, le sfumature di significato, semplici ma profonde, la “poetica” che affiora “malgrado il dialetto” … o forse bisogna dire: “proprio perchè in dialetto”.
    La similitudine finale è ricca di fascino, di sensibilità, di … dolcezza.

  2. Poetica ed espressiva rimembranza delle pannocchie, che sono state il cibo quasi giornaliero dei nostri avi la sera ritornando dai campi…: “pizze e fauglie” pizza di granone e verdura con aglio sfritto. Questa pannocchia così POETICA è proprio sorella di quella utile e indispensabile alla nutrizione umana e animale? Si è così, ma solo l’estro del poeta poteva cogliere il soffio lirico che la nobilita, pur non essendocene bisogno, perché già BUONA di suo.

  3. Leonardo Tilli

    Questa poesia di Gustavo Tempesta Petresine, anche senza pensare alle allegorie e alle altre immagini evocate, è molto bella, ricca di sensibilità, ricca di affetto e ricca di “amore” …

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