ALMOSAVA…..  il topo in bocca al gatto?

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di Enzo C. Delli Quadri

Come, spero, i più abbiano appreso, ALMOSAVA sta dando vita a due strutture parallele: una culturale e l’altra istituzionale.ILa prima è stata costituita domenica scorsa, 17 giugno 2012, in Agnone presso lo storico Palazzo Santa Chiara di Corso Garibaldi, con il nome di CAST ALMOSAVA.

Abbiate la pazienza di leggere quel che questa associazione è chiamata a fare , dopo vi ragguaglierò sul…..topo.

Il CAST ALMOSAVA ovvero il Centro Avanzato Studi del Territorio dell’ ALMOSAVA  alias, Center of the Alto Sannio’s Territory è una libera Associazione di fatto, apartitica e apolitica, con durata illimitata nel tempo e senza scopo di lucro, regolata a norma del Titolo I Cap. III, art. 36 e segg. del codice civile, nonché del suo Statuto.

Persegue lo scopo di approfondire e  divulgare la storia, la cultura e la lingua del territorio dell’ ALMOSAVA, vale a dire Alto Molise Sangro Vastese, già Diocesi di Trivento già Alto Sannio. Di esso possono far parte cittadini ed enti che, interessati alla realizzazione delle finalità istituzionali, ne condividono lo spirito e gli ideali. L’Associazione non pone nessuna restrizione di colore, sesso, religione, censo, partito politico ai propri associati, ed anzi rifiuta a priori ogni restrizione o distinzione basata su tali premesse.

Inoltre, Il CAST ALMOSAVA è impegnato a supportare le Comunità Montane e i Comuni  nel Progetto dell’ALTA ALMOSAVA, vale a dire dell’ Associazione Libera Territoriale dell’Ambito ALMOSAVA.



L’ALTA ALMOSAVA, costituita al di fuori e al di sopra delle appartenenze partitiche, ha lo scopo di promuovere la coesione e lo sviluppo del territorio dell’ ALMOSAVA, nell’esclusivo interesse delle popolazioni, per giungere alla redazione di un progetto di sviluppo, integrazione di servizi e risorse, e tutela delle aree interne montane e di confine delle Regioni Abruzzo e Molise, attraverso i seguenti:

Obiettivi strategici ad alto contenuto di innovazione politicaRiconoscimento di ALMOSAVA come Aggregato omogeneo dal punto di vista storico, culturale e linguistico.Riconoscimento dell’ ALMOSAVA come zona a rischio desertificazione demografica, patrimoniale, economica e morale. Riconoscimento,  per l’ ALMOSAVA, di una fiscalità agevolata e di una burocrazia zero, a risarcimento della suddetta desertificazione, con l’obiettivo di una inversione di tendenza.

Obiettivi programmatici di concorrenza territoriale con progetti regionali, nazionali ed europei, riguardanti la Sanità, i Poli Scolastici, La Banda Larga, le Aree Industriali e Artigianali, la Viabilità Stradale Ferroviaria, i Poli Sportivi, i Musei Naturalistici e  Archeologici.

Obiettivi di supporto agli Enti Locali per la Gestione Associata di funzioni e servizi, quali la Gestione Energetica, dei Rifiuti, dei Beni Pubblici, della Polizia locale, dell’Istruzione Pubblica, della Viabilità e dei Trasporti, dell’Ambiente, del Settore Sociale.

 

Ed eccoci al topo.

Persone a me molto vicine, per amicizia ed assonanza, mi indicano difficoltà, reticenze, perplessità e…da ultimo………paventano il rischio che ALMOSAVA possa fare la fine del topo nelle grinfie di grossi gatti mammoni, pronti a fare di esso un sol boccone.

Io non credo che questo potrà mai avvenire, considerata la scorza, l’onestà morale ed intellettuale di tutto il Consiglio Direttivo del Cast Almosava ( oltre me, Nicola Mastronardi, Marcello Santorelli, Domenico Meo, Fabrizio Fusco, Armando Sammartino e Elisabetta Fabrizio).

Nel caso malaugurato che dovesse avvenire (e potrebbe avvenire solo e soltanto se ALMOSAVA venisse abbandonata dai suoi amici), devo ammettere, seppur a malincuore che: è preferibile perire tra le grinfie di un Gatto, piuttosto che vivere da topo tra topi, usi a consumare tutto il consumabile di quel che resta e resterà del nostro territorio, in assenza di amministratori che sappiano coraggiosamente guardare oltre il proprio naso e il proprio tornaconto personale.

Ma qui interviene l’ottimismo, la mia malattia congenita, perchè IO MI RIFIUTO DI CREDERE CHE GLI AMMINISTRATORI LOCALI NON VOGLIANO COGLIERE LA GRANDE OPPORTUNITÀ OFFERTA DAL RIDISEGNO DELLA  GOVERNANCE TERRITORIALE.

L’ordinamento statale, finora basato su 6 livelli gestionali (Stato, Regioni, Province, Comunità Montane, Comuni, Municipi) sarà composto da solo 3 livelli: Stato, Regioni (anche macro) e Comuni (questi potranno distinguersi tra tre categorie Comuni=Aree metropolitane, Comuni=Grandi Comuni e Comuni=Associazioni di Piccoli Comuni).

I nostri Piccoli Comuni che intendano insistere su un concetto di Autonomia,  che alla luce delle vicende finanziarie internazionali appare chiaramente anacronistico, faranno la fine dei piccoli artigiani che nei decenni sono stati letteralmente distrutti dalle medie e grandi imprese.

È questo che si vuole?

MI RIFIUTO DI CREDERLO.

Io credo, invece, che alla fine emergerà l’orgoglio di un popolo e della sua storia, più antica di quella romana, che non accetterà di fare la fine della foca monaca.

Enzo C. Delli Quadri

1 COMMENTO

  1. Caro Enzo,  credo siamo tutti per la sopravvivenza della foca…monaca. Nessun pessimismo. Mai. Da questa parte, invece,  ti posso annunciare che sono moltissimi i cittadini che mi chiedono notizie di questa iniziativa della quale sentono parlare…. Penso di evitare di passare in centro durante questo periodo estivo (scherzo, ovviamente, al contrario vedrò di essere onnipresente per quanto possibile. Ieri sera , pensa , al ritorno da Pescara, sono passato, per necessità, sotto “i portici”: erano appena le sei, sono tornato a casa poco prima delle otto e avrei volentieri tirato tardi, se non avessi avuto necessità di rientrare…..Ho scambiato idee su  Almosava con alcuni commercianti e cittadini di Castel di Sangro. Tutti sono entusiasti della novità e nessuno, dico nessuno, fin’ora si è lasciato andare al fatalismo o allo scetticismo. Al più una sfiducia in una risposta sollecita delle Amministrazioni, che tutti ci auguriamo invece che non mancherà.. Questa disponibilità a discutere in piazza, che non riscontravo da tempo, amareggiato piuttosto dal dover constatare la tendeva a chiudersi in sé stessi e a non essere molro disponibili  a discussioni mi conforta molto: è un evidente portato,a mio modesto parere del momento di generale difficoltà; per dirla a modo nostro, la fame aguzza l’ingegno!.
    Penso che tu abbia mosso parecchio l’acqua stagnante, ben più di quanto già sembra,  e tutti noi continueremo ad esserti vicino, compatibilmente con le possibilità di ciascuno.. Ad majora , dunque, ai nuovi amministratori del CAST che non credo di aver ancora tutti ben presenti. A presto a te e a voi tutti, Massimo.

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