AGNONE, SI O NO???

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di Enzo C. Delli Quadri

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Al di là di polemiche spicciole sulla dimenticanza degli Amministratori del Comune di Agnone circa l’appuntamento fissato dalla Comunità Montana dell’Alto Sangro e dell’Altipiano delle 5 Miglia per il 17 sett 2012 e chiaramente andato vuoto per quella dimenticanza, credo che, a questo punto, il problema sia di riuscire ad appurare se il Comune di Agnone intende o meno riallacciare i contatti con quella Comunità per proseguire il cammino tracciato dal Progetto ALMOSAVA. Ho già scritto, nell’articolo “Mollare o Resistere”, che il delegato dei 13 suddetti comuni di detta Comunità, il dr Patitucci, è sicuramente disponibile a riprendere il dialogo appena interrotto.

Di certo, sulle spalle del Comune di Agnone pesa una responsabilità storica nel caso non si riesca, con forti alleanze con la zona del Sangro e con quella Vastese, a creare un sistema di difesa delle zone montane interne, a cavallo tra Abruzzo e Molise. Il Comune di Agnone, assente in un tavolo di alleanze come quello APPARECCHIATO da 13 Comuni dell’Alto Sangro, i quali non hanno fatto gli schizzinosi di fronte all’ipotesi di una associazione “AltoMoliseSangroVastese”, rischia di macchiare in modo indelebile la sua Storia. E non si venga a dire che il Comune di Castelverrino o altri comuni altomolisani potrebbero essere contrari all’operazione.

Ciascuno è responsabile per sè stesso.

E sia chiaro che Agnone non può essere condannato all’isolamento. Il nostro paese necessita di alleanze e non sarà certamente ISERNIA a garantirgliele. Chi gioca nei corridoi della politica regionale sappia che continuando a giocare in quei corridoi condanna il suo paese ad un declino che fa impallidire quello che già si vive (ospedale No, uffici pubblici NO, carabinieri NO Polizia NO ecc.. ecc.. ecc..continuate Voi, a me manca la forza). Viceversa, basterebbe che il Comune di Agnone uscisse dalle sue titubanze, basterebbe che assessori decisi uscissero allo scoperto per aprire uno scenario nuovo ricco di buone prospettive.

Ma riusciranno i nostri eroi nell’impresa o si faranno fagocitare da chi ha interessi di parrocchia partitica e gioca nei corridoi regionali?

Si sappia che, oggi, si gioca una partita storica per le nuove aggregazioni territoriali. È impensabile una Atene del Sannio chiusa in se stessa, che sta in coda dietro a Isernia e Venafro e sempre più isolata da tutto e tutti. Gli resterebbe solo la funzione di immobiliarista di Residenze per Anziani o di Cimiteri, ma, anche in quel caso, ci sarebbe da dubitare circa la possibilità di svolgere quel ruolo.

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