Alba e nnə nn’alba – Alba ma non é alba

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Poesia di Felice Pannunzio[1]
tratta dal libro “Poeti Dialettali di Agnone” curato da Domenico Meo [2]  Alba sull'Altosannio (Castelverrino) copia

Alba e nnə nn’alba

Alba e nnə nn’alba: ngima alla mundagna,
na sfumatìura róššia
sə méštəca chə lə schìurə də ru cìelə. . .
Déndrə alla massarójja štunacata
dùormənə spənzəratə rə uaglìunə:
nu vascə, lìeggə gné na farfalla,
jə dà ru pòtrə arr’ùocchjə.
Pó jə dicə alla mógliə: «Abbada a léurə!»
e sə la štrégnə fòrtə fòrtə mbiéttə.
Pəštènnə frónnə ggiàllə ammatassatə
nzìembra alla tèrra mbóssa, sə nə va:
sə pòrta na valóicia e rru dəlàurə.

Alba e non alba

Alba e non alba: in cima alla montagna,
una sfumatura rossa
si mescola con l’oscurità del cielo. . .
Dentro la masseria stonacata
dormono spensierati i bambini:
un bacio, lieve come una farfalla,
dà loro il padre sugli occhi.
Poi dice alla moglie: «Bada a loro!»
e se la stringe forte forte al petto.
Calpestando foglie gialle impastate
insieme alla terra bagnata, se ne va:
porta con sé una valigia e il dolore.

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[1] Felice Pannunzio. Molisano di Agnone, dedito alla politica, giornalista, novelliere e poeta. La sua poesia è spesso temperata da un’atmosfera crepuscolare e mitografica, nella quale si percepisce un mai sopito sentimento di nostalgia verso le cose avite e gli affetti dell’infanzia.
[2] Domenico Meo, Abruzzese di Castelguidone (CH), ma agnonese di fatto, lavora alla Asrem di Agnone (IS). Si occupa, in termini scientifici, di dialetto, riti, usi e tradizioni popolari. Tanti i suoi libri, su cui giganteggia il Vocabolario della lingua di Agnone. (Il libro è disponibile telefonando allo 0865 78647)

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine

 

1 COMMENTO

  1. Dai nostri paesi la CORRIERA che ci collegava con un centro più importante partiva sempre albe e nen albe …mi è parso di risentire i passi di mio padre che si affacciava nella nostra cameretta e ci dava non un bacetto ,ma 4/ 5 bacetti rumorosi, ma col cuore, e ci stringeva le mani e la frase era “FACETE LE BRAVE, SENTITE A MAMMà! Ed il suo passo pesante scendeva le scale e s’allontanava nella strada e…finanche il rombo della corriera si sentiva a quell’ora, nel silenzio da casa nostra…poi tutto taceva! Così cominciava per noi un’altra “stagione” -da marzo a dicembre-di rimbrotti, di negatività e di divieti e di “non c’è …non si può …non si fa ecc
    Ecco questi versi, di grande sensibilità e genuinità m hanno fatto rivivere le “partenze” di mio padre…

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