Agnone e Dante Alighieri – V Canto dell’Inferno

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A cura di Enzo C. Delli Quadri

La Società DA (Dante Alighieri) ha ideato un percorso audio-visivo dantesco, utilizzando, come sfondo, luoghi particolari per l’illustrazione dei Versi del Gran Poeta. Per il V° Canto dell’Inferno, gli autori hanno scelto come sfondo la fonderia delle Campane di Agnone dei fratelli Marinelli.


Inferno V Canto  fonderia Marinelli

« Canto quinto, nel quale mostra del secondo cerchio de l’inferno, e tratta de la pena del vizio de la lussuria ne la persona di più famosi gentili uomini. » (Anonimo)

Inferno Minosse

Nei versi 1-24, Dante e Virgilio incontrano Minosse, che giudica i dannati che gli si parano davanti, attorcigliando la sua coda attorno al corpo tante volte quanti sono i cerchi che i dannati dovranno scendere per ricevere la loro punizione (Wikipedia)

« Stavvi Minòs, orribilmente, e ringhia:
essamina le colpe ne l’intrata;
giudica e manda secondo ch’avvinghia…  »

Inferno-Dante-e-Virgilio

Nei versi 25-72, Dante e Virgilio incontrano i lussuriosi (Semiramide, Cleopatra, Didone, Elena di Troia, Paride, Tristano, ecc.. ).

« Or incomincian le dolenti note
a farmisi sentire; or son venuto
là dove molto pianto mi percuote. »

Nei versi 73-142, L’attenzione di Dante viene attirata da due anime (Paolo e Francesca) che si muovono in fila, ma che, al contrario delle altre, sono affiancate l’una all’altra e sembrano leggère nel vento, quindi chiede a Virgilio di poter parlare con loro: questi acconsente e consiglia Dante di chieder loro di fermarsi quando il vento le porterà più vicino. Dante allora si rivolge a loro: “O anime affannate, / venite a noi parlar, s’altri (cioè Dio) nol niega!”. Allora esse uscirono dalla schiera dei morti per amore (dov’era Didone) come le colombe che si alzano insieme per volare al nido. (Wikipedia)

Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e ’l modo ancor m’offende.

Inferno paolo_e_francesca

Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona.

 (versi 100-105)

[divider] Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine [divider]

 

 

 

 

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