Alla scoperta dell’ALMOSAVA ….. con MadreNatura

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a cura di MadreNatura

15 Luglio Estate 2012– Giardino della Flora Appenninica di Capracotta

Situato nel comune di Capracotta, a circa 1.550 metri s.l.m., si estende su circa 10 ettari ed è definito un “orto botanico naturale”, uno dei pochi presenti in Italia.

Esso infatti per la maggior parte della sua estensione è lasciato a libera evoluzione. Una parte dell’area invece è stata destinata alla ricostruzione, parziale o totale, degli ambienti tipici dell’Appennino, con la flora caratteristica.

Nel Giardino dunque è possibile compiere in pochi metri di percorso un viaggio ideale sulla montagna dell’Appennino centro-meridionale, partendo dalla faggeta, presente in piccolo nucleo naturale, passando per l’ambiente umido, sapientemente ricostruito dalle mani dell’uomo, giungendo all’abetina, oggi un habitat tutelato, e arrivando infine sulla vetta con la roccaglia che affascina per le sue specie adattate ad un ambiente così apparentemente ostile e soprattutto per la copiosità di endemismi di notevole interesse.

Uno scrigno naturale di biodiversità!

Di particolare interesse è l’aiuola delle piante di alta quota che raccoglie specie di ambienti di alta quota, oltre i 2000 m s.l.m. Specie dunque che non ritroviamo spontanee in Alto Molise ma che sono state piantate nel Giardino per completare il quadro relativo alle specie dell’Appennino.

Ricche e importanti sono poi le altre aiuole tematiche destinate a specie officinali o di uso domestico come il tanaceto, la lavanda, la genziana maggiore ed altre.

Degno di attenzione è un campo sperimentale di leguminose molisane, rientrante in un progetto di recupero e valorizzazione di essenze del luogo un tempo molto più diffuse di oggi e che possono essere annoverati come veri e propri prodotti tipici.

Presenti inoltre l’angolo delle farfalle e l’angolo delle rocce.

Il Giardino è dotato inoltre di uno splendido punto panoramico che affaccia sulla valle del Sangro e consente di spaziare con lo sguardo dalle montagne del Matese a quelle delle Mainarde fino alla Maiella.

22 Luglio Estate 2012– Abetina di Pescopennataro (Festa della Montagna)

Pescopennataro è un piccolo comune dell’Alto Molise, in provincia di Isernia, incastonato in uno sperone roccioso, con i suoi 1200 m di altitudine domina sulla valle del Sangro.

Una delle peculiarità più interessanti del territorio è data dalla presenza di estesi boschi di abete bianco, che fanno da verde cornice al paese e che gli conferiscono il titolo di “paese degli abeti”. Il Bosco degli Abeti Soprani è un sito SIC (Siti di Interesse Comunitario) dove attraverso un percorso che non presenta particolari difficoltà al cui interno è possibile conoscere gli aspetti caratteristici delle abetine in uno scenario affascinante e suggestivo.

Ma non è solo il valore estetico di questi boschi che rende caratteristica l’area, è anche la loro valenza naturalistica. L’abete bianco infatti è una specie diventata ormai rara in Appennino. Un tempo i maestosi boschi di abete bianco si estendevano su tutta al penisola italiana, oggi a causa dello sfruttamento antropico e del cambiamento delle condizioni climatiche, le abetine sono sopravvissute in piccoli lembi ed in maniera frammentata sul territorio.

E’ possibile inoltre compiere un breve percorso lungo la pista ciclabile che accoglie le sculture del IV Simposio, dedicato alle Favole di Leonardo da Vinci e avente come tema la biodiversità.

29 Luglio Estate 2012– Riserva MaB di Montedimezzo (Re Fajone e tratturo)

Insieme alla Riserva Naturale di Collemeluccio è inserita nel programma dell’UNESCO “Man and Biosphere” (MaB), che ha lo scopo di studiare le relazioni tra l’uomo e la natura, finalizzate ad uno sviluppo sostenibile del territorio. Dal punto di vista vegetazionale è caratterizzata da uno splendido bosco di faggio. Tale Riserva MaB è di notevole pregio per la regione Molise, se si pensa che attualmente in tutto il mondo ce ne sono poco più di 300, e soltanto 8 in Italia.

Il percorso condurrà dapprima alla scoperta del tratturo Celano-Foggia, l’antica via della transumanza, e simbolo di una civiltà antica di cui oggi restano poche tracce. Passando all’interno della faggeta, poco al di fuori dei confini della Riserva, si giungerà a far visita ad un faggio secolare, di circa 300 anni, il cui tronco può essere abbracciato da cinque persone, esso per la sua maestosità ed imponenza viene chiamato il “Re Fajone”, perché con la sua magnificenza regna sovrano nel bosco.

5 Agosto Estate 2012– Giardino della Flora Appenninica di Capracotta

Situato nel comune di Capracotta, a circa 1.550 metri s.l.m., si estende su circa 10 ettari ed è definito un “orto botanico naturale”, uno dei pochi presenti in Italia.

Esso infatti per la maggior parte della sua estensione è lasciato a libera evoluzione. Una parte dell’area invece è stata destinata alla ricostruzione, parziale o totale, degli ambienti tipici dell’Appennino, con la flora caratteristica.

Nel Giardino dunque è possibile compiere in pochi metri di percorso un viaggio ideale sulla montagna dell’Appennino centro-meridionale, partendo dalla faggeta, presente in piccolo nucleo naturale, passando per l’ambiente umido, sapientemente ricostruito dalle mani dell’uomo, giungendo all’abetina, oggi un habitat tutelato, e arrivando infine sulla vetta con la roccaglia che affascina per le sue specie adattate ad un ambiente così apparentemente ostile e soprattutto per la copiosità di endemismi di notevole interesse.

Uno scrigno naturale di biodiversità!

Di particolare interesse è l’aiuola delle piante di alta quota che raccoglie specie di ambienti di alta quota, oltre i 2000 m s.l.m. Specie dunque che non ritroviamo spontanee in’Alto Molise ma che sono state piantate nel Giardino per completare il quadro relativo alle specie dell’Appennino.

Ricche e importanti sono poi le altre aiuole tematiche destinate a specie officinali o di uso domestico come il tanaceto, la lavanda, la genziana maggiora ed altre.

Degno di attenzione è un campo sperimentale di leguminose molisane, rientrante in un progetto di recupero e valorizzazione di essenze del luogo un tempo molto più diffuse di oggi e che possono essere annoverati come veri e propri prodotti tipici.

Presenti inoltre l’angolo delle farfalle e l’angolo delle rocce.

Il Giardino è dotato inoltre di uno splendido punto panoramico che affaccia sulla valle del Sangro e consente di spaziare con lo sguardo dalle montagne del Matese a quelle delle Mainarde fino alla Maiella.

12 Agosto Estate 2012– Riserva MaB di Montedimezzo (Colle San Biagio)

Situata nel territorio di Vastogirardi (IS), costituisce insieme a quella di Collemeluccio, a Pescolanciano (IS), una Riserva della Biosfera, rientrante nel programma dell’UNESCO denominato “Man and Biosphere” (MaB). Esso ha lo scopo di studiare le relazioni tra l’uomo e la natura, sottolineando come tale rapporto possa esplicarsi secondo modelli concordi ad uno sviluppo sostenibile.

Tale Riserva MaB è di notevole pregio per la regione Molise, se si pensa che attualmente in tutto il mondo ce ne sono poco più di 300, e soltanto 8 in Italia.

Dotata di un sentiero didattico autoguidato per disabili e non vedenti (Sentiero Colle San Biagio), caratterizzato dalla presenza di tabelle informative in linguaggio Braille.

Nei locali della Stazione Forestale è allestito un Museo ed un Centro Visitatori, suddiviso in tre aree, nelle quali è possibile osservare alcuni reperti floristici, faunistici e geologici caratteristici del luogo.

E’ infine attivo un Centro di Recupero per gli Animali Selvatici, dotato di recinzioni e voliere, che ospita animali non più introducibili nel loro ambiente naturale, perché vittime di incidenti e della noncuranza dell’uomo.

Dal punto di vista vegetazionale la Riserva di Montedimezzo è caratterizzata da un bosco misto di latifoglie, a prevalenza di cerro e faggio. Le due specie vegetano in associazione con altre essenze quali: acero montano, acero campestre, frassino ossifillo, sorbo degli uccellatori, biancospino, pero e melo selvatico.

Non è raro incontrare anche qualche esemplare di abete bianco, che piantato in epoche passate, dall’uomo, è riuscito nel corso del tempo a ricolonizzare spontaneamente il territorio.

19 Agosto – Monte Campo e Prato Gentile

Monte Campo con i suoi 1746 m s.l.m. è la cima più elevata dell’Alto Molise. Si arriva ad essa attraverso un percorso facile, che quotidianamente viene percorso dagli abitanti di Capracotta, come nella migliore delle tradizioni.

Conquistata la vetta si può godere di un ampio e meraviglioso panorama che spazia su alcune delle montagne più importanti dell’Appennino, come le Mainarde e la Majella, e in condizioni di particolare limpidezza si può arrivare a vedere anche il mare Adriatico!

Il percorso riprende su un sentiero abbastanza ripido all’interno della faggeta e giunge a Prato Gentile, un ampio pianoro circondato dai boschi di faggio e dove d’inverno è possibile praticare lo sci di fondo.

26 Agosto Estate 2012– Riserva MaB di Collemeluccio

Situata nel territorio di Pescolanciano (IS), con la  Riserva Naturale Orientata di Montedimezzo, a Vastogirardi, costituisce dal 1977 un’unica Riserva della Biosfera, rientrante nel programma MaB, acronimo di “Man and Biosphere”, dell’UNESCO.

Il sentiero conduce all’interno del  bosco in un’atmosfera quasi fatata e porta fino alla Fonte Cupa dove è possibile trovare refrigerio nelle fresche acque della sorgente.

La Riserva è caratterizzata da un bosco di abete bianco, ormai uno dei pochi e frammentati relitti presenti in Appennino e per questo di notevole valenza ecologica. In associazione con esso si trovano il cerro ed il faggio, con carpino bianco, acero campestre e frassino maggiore. Nel sottobosco abbondano il biancospino, l’agrifoglio, il nocciolo ed il corniolo.

Dal punto di vista faunistico sono presenti il cinghiale, il tasso, la martora, la donnola, la faina, lo scoiattolo; tra gli uccelli si annoverano la poiana, il gufo, il barbagianni, la ghiandaia..

Nell’area antistante la Riserva è presente un’area di sosta per il tempo libero e per il pic-nic.

Inoltre è annesso un piccolo museo dove sono conservati reperti della flora, fauna e geologia del territorio.

 

MadreNatura
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1 COMMENTO

  1. Un grazie all’attuale dirigente Dott. A. Cardillo, che da diversi anni insieme al suo Personale,  si prodiga per valorizzare una delle aree  poco conosciute della nostra regione ma ricca di  messaggi didattici specie per i giovani.

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