ALMOSAVA – il dritto e il rovescio

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di Domenicangelo Litterio [1]

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In questi mesi estivi ed in questi giorni di agosto, il nostro cuore si compiace per tante presenze, antiche e recenti, per tante iniziative intraprese da pubbliche Amministrazioni, Enti ed Associazioni. I nostri paesi vivono la vita come dovrebbe essere per l’intero anno. La nostra gioia, man mano che l’estate finisce, si tempera di tristezza al pensiero che tra pochi giorni saremo di nuovo quattro gatti , anziani e pendolari, a guardarci in faccia come smarriti, fuori del tempo. I nostri paesi vivranno il destino che già Armando Felice nel suo libretto di poesie “Doppe le feste” Janua, Roma, 2007, aveva segnato per il suo paese:

……… Ze n’è jute tanta ggente
nghe delore e ‘nghe lamente
e nen fa cchiù meravjje
chi ze porte mojje e fijje!
Ca remane a ‘sta Celenze?
Lu silenzie! …………….

A fronte di questa situazione negli anni si sono delineati due filoni di contrasto al declino: l’analisi delle cause e delle responsabilità; l’iniziativa concreta e piste di soluzioni. Il primo filone ha evidenziato, con vari concorsi anche autorevoli, la rapina delle risorse umane ed economiche effettuate a favore della costa da parte delle Istituzioni, nazionali, regionali, provinciali. Ricordo soltanto, in sintesi, la principale iniziativa che ci ha danneggiato: “La scelta del modello di sviluppo basato sui poli industriali. Su questo punto si è molto discusso e sono state evidenziate anche le ragioni che hanno indotto politici ed amministratori negli anni 60 ad adottare queste scelte. Ma noi sappiamo che non ci voleva molto a capire che creando un polo produttivo forte in una certa e delimitata zona costiera, con un procedimento di espansione e di indotto racchiuso nel medesimo punto, significava richiamare forza lavoro e quindi investimenti, con il conseguente impoverimento delle zone interne…”. E’ solo un esempio, ma il ritornello continua ed ognuno può mettere del suo; so che a Vasto esiste un progetto per realizzare un “villaggio” nel tratto collinare Vasto-San Salvo, con tutti i servizi possibili. Ci andranno ad abitare i Milanesi? Eh? Che ne dite? Si prenderanno anche gli ultimi residenti, il territorio continuerà ad essere disastrato e diventerà “lo spazio verde” consigliato dagli psichiatri per attenuare gli stress. Il secondo filone ha visto più che altro tentativi di soluzione. Ricordo il progetto “Difesa delle zone interne” e la riuscita aggregazione di Comuni del Medio ed Alto Vastese per creare consensi utili a proporre presente in ambito regionale e nazionale, presenze motivate a proporre il riequilibrio territoriale ( anni ’90) L’iniziativa si è arenata per la mia incapacità a gestire la cosa e reggere la carica di sindaco.

Per fortuna è intervenuto un progetto ben più completo, motivato, razionale: ALMOSAVA, le proposte organizzative rispetto al cambiamento desiderato. Nessuno si aspettava l’adesione convinta dei nostri politici, unici veramente potenziali attori del cambiamento. Vi sono state due reazioni: quella palese ( lasciamoli parlare, tanto non combineranno niente…) ed una più sottile e malvagia ( si, avete ragione, mi iscrivo anch’io ad ALMOSAVA…). Ora se la ridono tutti comodamente confermati nelle loro poltrone, a fronte anche dello scoraggiamento che arriva sempre per lottatori instancabili; ma dimenticano una cosa:

mani-tengono-pianticellachi crede di aver abbattuto l’albero e ricreato spazi per le malefatte di sempre non sa che siamo soltanto semi, al tempo giusto verrà la foresta.

 


[1]Domenicangelo Litterio, Abruzzese di Castiglione Messer Marino (CH), Professore di Materie letterarie e Preside, è cultore appassionato della Storia e della Sociologia locale, con profonde conoscenze di Teoria e tecnica della comunicazione sociale e di Mediazione Familiare con metodo sistemico relazionale.

Copyright  Altosannio Magazine
Editing: Enzo C. Delli Quadri 

2 Commenti

  1. LOTTATORE INSTANCABILE e geniale ideatore di ALMOSAVA Enzo Carmine Delli Quadri ha bene intuito la soluzione a ricostituire li nostro territorio dalle varie “rapine “ effettuate nel cinquantennio passato; veramente egli ha sparso I SUOI SEMI con generosa idealità ..L’articolo del prof LITTERIO lo mette in evidenza E CERTO L’AUGURIO CHE A BREVE CRESCA UNA FORESTA è PIENAMENTE AUSPICABILE…

  2. Anche la creazione della Regione Molise e della Provincia di Isernia ha spostato persone e risorse nei due luoghi deputati.

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