Antiche tradizioni ritornano

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di Rita Cerimele

“Sale dalla terra al cielo e ritorna poi alla terra perché possa raccogliere la forza dei supremi e degli infimi. Così tu possederai la luce del mondo intero e le tenebre fuggiranno da te.”
(Ermete Trismegisto)

 

  • L’albero della cuccagna

L’albero della cuccagna veniva ricoperto di grasso o altra sostanza per renderne difficile l’arrampicata dei partecipanti, che muniti di cenere o farina per evitare di scivolare, cercavano di prendere i premi posti sulla cima del palo. L’origine antropologica risale ai culti arborei diffusi in tutta Europa che attribuivano le feste del Maggio agli antichi riti della fertilità propiziati dalle popolazioni agricole. L’albero di primavera rimandava ai riti in onore della fecondità della terra e degli uomini. Metteva in stretta relazione cielo e terra. Per questi rituali l’Albero di Maggio, o Maggio, veniva preso dal bosco e posizionato al centro del paese adornato di nastri, fiori e cibi. Durante la festa ragazzi e ragazze danzavano intorno al Maggio come nuove coppie pronte a propiziare nuovi matrimoni, nuove unioni. Maggi venivano chiamati anche i ramoscelli offerti dai ragazzi alle fanciulle in pegno d’amore o portati in processione da gruppi di questuanti che chiedevano in cambio cibo, uova o dolciumi.

L’albero rappresenta la relazione dinamica dell’umano col divino nella ciclicità di vita-morte-vita. La chioma e le radici fungono da legame tra terra e cielo. L’uomo entra in sintonia con l’elemento vegetale e i suoi cicli cosmici essendo la sua vita totalmente assoggettata ad essi.

 

  • La Notte di Valpurga

La Notte di Valpurga, o Walpurgisnacht, si festeggia nell’Europa centro-settentrionale. Celebra le antiche usanze pagane successivamente mistificate nella connotazione nefasta della caccia alle streghe. Era credenza che demoni, streghe e stregoni affollassero i boschi appestandoli, per cui, solo l’intervento di Santa Valpurga, canonizzata il primo maggio, poteva scacciarli.

Presso molte popolazioni europee la scissione uomo-natura a opera di una Chiesa antropocentrica non venne portata a compimento e il senso di unione tra l’uomo e i cicli stagionali era ancora molto profondo.

Ciò che in Italia viene relegato a divertimento per anziani e bambini, in altre aree europee  è vissuto da fasce di età più ampie: il may day dei paesi anglosassoni, collegato alla Festa del Lavoro, primo maggio, in un modo diverso dal nostro, mantiene l’antico ricordo di giorno di riposo dopo la semina. La partecipazione è totale: da festicciole per bambini a concerti giovanili, da sagre paesane con balli come il maypole dancing, danza intorno all’albero di maggio, a moderne feste di piazza. Viene mantenuto anche l’uso dell’incoronazione della Regina di Maggio che tanto richiama gli antichi riti. In Scozia l’Edinburgh Beltane Fire Festival, festival del fuoco di Beltane a Edimburgo, rappresentativo della tradizione dei falò, è diventata una manifestazione prettamente giovanile non collegabile a iniziative cristiane. La Notte di Valpurga per diversi paesi del Nord Europa è diventata occasione di divertimento studentesco per manifestazioni sportive e musicali sempre con espliciti collegamenti ai fuochi sacri delle antiche ritualità.

 

  • Belenos

Belenos, o Beltane, è la notte che precede l’alba del primo maggio. Dedicata al Fuoco di Bel, richiama il Belenus Gallico dio della Luce, indica la fine dell’inverno e l’inizio dell’estate. Con l’annuncio della buona stagione per un popolo guerriero come i Celti, Beltane segnava l’inizio delle scorrerie, delle glorie d’armi, del ciclo diurno e solare, il momento in cui il bestiame si avviava al pascolo. In questo giorno venivano bruciati i fantocci antropomorfi in vimini pieni di vittime sacrificali. Il re supremo d’Irlanda riaccendeva il fuoco sacro insieme ai suoi druidi.

In molti culti neopagani si celebra Beltane dimenticando forse che prima di essere una ricorrenza prettamente religiosa e cerimoniale è una solennità agro-pastorale tradizionale: la differenza è sottile poiché la sacralità insita nella Natura rende sacre le feste a essa dedicate. Ciò che fa la differenza è il sentire questi festeggiamenti non avulsi dalla quotidianità: sentimento che abbiamo quasi del tutto perso, probabilmente perché la vita attuale non è regolata dai ritmi stagionali, e in particolare questo sentimento lo abbiamo perso qui in Italia poiché la Chiesa scinde nettamente l’umano dalla Natura, che gli è subordinata. Ecco perché da noi le antiche tradizioni sono diventate feste cattoliche o nella migliore delle ipotesi, giochi e svaghi mondani. Ne è a riprova il fatto che molte celebrazioni primaverili sono state collegate al patrono locale e organizzate dalle parrocchie. Con elaborati artifici concettuali molti rituali sono stati associati alle vicende e alle figure cristiane: a Firenze si ponevano ghirlande di fiori nei tabernacoli delle chiese, in molte località le uova sono diventate simbolo di rinascita del Cristo, i falò si iniziano ad accendere con un cero in una chiesa cattolica e in alcuni paesi si porta in processione la statua del santo. Feste primaverili come i Floralia, giochi celebrati nell’antica Roma in onore della dea dei boccioli, Flora, con l’avvento della devozione mariana sono confluite nella venerazione della Madonna, alla quale è dedicato l’intero mese di maggio.

 

  • Calendimaggio

Calendimaggio, o Cantar Maggio, è diventata per lo più manifestazione concertistica, gastronomica o fieristica, oltre a essere a sua volta antica celebrazione primaverile, ha la caratteristica di includere nei festeggiamenti la musica, una tradizione che deriva dai trovatori francesi di area provenzale, che in Italia si svolge nelle regioni di influenza celtica. In altre regioni rimane viva la tradizione dei fuochi di San Michele celebrati a maggio o a settembre. Attorno ai falò si consumavano patate arrostite e pane fatto in casa.

I riti di rinnovamento, cominciati all’Equinozio di Primavera, nel calendario contadino proseguono lungo tutto il periodo che accompagna il lento giungere della stagione calda. La natura spinge alla fruttificazione e i frutti cominciano a maturare, i primi raccolti della semina primaverile allietano le tavole. Per stimolare e propiziarsi ulteriormente le energie del periodo, alberi, fiori e sposi ne diventano i protagonisti. Nelle feste di maggio l’elemento dionisiaco penetra  prepotentemente a risvegliare la natura dal lungo torpore invernale. Il mondo antico sapeva quanto valesse il ritorno del sole, della vita, e così, godeva di quel tempo con tutto l’entusiasmo e la gioia di cui l’uomo e la donna potessero disporre davano il benvenuto al sole, ne sentivano la carica dell’amore facendosi scaldare dal suo calore.


Per approfondire:

http://pietrediluna.forumfree.it/?t=72447516

https://walkitalycoast.it/notte-di-valpurga/548

http://www.altosannio.it/calendimaggio-1-maggio-di-domenico-meo/

http://www.altosannio.it/8-maggio-i-falo-di-san-michele-di-ida-busico/


Editing: Francesco Mendozzi
Copyright: Altosannio

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