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Altosannio, cos’è.

di Enzo C. Delli Quadri

ALTOSANNIO mappa
L’ALTOSANNIO (ALMOSAVA), oggi.
Altosannio Storico
Altosannio Storico

Aufidenia=Alfedena. Hereclanom=Schiavi d’Abruzzo. Pesco di Guardia=Pescopennataro.
Trevento=Trivento. La Pietra che viene avanti=Petravenniende (Pietrabbondante).
Sella dei Sacrati=Sella di Capracotta. M.Karakenos=Monte Saraceno.
Santuario della Nazione=Teatro Italico di Pietrabbondante. M.Kaprum=Monte Capraro.
Ver=Verrino. Città del Toro Sacro=nei pressi di Agnone. Le tre cittadelle=Le Civitelle

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Altosannio, Cos’è.

Altosannio (alias ALMOSAVA, acronimo di AL-to MO-lise SA-ngro VA-stese), sta a indicare quella terra che, intorno al corso medio alto del Sangro, con il Verrino e l’Alto Trigno, fu il luogo di origine della nazione sannita che per almeno cinque secoli (VI – I a.C) ebbe il suo cuore pulsante tra Castel di Sangro , l’antica Aufidena, gli altopiani di S. Pietro Avellana, Carovilli e Vastogiradi, Capracotta, Pescopennataro, Agnone e Pietrabbondante. Quelli che oggi sono territori di confine, in origine confine non avevano. Fu da qui, secondo il Mommsen le cui teorie oggi vengono confermate dai più recenti scavi di Pietrabbondante, che essi fecero migrare generazioni di giovani per espandersi nelle valli di Isernia-Venafro e Bojano-Sepino per costituire i Pentri e poi, un secoli di primavere sacre, verso Benevento e la Campania per formare Caudini, Hirpini e Lucani. Il santuario di Pietrabbondante fu il luogo politico e sacro ove tutti i Sanniti si riconobbero come nazione fino alla fine (82 a.c.). Una storia straordinaria che il nostro amico Nicola Mastronardi ha portato alla luce con il suo romanzo Viteliù e che dovrebbe consentire a tutti gli almosaviani di rialzare la testa.

Insomma, l’Altosannio ha 2500 anni di Storia. Salvo alcuni periodi storici, fu un territorio senza confini amministrativi importanti, cosa che ne ha salvaguardato una cultura e una lingua omogenea. Negli anni 60-70 del secolo scorso, politici insensibili e, in diversi casi, più interessati a questioni partitiche e personali che a questioni di interesse territoriale, determinarono la sudditanza amministrativa dell’Altosannio a ben 4 province e 2 regioni, aggravando situazioni già pesanti di desertificazione demografica, economica e sociale.

Ciò detto, va precisato che L’Altosannio non è solo un fatto storico descritto da diversi storici e romanzieri, non è solo un fatto geografico (Almosava ovvero Alto Molise Sangro Vastese) come molti pensano, non è soloun fatto affettivo, come risulta essere per molti altosanniti profondamente innamorati del loro territorio. l’Altosannio rappresenta una entità territoriale autonoma, con una sua identità socio-politica, geografica ed economica. E questa è un’affermazione avvalorata da uno studio scientifico condotto nel 2013 dalla Società Geografica Italiana, in collaborazione con il Politecnico e l’Università di Torino, cui hanno dato il loro apporto economisti, storici, sociologi, geografi, ambientalisti. Chi vuglia approfondire può utilizzare il seguente link:  http://www.meteoweb.eu/wp-content/uploads/2013/12/riordino_territoriale.pdf. Basterà osservare le tabelle finali della Relazione per notare come il riferimento al territorio dell’Altosannio, avente al centro Castel di Sangro, si presenti senza problematiche e senza incertezze, diversamente da molti altri territori.

Comuni e Popolazione

I comuni dell’Alto Molise in Provincia di Isernia

Agnone, Bagnoli del Trigno, Belmonte del Sannio, Capracotta, Carovilli, Castel del Giudice, Castelverrino,  Chiauci, Civitanova del Sannio, Forlì del Sannio, Pescolanciano, Pescopennataro, Pietrabbondante, Poggio Sannita, Rionero Sannitico, Roccasicura, San Pietro Avellana, S. Angelo del Pesco, Vastogirardi.

Abitanti nel 1871 = 55.915;   Numero massimo raggiunto = 59.126     Oggi = 18.220;   Kmq = 641,64            totale comuni 19

Con più di 5.000 abitanti = 1
con più di 1.000 abitanti e meno di 5.000 = 2
Con meno di 1.000 abitanti = 16 

I comuni dell’Alto Sangro in Provincia de L’Aquila

Castel Di Sangro, Alfedena, Ateleta, Barrea, Civitella Alfedena, Opi, Pescasseroli, Pescocostanzo, Rivisondoli, Rocca Pia, Roccaraso, Scontrone, Villetta Barrea.

Abitanti nel 1871 = 26.386;   Numero massimo raggiunto = 32.143;     Oggi =  16.827;   Kmq = 645,03      totale comuni. 13

Con più di 5.000 abitanti = 1

Con più di 1.000 abitanti e meno di 5.000 = 4

Con meno di 1.000 abitanti = 8
 

I comuni dell’ Alto Sangro-Vastese in Provincia di Chieti

Castiglione Messer Marino, Bomba, Borrello, Carunchio, Castelguidone, Civitaluparella, Celenza sul Trigno, Colledimezzo, Fraine, Fallo, Gamberale, Montazzoli, Montebello sul Sangro, Monteferrante, Montelapiano, Montenerodomo, Palmoli, Pietraferrazzana, Pizzoferrato, Quadri, Roccaspinalveti, Roio del Sangro, Rosello, San Giovanni Lipioni, Schiavi di Abruzzo, Villasantamaria, Torrebruna.

Abitanti nel 1871 = 50.393;   Numero massimo raggiunto = 55.498;     Oggi = 17.885;   Kmq = 541.         totale comuni.  27

Con più di 5.000 abitanti = nessuno

Con più di 1.000 abitanti e meno di 5.000 = 6

Con meno di 1.000 abitanti = 21

I comuni dell’Alto Molise  in Provincia di Campobasso

Trivento, Montefalcone nel Sannio, Roccavivara, Salcito.

Abitanti nel 1871 = 13.039;   Numero massimo raggiunto = 14.758;     Oggi = 8.155;   Kmq = 153.   totale comuni. 4

Con più di 5.000 abitanti = nessuno

Con più di 1.000 abitanti e meno di 5.000 = 2

Con meno di 1.000 abitanti = 2

TOTALE GENERALE ALMOSAVA

Abitanti nel 1871 = 145.733;   Numero massimo raggiunto = 161.525;     Oggi = 61.087;   Kmq = 1.980,98   totale comuni  63

Con più di 5.000 abitanti = 2

Con più di 1.000 abitanti e meno di 5.000 = 14

Con meno di 1.000 abitanti = 47

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

59 commenti

  1. Enzo C. Delli Quadri

    Non manca nulla

  2. tiberio la rocca

    mi pare completo

  3. Se per Aree Industriali ed Artigianali si intende l’individuazione di zone di sviluppo e il ripristino di ciò che già esiste, allora non manca nulla

  4. Esther Delli Quadri

    Non manca nulla

  5. ci diamo anche degli obiettivi temporalmente definibili?

  6. non me ne volete, ma vedo pochi riferimenti per lo sviluppo dell’area dell’Alto Vastese (entroterra), oppure è stato già inglobato da qualche altra parte…comunque va benissimo, in bocca al lupo!
    Ciao
    Antonio

  7. Duilio MARTINO

    Manca Il tratto fondamentale di collegamento di Castiglione M.M./Agnone al Fondo Valle Treste che taglia fuori una grande fetta di popolazione. Poi così sembra solo “IMPIEGO DI RISORSE PUBBLICHE non trovo niente per l’Occupazione.

    – FORMAZIONE DI UN COMITATO TECNICO DI STUDIO INTERREGIONALE PER ASSEGNARE COEFICIENTI DI “BONTA’ DEI SERVIZI” AI VARI COMUNI FINALIZZATO A FARE DA LINEA GUIDA PER INDIRIZZARE LE RISORSE E PER RICHIEDERE RIDUZIONI DI TASSE AL FINE DI INCENTIVARNE LA CRESCITA (…MI SEMBRA UN OTTIMO METODO DI GIUSTIZIA SOCIALE…)
    – COSTITUZIONE DI ZONA FRANCA O A TASSAZIONE PROPORZIONALE (all’indice di “bontà dei servizi”) PROGRESSIVA (per progressiva si intende che la tassazione sia elevata di anno in anno proporzionalmente alla crascita dell’Indice di Bontà dei Servizi).
    – INCENTIVAZIONE DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE ROSA….(PICCOLE E MEDIE IMPRESE A TASSAZIONE PROGRESSIVA) CON MESSA A DISPOSIZIONE DA PARTE DEI COMUNI DELLE STRUTTURE ESISTENTI NON UTILIZZATE O SOTTUTILIZZATE

    – AGGREGAZIONE DEI PICCOLI COMUNI ED INVESTIMENTI FINALIZZATI ALLA COMMERCIALIZZAZIONE DEI PRODOTTI LOCALI A KM 0 A FAVORE DI PICCOLE IMPRESE CHE HANNO SEDE NEI COMUNI DI ALMOSAVA (PARLO DI IMPRENDITORIA OVVERO COSTRUZIONE DI PICCOLI MERCATI, MAGARI NEI CENTRI STORICI DELLE CITTA’ DELLA COSTA (non vedo perchè i Comuni non possano essere soggetti attivi invece che dedicare tutte le risorse ai Servizi PASSIVI) ……PER BATTERE LA GRANDE DISTRIBUZIONE!

  8. Puntuale, erauriente e chiaro.

  9. Flora Delli Quadri

    Ho qualche perplessità sul polo ospedaliero, non lo capisco in quanto:
    -la sanità continua ad essere regionale;
    -il centro gravitazionale per gli agnonesi in termini di sanità ormai è Campobasso;
    -la viabilità tra Agnone e Castel di Sangro è penosa

  10. Litterio Domenicangelo

    Ho inviato il 22 aprile ad Enzo il mio OK.
    Vorrei solo aggiungere che stiamo preparando gli incontri di Agnone e di Trivento, ai quali è bene arrivare con un ordine del giorno il più possibile coerente con gli obiettivi ALMOSAVA e realistico rispetto all’attuale stato dei lavori; non si tratta ancora del progetto complesso, articolato, esaustivo di tutte le necessità ed urgenze del nostro territorio.
    Certo per es. l’area del vastese interno è “nominata poco” ma il concetto di area di sviluppo lungo l’asse trignino e del Sinello, buon Dio che sogno!, può essere la risposta adeguata anche alle tante osservazioni emerse anche in questi commenti.
    Enzo e gli amici del gruppo tecnico conoscono l’esigenza di “porre bene le basi” sugli obiettivi, i contenuti ed il modello organizzativo; e non è lavoro da poco.
    Intanto siamo passati dalla fase di “crederci” a quella di “organizzarci”.
    Sono certo che dopo Agnone e Trivento sarà spianata la strada al “fare”, con tutta la forza delle nostre ragioni.
    Cordialità
    Litterio

  11. Luciano Scarpitti

    Non condivido il termine “burocrazia zero”. Qualsiasi pessima burocrazia è migliore del caos, quindi ritengo che si debba parlare di “sana e agile burocrazia”. Vorrei che fosse inserito anche il “Museo della preistoria di Carovilli” per il quale io mi sto attivando da tempo. Giudico interessanti e stimolanti le proposte di Duilio Martino: in primo luogo l’aggregazione dei piccoli comuni: non debbono esistere comuni con meno di 5 mila abitanti. Interessantissima l’idea di commercializzare i prodotti locali non solo sulla costa ma anche nelle grandi città. Ricordo che a Roma in occasione di simili eventi in passato ha funzionato il passaparola in modo fantastico. Sulla fiscalità mi riprometto di far conoscere i risultati di un piccolo studio che sto preparando. Per combattere lo spopolamento occorre attivare premi alle giovani coppie che si sposano e che mettono al mondo dei figli rimanendo nelle nostre zone montane dove la vita è certamente più difficile. Occore una revisione totale del sistema dei trasporti da e per le zone montane.

  12. salvatore testa

    torno a ricordare che agnone e trivento, cittadine simbolo dell’ “almosava” dovrebbero aprirsi di più alle problematiche del territorio e mettere da parte per qualche tempo la politica del “campanile”. ad esempio, agnone ha preteso ed ottenuto, e sottolineo ottenuto, la partecipazione alle manifestazioni contro la paventata chiusura dell’ospedale, delle popolazioni e delle autorità dei paesi alto-molisani ma nulla ha dato in difesa della tratta ferroviaria “almovasiana” e ha remato contro l’agevolazione delle utenze di trasporto pubblico per la z.i. di pozzilli da parte dei cittadini alto-molisani.

  13. monaco pierluigi

    Ciao, bel progetto……Almosava l’ho condiviso ideologicamente sin dall’inizio! ….Io putroppo non credo alle capacita’ di cooperazione, progettazione e realizzazione concreta di buoni progetti da parte di molti “policanti”……che ahimè ci rappresentano a vario livello…..!!! Putroppo quotidianamente ricevo prova a vantaggio delle mie convinzioni……..peccato​, preferirei il contrario. Comunque bravi e andate avanti…trovate la strada per accedere a un costruttivo dialogo con gli organi Istituzionali Centrali, sopratutto individuate chi sia in grado di farlo seriamente!!!! Nel nobile progetto che state realizzando noto la presernza di tre -quattro soggetti sui quali si potrebbe aprire un vasto dibattito….speriamo bene……. in fondo sono una ristretta minoranza!

  14. giovanni paolo conti

    Enzo lo stesso commento lo trovi sul link da te aggiunto sulla mia bacheca di FB:

    Enzo, insieme agli a te più vicini, stai facendo un grosso lavoro che sta richiedendo passione, abnegazione, pazienza, e perchè no anche sacrifici economici. La piattaforma programmatica, se posso chiamarla così, su cui stai basando ALMOSAVA è pressochè realistica, attinente al territorio e alle sue esigenze. Intanto un primo riscontro, molto importante, è che ci si riesce a confrontare, a dialogare, a portare alla luce tanti aspetti “comodi e scomodi” che diversamente rimarrebbero nascosti. Quello che mi lascia perplesso e un pò deluso (può essere una sensazione sbagliata) è l’approccio distante o inesistente che la politica locale e nostrana, evidentemente non mi riferisco a Nunzia Zarlenga e al suo gruppo, dimostra verso ALMOSAVA e le tematiche che tratta (ti dirò mi sembra che i politici abruzzesi siano stati più “caldi”). Se così fosse (mi auguro di sbagliarmi) il cammino diventa più difficile e lungo. Intanto sarebbe opportuno che tutti uscissero allo scoperto per dire quello che pensano, quello che va bene e quello che non va bene. Immagino che ALMOSAVA è pronta a recepire integrazioni, modifiche al su programma. Del resto, come tu stesso qualche volta hai sottolineato, lo Stato centrale dice alla periferia di “riunirsi” per abbattere i costi (la cosiddetta Unione dei Comuni) di taluni. Non mi pare stia accadendo questo. E’ chiaro che le idee, i progetti per essere realizzate hanno bisogno anche dei politici perchè ad essi spetta il compito di legiferare. Comunque l’importante è andare avanti…..

  15. Antonella Carano

    Un programma talmente completo e di chiara comprensione che lo definirei “da sogno”, però da realizzare con l’impegno di tutti.

  16. giovanni paolo conti

    Enzo, insieme agli a te più vicini, stai facendo un grosso lavoro che sta richiedendo passione, abnegazione, pazienza, e perchè no anche sacrifici economici. La piattaforma programmatica, se posso chiamarla così, su cui stai basando ALMOSAVA è pressochè realistica, attinente al territorio e alle sue esigenze. Intanto un primo riscontro, molto importante, è che ci si riesce a confrontare, a dialogare, a portare alla luce tanti aspetti “comodi e scomodi” che diversamente rimarrebbero nascosti. Quello che mi lascia perplesso e un pò deluso (può essere una sensazione sbagliata) è l’approccio distante o inesistente che la politica locale e nostrana, evidentemente non mi riferisco a Nunzia Zarlenga e al suo gruppo, dimostra verso ALMOSAVA e le tematiche che tratta (ti dirò mi sembra che i politici abruzzesi siano stati più “caldi”). Se così fosse (mi auguro di sbagliarmi) il cammino diventa più difficile e lungo. Intanto sarebbe opportuno che tutti uscissero allo scoperto per dire quello che pensano, quello che va bene e quello che non va bene. Immagino che ALMOSAVA è pronta a recepire integrazioni, modifiche al su programma. Del resto, come tu stesso qualche volta hai sottolineato, lo Stato centrale dice alla periferia di “riunirsi” per abbattere i costi (la cosiddetta Unione dei Comuni) di taluni. Non mi pare stia accadendo questo. E’ chiaro che le idee, i progetti per essere realizzate hanno bisogno anche dei politici perchè ad essi spetta il compito di legiferare. Comunque l’importante è andare avanti…..

  17. Gaetano Mastronardi

    Credo che vada quasi tutto bene. Per quanto mi riguarda punterei molto sulla viabilità ed i trasporti per uscire definitivamente dall’isolamento. Occorre incentivare i giovani a gestire le aziende agricole di famiglia, in questo modo otterremo due risultati, la salvaguardia del nostro territorio e la produzione di quanto di meglio la nostra terra ci sa dare.

  18. Flora Delli Quadri

    Un’altra considerazione: Perché si considera solo la creazione del Parco Archeologico dell’Alto Sannio e non anche quello naturalistico Almosava?
    In fondo i nostri paesaggi sono ancora conservati molto bene, nonostante qualche bruttura, e ancora hanno la possibilità di essere apprezzati per le loro bellezze, appunto, naturalistiche.
    Le Bandiere Arancioni, i presidi Slow Food, la coltura di prodotti DOP o IGP non sono in contrasto con l’ambiente, però lo sarebbero insediamenti industriali che non avessero rispetto per la natura.
    L’esistenza di un Parco Naturalistico attirerebbe turisti e insediamenti industriali rispettosi e consentirebbe un’amministrazione complessiva della vita almosaviana superando barriere provinciali e regionali, prima ancora che a Roma si ricordino di farlo.

  19. Non manca nulla.
    Nel secondo punto personalmente darei molta importanza allo sviluppo turistico della zona da tutti i punti di vista (culturale, archeologico, eno-gastronomico).

  20. UNA SPERANZA, CHE NON DEVE RESTARE TALE O TRAMUTARSI IN UNA BELLISSIMA ILLUSIONE. SALUTI A TUTTI

  21. Cristian Leonardo

    In merito al secondo obbiettivo (I Cantieri Stradali per una viabilità veloce tra Trivento – Castel di Sangro – Colledimezzo., ndr), includerei anche l’asse Agnone – Castiglione Messer Marino – Colledimezzo.
    Ma è una mia idea.
    Per il resto condivido e sottoscrivo.

  22. Luigi Paolantonio

    Basterebbe raggiungere anche solo un terzo degli obiettivi prefissati per dare una significativa svolta a tutte le potenzialità del territorio. Inoltre è ammirevole il modo in cui molti cittadini si stanno impegnando per portare avanti questo “sogno”, chissà che prima o poi non diventi realtà

  23. massimiliano di niro

    ….faccio i complimenti a chi sta veramente facendo qualcosa per questi comuni. è una bella iniziativa, auguri !!

  24. ottimo progetto , ma facciamo svegliare i giovani

  25. fabio del castello

    Spero che quando prima anche il mio comune (Roccaraso) si aggiunga a questo meraviglioso ed accattivante progetto. Dobbiamo mettere da parte il falso campanilismo perché il fine ultimo è comune a tutte le nostre genti, abbiamo una cultura ed una tradizione comune, la nostra gente è abituata a soffrire, e se tutti insieme crediamo nel progetto di cui Tu Enzo sei promotore, possiamo solo trarne beneficio in quanto tutti i lacci e laccioli dei vari governi centrali e regionali non ci aiutano certamente a crescere, penso inoltre che dobbiamo avere il coraggio di credere in ALMOSAVA sopratutto per i nostri figli.

  26. giovanni la morgia 3 maggio 2012 alle 14:53 – Reply
    vorrei esprimere un opinione a riguardo:le parole di Danilo sono crudeli ma rispecchiano la realta’.Da anni si parla di come far rinascere il nostro territorio,ma mai nessuno ha guardato in faccia alla realta’,quello che oggi vogliamo unire per anni abbiamo sempre,a causa di un campanilismo infantile,tenuto diviso,ognuno o per gelosia o per mera superiorita’ ha fatto sempre in modo che non venissero mai valorizzate le ricchezze,patrimoniali culturali artigianali del territorio.Le ricchezze che la nostra terra ci offre non sono andate perse,i nostri avi le hanno valorizzate dandone lustro,tuttora riconosciute.Bisognerebbe girarsi un po indietro e capire che non c’e’ niente da inventarsi,e’ tutto li.Ma per fare questo ci vuole spirito di sacrificio,da parte di tutti.Per esperienza personale vi garantisco che la nostra terra gode di un ottima reputazione

  27. Marracino Maria

    …Enzo..ovviamente già sai che il progetto a me è piaciuto sin dall’inizio…forse in tanti ancora non ci credono, ma bisogna continuare su questa strada per far partecipare questi scettici a credere e portare avanti le idee (giuste) per concretizzare il tutto!!!! Ci vorrebbe un maggiore coinvolgimento da parte degli organi istituzionali e delle varie associazioni presenti su territorio e …..soprattutto da parte dei giovani che sono un pò sfiduciati! Dai, Enzo, hai una bella grinta e voglia di fare…..Vedrai che CI RIUSCIREMO!!!! Buon Lavoro!!!!

  28. Fernando Crociani Baglioni

    L’adesione ad una possibile Unione di Sessantatre comuni sanniti dell’Alto Molise – Sangro – Vastese, coincidenti col territori0 dell’antica Diocesi di Trivento, penso possa indurre gli osservatori abruzzesi-molisani e l’opinione pubblica nazionale nel suo complesso, ad un primo bilancio dell’iniziativa. Un bilancio anzitutto morale, che getti un fascio di luce sulla “innaturalità” delle polverose sovrapposizioni amministrative, di tutte quelle “finctio juris” affastellatasi nel tempo per molti decenni; e abbarbicatesi ai piccoli interessi di bottega o di carriera di supposti amministratori e politicanti locali, che nelle epoche e nelle generazioni si andarono avvicendando . Nell’epoca della riforma costituzionale federalista della Repubblica, dell’abolizione delle province e comunità montane, dell’idea di macro-regioni e città metropolitane che avanza con la stessa idea federale dello Stato ormai da ogni parte politica condivisa, le nostre popolazioni – sempre più insofferenti alla schiacciante pressione della crisi economico-finanziaria-fiscale dell’ora – vanno avvertendo sempre più urgente l’esigenza di una esemplificazione generale delle strutture sul territorio; per una sana, efficiente amministrazione, forte, condivisa ed omogenea dell’Alto Sannio. Non è solo l’esigenza dell’abbattimento dei costi, dell’ottimizzazione delle risorse, del dover gestire reti ed assi stradali, ambiente, patrimoni naturali, archeologici ed artistici, fisco, credito, rilancio del turismo e dei settori economici tradizionali, ad imporsi …. E’ un po’ il sentimento, il bisogno insopprimibile del volersi riappropriare di un’identità solo artificiosamente polverizzata, eclissata ma non smarrita; un’identità anzitutto spirituale e culturale, un comune sentire di valori e tradizioni, un ritorno a modi diversi di possedere e condividere di popolazioni, che la storia inseparabilmente mise insieme alla natura dei luoghi, a catene montuose, valli, fiumi e marine, nel nostro nobile Alto Sannio.
    L’occasione mi è propizia per rinnovare al dott. Enzo Delli Quadri i più sinceri rallegramenti per il suo impegno di sensibilizzazione e la proficua organizzazione in atto.

    Fernando Crociani Baglioni
    67030 Alfedena (Aq)

  29. vai avanti,

  30. vai avanti,orario di lavoro dalle 5 alle 8

  31. Adelina Zarlenga

    Le idee ci sono. C’è chi ci crede e chi guarda al progetto ancora con reticenza. E anche con ignoranza. I campanilismi, anche se velati, poi sono purtroppo ancora troppo radicati. Serve, forse, un’azione congiunta, un passo concreto in avanti, che vada oltre la comunicazione e l’informazione, le quali fanno da contorno e da input. Qual è il primo obiettivo, concreto, di Almosava?

    • Enzo C. Delli Quadri

      Il primo obiettivo concreto è la realizzazione a breve di due/tre organismi:
      1. ALMOSAVA ONLUS, associazione senza fini di lucro per la divulgazione della cultura della storia e della lingua almosaviane
      2. ALCA – Associazione Libera Comuni Almosaviani per il perseguimento degli obiettivi programmatici di cui al nostro manifesto (http://www.almosava.it/manifesto/) o all’articolo http://www.almosava.it/almosava-cose-cosa-non-e/
      3. CAST – Centro Almosaviano Studi del Territorio per la ricerca e l’approfondimento dei temi storici-linguistici-culturali
      Siamo nella fase di preparazione della costituzione di questi 3 organismi. Tutto può quagliare e tutto può svanire. Ogni opzione ha il 50% di probabilità di riuscita.
      Voi giornalisti sarete determinanti per far pendere la bilancia sull’una o sull’altra opzione.

  32. Fabrizio Fusco

    Il lungo processo di riappropriazione dell’identità almosaviana deve essere tracciato anche dall’istituzione scolastica. Mi sembra impossibile realizzare un disegno geopolitico senza il supporto primario del luogo di cultura per eccellenza. Le basi della nostra territorialità sono state acquisite attraverso la conoscenza della storia, dei canti , della recitazione, dell’arte, degli usi e dei costumi. Perciò, credo sia opportuno coinvolgere nello staff esecutivo anche i dirigenti scolastici delle aree interessate. I piccoli cittadini del territorio devono essere stimolati da attività di confronto ed arricchimento culturale se vogliamo farli integrare tra loro. Un premio a concorso di carattere narrativo-artistico-espressivo; scambi di visite; gemellaggi tra le scuole, maggiore interazione sul web e magari un giornale informativo gestito dagli alunni con le redazioni decentrate nei tre maggiori istituti superiori dell’area. Questa è la strada da percorrere se si vuole riscoprire un’identità storico-culturale comune andata persa dal 1963 per colpa di decenni di cattiva gestione politica. Tanto per fare alcuni esempi: un alunno di Alfedena conosce la pontificia fonderia Marinelli di Agnone? Uno studente delle scuole medie di Agnone sa dell’esistenza del Museo Internazionale della Donna o del centro documentale dell’Hoplitomerix di Scontrone? Uno scolaro di Pietrabbondante è a conoscenza delle affinità storiche tra Bovianum Vetus con le aree sannitiche della necropoli e l’acropoli del Curino di Alfedena? Ecco perché sono profondamente convinto dell’esigenza d’investire nelle scuole di ogni ordine e grado se si vuole alimentare una profonda cultura dell’area e quindi dare risalto alla coerenza dello straordinario progetto almosaviano. Solo in questo modo, a mio modesto avviso, si potrà sostenere con maggiore vigore tutte le altre iniziative che alto molise, alto sangro ed alto vastese si accingono a realizzare all’unisono. Il futuro è di chi lo sente arrivare.

  33. Osservo ora il sito ALMOSAVA. Una cosa fra tutte va riconosciuta. La caparbietà di un amico rimasta sempre costante se non addirittura rafforzata e incrementata nel tempo.
    In mezzo alla stasi governante da decenni, una tenacia così è davvero un esempio da seguire.

    Detto questo, dopo aver osservato il sito, mi vengono in mente alcuni commenti da fare.

    Almosava non vuole essere una nuova regione. Dov’è la differenza fra la nascita di una nuova regione e Almosava?
    E’ un movimento che sta impegnando le sue forze affinchè Molise e Abruzzo si ricongiungano e per cercare di risollevare il territorio dell’Alto-Molise-Sangro-Vastese.
    Le risorse da impiegare e la rivalutazione si basano su elementi già fisicamente presenti sul territorio più nuove proposte da reallizzare. Niente di diverso da quanto farebbe una nuova amministrazione politica. Pertanto quel che c’è da cambiare, deduco dal sito, è la gestione, l’organizzazione del territorio. Quindi nuove persone, un nuovo modo di pensare, un nuovo modo di coordinare, deciso, concreto e ripulito dallo schifo che oggi c’è, si vede e si tocca con mano….ma questo che cos’è?
    Non voglio essere affatto provocatorio, ma cerco solo di entrare maggiormente nel dettaglio. Magari ne vengono fuori nuovi spunti.

    Sempre ossevando il sito, la prima impressione è molto positiva. Trasmette forte energia, fermento, intraprendenza, assertività.
    Ma non mi è arrivato in modo concreto il come raggiungere l’obiettivo.
    Cosa c’è di diverso da quanto potrebbe professare un nuovo movimento politico? Indipendentemente dal pensiero che professa.

    Sappiamo tutti, per forza di cose, che prima o poi ci si deve scontrare con una gestione delle risorse umane, dell’amministrazione, dei progetti, del potere in generale. Fa parte dell’organizzazione della società. Per quanto alti ed elvati siano gli ideali che ci spingono. Questo comporta una gerarchia e quindi una burocrazia. E cosa succederà allora?
    Forse la vera sfida Enzo sta proprio qui. La vera sfida sta nel conservare con tutte le forze la motivazione che oggi vi spinge, nel controllare i meccanismi che si springioneranno nei comportamenti singoli e di gruppo di fronte alla gestione del potere.

    Come è già scritto nel sito, ci sono stati altri movimenti in passato. Il rischio quindi è quello di avere momenti di esplosione e di euforia, che se non continuamente e costantemente controllati e canalizzati su punti perseguibili, tenderanno ad implodere. E poi se ne esce fuori ancor più frustrati.

    E’ invece sicuramente da sottolineare la voglia e la necessità di sradicare l’immobilismo. Molti spunti sono stati forniti da chi è più giovane di me. Quindi idee e risorse non mancano di certo. Vedo non sincero mettere da parte gli interessi personali. Va capito cosa si intende per interessi personali. E se quindi l’interesse personale porta bene alla collettività, che ben venga.

    L’ideale del gruppo è molto bello. Nessuno potrebbe dire il contrario a mio avviso. Va capito, per quanto riguarda me, come perseguirlo in modo concreto e cosa lo differenzia invece dall’eliminare chi ci governa oggi eleggendo persone con questi stessi ideali.

    • Enzo C. Delli Quadri

      Gino pone domande molto intelligenti cui sarà difficile dare una risposta esauriente;
      1. Almosava non si preoccupa della ricongiunzione tra Abruzzo e Molise, argomento che sarà affrontato in sede di Governo Nazionale ed avrà, molto probabilmente, la risoluzione di un ritorno al passato. Almosava non si intromette. Aspetta.
      2. le province saranno eliminate (CB e IS sicuramente). A seguito delle nuove norme sull’Assoviazionismo dei Piccoli Comuni con meno di 5.000 residenti, sul territorio nazionale si formeranno nuove aggregazioni (Municipalità). In molte zone del centro nord esse sono già in funzione. Esse hanno l’obiettivo primario di mettere a fattor comune tutte le funzioni comunali dei Comuni chiamati all’Associazione. Ma c’è un altro aspetto ancora più importante. Queste aggregazioni stanno formandosi sulla base di linee culturali-storiche-linguistiche omogenee. Io ho colto questo aspetto particolare: la omogeneità storica-culturale-linguistica dell’ALMOSAVA = ALTO MOLISE SANGRO VASTESE = DIOCESI DI TRIVENTO = ALTO SANNIO, confermata da studiosi antichi e moderni. Ecco allora ALMOSAVA come nuova Municipalità, nel rispetto delle leggi oggi in vigore o in via di formazione. Il territorio in esame riguarda 63 comuni di cui dolo 2 con poco poco più di 5.000 abitanti e ben 47 con meno di 1.000 abitanti. Il primo passo dovrebbe essere la formazione di una ASSOCIAZIONE LIBERA pet poi passare alla vera e propria Unione di Comuni, governata, come prevede la legge, da un Consiglio composto da tutti i Sindaci interessati e con a Capo uno di loro. Esistono già diversi modelli di Governance.
      Quali le difficoltà vere?
      1. Isernia tenterà di riciclarsi da Provincia a nuova Municipalità, nel qual caso per il territorio dell’Almosava sarà la fine definitiva, visto quel che è stato finora.
      2. Sindaci impreparati o timorosi non vorranno scontrarsi con l’attuale sistema di potere regionale che potrebbe non gradire questo Progetto
      3. Potrà prevalere la malafede di alcuni che per interessi particolari preferiranno un loro piccolo vantaggio alla salvezza del territorio
      4. La Gente potrà restare passiva in attesa che altri decidano al suo posto
      Io sto cercando di risvegliare il loro orgoglio addormentato e di annullare il loro scetticismo.
      Tu, caro Gino, puoi contribuire, non poco, a minimizzare i rischi.
      Mi aspetto che tu lo faccia.
      Attendo tuo commento

  34. Adelina Zarlenga

    Anche Fabrizio Fusco dice bene. Serve una sorta di rivoluzione culturale.

  35. Ferdinando Carmosino

    Eccellente

  36. roberto milano

    Credo nel progetto ALMOSAVA, sono convinto che l’aggregazione dei comuni ci darà SICURAMENTE la marcia che MANCA da tempo nel nostro territorio.
    Spero che NON rimanga solo un progetto ma sia la base su cui i nostri politici dovrebbero confrontarsi per dare finalmente una (marcia) prospettiva di futuro sia al territorio che alle persone che resistono con grande impegno in questo nostro territorio.

  37. Giuliana Carano

    Io sono convinta che l’aggregazione dei comuni sia l’unica strada percorribile in questo momento di grave disagio economico, politico, strutturale. Credo, però, che ognuno debba rinunciare ad un pò di “campanile” cosa difficile, mi rendo conto, ma che non è solo un fatto politico ma soprattutto culturale. Se noi riuscissimo ad arrivare a ciò, intendendo una serie di servizi ed attività comuni per uno stesso territorio, mettendo da parte atteggiamenti ostili sul piano politico e culturale, forse le cose potrebbero funzionare

  38. Giuliana Carano

    Io sono convinta che l’aggregazione dei comuni sia l’unica strada percorribile in questo momento di grave disagio economico, politico, strutturale. Credo, però, che ognuno debba rinunciare ad un pò di “campanile” cosa difficile, mi rendo conto, ma che non è solo un fatto politico ma soprattutto culturale. Se noi riuscissimo ad arrivare a ciò, intendendo una serie di servizi ed attività comuni per uno stesso territorio, mettendo da parte atteggiamenti ostili sul piano politico e culturale, forse le cose potrebbero funzionare.
    perchè mi dà il commento duplicato?

  39. Spettacolare..!! Vedo un pò di tutto.., con una certa organizzazione..!! Mi piace..!! Complimenti.., continuate così..!!

  40. Giovanni Giaccio

    Non solo non credo non manchi nulla; il testo è sintetico e chiaro. Credo che copra ogni possibile zona d’ombra!

  41. Creare l’area municipale Almosava mi sembra un progetto ardito ma non impossibile se c’è volontà politica.
    Coinvolgere democraticamente la base sulla discussione circa la realizzazione di tale progetto è segno di coscienza politica che non può non essere degna di stima.
    Continuerò a seguirvi con interesse ed attenzione.

  42. maria anna di toro

    Sono residente a Gubbio da 37 anni e per molti anni non ho seguito le vicende della mia terra.Il progetto Almosava mi piace mi piace perché potrebbe essere l’unica strada per uscire da questo momento difficile.Non credo sarà una strada in discesa ma se si arriva a pensare al bene comune e ad abbandonare l’egoismo campanilistico ci si può riuscire, tutto sommato nel passato siamo stati un’unica regione con l’Abruzzo e quindi è un matrimonio che si può basta avere la volontà politica di farlo!

  43. Enrica Sciullo

    ALMOSAVA cos’è per me?
    ALMOSAVA è un’associazione di persone, un incontro d’idee.
    Nata grazie al sogno di un uomo tenace e caparbio Enzo Delli Quadri, ha successo solo grazie alla sua testardaggine!
    I meriti di ALMOSAVA son molti:
    Ha fatto incontrare persone che, indipendente dalla loro ideologia politica, hanno a cuore il bene della nostra terra.
    Ha ridato voce alla gente comune coinvolgendola in un progetto come protagonista del suo futuro! Questo è il motivo per cui i politici la temono!
    L’analisi, se pur spietata, della situazione politico-economica che viviamo è reale.
    Tutti conosciamo della realtà che ci circonda, lo spopolamento, la disoccupazione giovanile, la cattiva gestione del nostro territorio, l’assenza di progettualità a lungo termine
    ALMOSAVA ci dà la possibilità di parlare dei nostri problemi, confrontarli e cercare di trovare insieme soluzioni che ci permettono di avere un futuro dignitoso.
    Il grande merito di ALMOSAVA è l’averci dato la possibilità, reale e virtuale, di confrontarci uniti dalla certezza che di fronte ai problemi del nostro territorio gli unici protagonisti del nostro futuro siamo noi , ricordandoci che a fronte di una fiscalità che ci sta’ strozzando, abbiamo la nostra dignità di persone che più di altre scontano il disagio di vivere in un’area dove la carenza, meglio l’assenza dei servizi è perenne.
    E’ un associazione per giovani lungimiranti che con orgoglio lottano per non sottostare al compromesso credendo che un futuro diverso è possibile e, con forza e amore, hanno intenzione di impegnarsi per realizzarlo. Giovani che non vogliono essere le pedine di un gioco, ma i protagonisti di un grande futuro in cui le regole le dettano loro! Giovani che hanno intenzione di mettersi in gioco con una progettualità diversa , da protagonisti sfruttando le peculiarità di un territorio per rinascere con esso.
    ALMOSAVA ad oggi rappresenta l’unica forma di associazionismo che ha le risposte per i nostri progetti territoriali futuri, che non prospetta ricicli di poltrone per personaggi che si sono sempre disinteressati al futuro del nostro territorio.
    ALMOSAVA ha un approccio con il territorio di valorizzazione non di depauperamento.
    Ha proposte concrete come la fiscalità agevolata, associazionismo tra comuni, che possono farci risorgere e darci un futuro.
    ALMOSAVA raccoglie le idee e il fermento di un territorio, di un popolo. In essa convergono persone con ideali morali ed etici che rifugiano da strumentazioni e giochetti di squadra politici, uniti invece nell’ideale servizio in favore del proprio territorio.
    Questo è ALMOSAVA, un grande progetto di aggregazione territoriale che ci restituirà il futuro sta’ a noi realizzarlo!

  44. Ho letto la tua risposta Enzo. Ti ringrazio per i chiarimenti.
    Vedo però ancora difficile come come non incontrarsi/scontrarsi su un piano politico.
    Andando per punti perseguibili e per gradi, trasformerei le difficoltà da te elencate in due obiettivi:

    – Obiettivo tecnico: evitare la Municipalità di Isernia consentendo di confermare quella di ALMOSAVA
    – Obiettivo culturale: sensibilizzare la gente creando una cultura (quindi annullando le paure dei Sindaci, spodestandoo la malafede a vantaggio di pochi, evitando la passività della gente)

    Come raggiungerli?
    Magari attraverso due team dedicati, ciascuno con un piano di inserimento, date e incontri ben definito…è solo un suggerimento.

    Per entrambi gli obiettivi si dovrà aver a che fare con il mondo politico. Per forza di cose. Questo comporta esprimere una propria politica.
    Ma per entrambi gli obiettivi Enzo, io personalmente, vedo una necessità di presenza, continua e costante.
    Ossia è necessario essere presenti sul territorio, parlare con la gente, mobilitarla. Avere sempre l’obiettivo di fronte. Convogliare tutte le energie sempre e solo su quello. Tutto l’enorme sforzo che stai oggi facendo attraverso internet e i social network coinvolgendo gente e persone va replicato sul territorio con addirittura il porta a porta. Attraverso te o i tuoi collaboratori.
    Non entrerei nei dettagli. Sappiamo tutti quali sono gli elementi di chiusura. E perchè la gente è vincolata a certi poteri. Per cambiare questo, bisogna avvicinarsi a quei dettagli e a poco a poco
    fornirne altri che siano più appetibili….in poche parole bisogna far capire perchè conviene ALMOSAVA e non Isernia.
    Perchè?

    Sai come la penso, per quanto potrò, farò…

    P. S. Vorrei fare un esempio personale. Quando decisi di comprare casa a Roma, cominciai attraverso internet, il telefono, le agenzie, i contatti degli amici, un pò come tutti. Dopo qualche mese mi resi conto che facevo un grande sforzo di appuntamenti, impegni, corse nel traffico, ma non riuscivo a cavarne nulla. Venivo praticamente sballottato a destra e sinistra senza concludere nulla di definitivo. Tutti che mi dicevano che era difficile, che ci voleva tempo, che dovevo farmi aiutare da gente esperta del settore, che il mercato delle case a Roma era complicato. Finchè non decisi di cambiare metodo. Dovevo rendermi conto e dovevo toccare prima con mano. Iniziai con lo scooter a girare in dettaglio le zone di Roma che mi interessavano e consone al mio budget di spesa. Ma proprio stradina per stradina. Cominciai a prendere gli annunci di case in vendita direttamente sui citofoni e sulle porte. Anche entrando nelle Agenzie Immobiliari di zona di persona, faccia a faccia. Fatica inutile? Può darsi, ma mi permise di capire, di entrare nel dettaglio, di prendere informazioni dalla gente, dai portieri, dagli inquilini direttamente, mi permise di prendere il primo contatto di base e di raddrizzare giorno dopo giorno il mio obiettivo e il modo di raggiungerlo.

  45. Fernando Crociani Baglioni

    I Sardi, al referendum sull’abolizione delle province, il 6 e 7 maggio 2012, hanno testè votato per l’abrogazione in misura del 95%. I referndum abrogativi previsti dalla Costituzione della Repubblica Italiana non hanno alcun valore ? Così come avvenne per l’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti del 1992 ? Aggirato coi “rimborsi elettorali” ai partiti ? Di cui alle recenti maxitruffe per decine di milioni di euro, in danno dei partiti, e soprattutto dello Stato ? Delitti perseguibili d’ufficio, e non a querela di parte…….

    Fernando Crociani Baglioni
    67030 Alfedena (Aq)

  46. carmine, mino, antonelli

    Seguo con interesse, per ampliare la mia cultura e conoscenza della storia evtradizioni locali, la vostra iniziativa, sono originario di Sessano del Molise, ridotto ormai a cca 800 residenti, di cui stabili cca 600.
    Ho vissuto con la mia famiglia cca 30 anni a Colledanchise, dove gestivo uno stufio tecnico dimprogettazione e direzione lavori edili, in seguito cca 10 anni a Roma, ora sono nomade con prevalente dimora a Sessano del Molise

  47. Ho trovato nella vostra iniziativa elementi molto robusti di una ricollocazione geopolitica delle comunità montane del centro italia
    sono molto interessato al vostro progetto

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