Agnone

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Agnone

Comune  della  Provincia di  Isernia in Molise.  Negli anni la sua popolazione è scesa, da  un massimo di 11.615 abitanti,  agli attuali 5.150.

Dati amministrativi
Regione     Molise
Provincia   Isernia
Sindaco     Michele Carosella (lista civica) dal 16/05/2011

Territorio
Altitudine  830 m s.l.m.
Superficie   96,29 km²
Abitanti     5.283 (30-04-2011)
Densità     54,87 ab./km²
Frazioni     Fontesambuco, Villacanale
Comuni confinanti     Belmonte del Sannio, Capracotta, Carovilli, Castelverrino, Castiglione Messer Marino (CH), Pescolanciano, Pescopennataro, Pietrabbondante, Poggio Sannita, Rosello (CH), Schiavi di Abruzzo (CH), Vastogirardi

Evoluzione demografica

Il paese, un tempo molto popolato, oggi ha dimezzato la sua popolazione a causa di una costante emigrazione sia all’estero che in altri centri italiani. Oggi la popolazione si attesta a poco più di 5.000 abitanti ma agli inizi del ‘900 contava circa 11.000 abitanti.

Storia
La tradizione vuole che Agnone sia sorta sulle rovine della città sannitica Aquilonia distrutta dai Romani durante la conquista del Sannio: nella zona sono stati recuperati diversi reperti archeologici, come la stele funeraria di Vibia Bonitas, attualmente conservata al Teatro Italo Argentino, nel centro storico della cittadina.
Importante centro durante la dominazione longobarda, andò poi decadendo nei secoli immediatamente precedenti il 1000, mentre la Valle del Verrino e le alture circostanti divennero luogo di eremi, piccoli monasteri e piccole colonie agricole. Nel 1139 la potentissima famiglia dei Borrello, Conti di Pietrabbondante e capitani di ventura di Venezia, portarono sul luogo un notevole numero di soldati e artigiani veneziani, probabilmente provenienti dalle colonie dalmate della “Serenissima” (una più recente ipotesi dello scrittore veneziano Alvise Zorzi propone la provenienza di questo gruppo dalle colonie veneziane della Puglia, ma il riscontro rimane impossibile per assenza di documenti e la questione resta dubbia). Appare però evidente la fondazione veneziana del paese vero e proprio – sorto sul colle arcuato di fronte al Monte Caraceno – a causa dei chiari segni di cultura veneziana ancor oggi osservabili nel quartiere originario, quello della Ripa, altrimenti detto “borgo veneziano”.

L’importanza di Agnone andò crescendo nel periodo angioino ed anche in quello aragonese, al punto che durante il regno borbonico delle Due Sicilie, la città fu tra le 56 città regie, direttamente dipendenti dal Re, libere da qualunque altra soggezione di tipo feudale, dotate di alto tribunale, con diritto di comminare pene capitali. Appartenente da sempre all’Abruzzo Citeriore, quando Giuseppe Bonaparte decise di creare la Regione Molise, essa fu lasciata con la regione di appartenenza. Ma durante il regno di Gioacchino Murat, i maggiorenti del luogo chiesero ed ottennero il passaggio al Molise, fondando la richiesta sulla difficoltà geografica dei collegamenti abruzzesi, e sperando di assurgere ad un ruolo di dominio nella nuova, piccola regione. La prima delusione colse gli Agnonesi subito dopo questo passaggio, giacché i tre distretti in cui il Molise fu diviso, ebbero come centri e capoluoghi Larino, Campobasso e Isernia, escludendo Agnone da ogni ruolo di preminenza amministrativa. L’Italia unita, del resto, riunificando l’Abruzzo e il Molise in un’unica regione, rese di fatto superato questo problema. Fiorente per ampiezza dell’agro e per numero e volume di imprese artigiane, Agnone poté sviluppare, nel corso dell’800, un alto numero di menti colte: medici, filosofi, giuristi, teologi, da cui le venne il nome onorifico di “Atene del Sannio”. La rivoluzione dei prezzi legata al primo sviluppo dell’industria italiana di fine Ottocento, tuttavia, intaccò quest’equilibrio, dando il via al fenomeno dell’emigrazione. Nonostante ciò, Agnone si distinse per spirito di iniziativa economica e culturale. Ad esempio, in pieno spirito positivista, grazie all’azione di alcuni spiriti illuminati tra cui il dr. Giuseppe Maria d’Onofrio, Agnone riuscì nell’impresa di essere elettrificata ben prima di Roma. Difatti risale al 1905 l’inaugurazione della centrale idroelettrica del Verrino, gestita dalla omonima società  elettrica, che precedette di ben 8 anni la prima centrale elettrica di Roma, la centrale Montemartini.
Durante il Regime fascista, Agnone fu sede di confino per numerosi oppositori del regime, tra cui don Raimondo Viale, protagonista de “Il prete giusto” di Nuto Revelli.

Dal 1940, ad Agnone sorse un campo di concentramento per famiglie di zingari rom rastrellate in tutta Italia. Il prefetto locale a tale scopo, scelse ed ottenne dal vescovo dell’epoca la concessione del convento di S. Bernardino [3].
L’ultima crescita demografica, Agnone la ebbe negli anni quaranta, per poi subire una continua diminuzione dagli anni cinquanta ad oggi. Parallelamente – e paradossalmente – la cittadina vedeva i segni sicuri di un notevole sviluppo socio-economico, quali la nascita del locale Ospedale Civile e della ASL, e quella delle scuole superiori, tra cui il Liceo Scientifico (primo del Molise), l’Istituto Tecnico Industriale, L’Istituto Professionale, tuttora presenti. È poi da menzionare – nel primo dopoguerra – la nascita del Teatro Italo Argentino (fondato grazie agli apporti degli agnonesi d’Argentina) che fu a lungo uno dei più ampi dell’Abruzzo-Molise, e attualmente (marzo 2008) è tornato ad esserlo per la chiusura di alcuni grandi teatri delle due regioni.

Il 19 marzo 1995 Giovanni Paolo II visita per la seconda volta il Molise: Monte Vairano, il Santuario Mariano di Castelpetroso e infine Agnone , antica città artigiana. Qui il Papa dimostra come l’accoglienza  ricevuta sia stata capace di toccare in profondità il suo cuore.

” Grazie per i tanti doni e soprattutto per il dono di questa accoglienza con cuore aperto. Valeva la pena di venire qui.. Valeva la pena per il Figlio di Dio, per il Verbo Eterno, venire in questa terra, farsi uomo. Valeva la pena perché ho trovato accoglienza nella cittadina piccola di Betlemme, perché ho incontrato accoglienza buona tra gli umili, tra i puri di cuore, tra i semplici. Ecco L’esperienza vissuta oggi, in questa visita in Molise è questa. E volevo dirvi alla fine che questa è la lezione evangelica  che avete dato voi al vostro Papa. Ringrazio San Giuseppe che mi ha portato qui, ringrazio San Giuseppe che ci porta in tanti posti umili del mondo e oggi per avermi portato qui.”

Economia.
Dell’attività tradizionale di lavorazione dei metalli, anche preziosi, è rimasta oggi la fusione del rame e del bronzo per la produzione di campane nella Pontificia Fonderia Marinelli, industria quasi millenaria che costituisce attualmente un autentico tratto caratteristico di questo centro; abbastanza sviluppate anche l’industria alimentare (della pasta, dolciaria, molitoria, casearia e olearia) e quella estrattiva e di lavorazione degli inerti mentre l’artigianato offre prodotti in ferro battuto, rame e peltro. L’assetto economico conta però soprattutto sulle attività commerciali e sulla presenza di uffici ed istituzioni quali la Comunità montana Alto Molise, la Usl n.1, la direzione didattica, un centro operativo Inps, gli ispettorati dell’agricoltura e delle foreste. Vi sono inoltre una tenenza dei carabinieri, un distaccamento della polizia stradale, una stazione del corpo forestale dello Stato, un distaccamento dei vigili del fuoco ed un comando di brigata della guardia di finanza. La diffusione della cultura conta sulle biblioteche riunite, sul Museo Emidiano nonchè sulle attività organizzate dall’Archeoclub e dal Centro Studi Alto Molise, mentre gli impianti per la pratica dello sport contano una palestra ed il campo sportivo comunale. L’interesse della comunità ruota anche intorno ad un’emittente radiofonica privata e allo storico teatro “Italo-Argentino”, sede di numerose rappresentazioni teatrali e di proiezioni cinematografiche. Oltre alla scula dell’obbligo si frequentano un liceo scientifico, un istituto tecnico industriale ed un istituto professionale; nel campo della sanità la popolazione può contare su un ospedale, farmacie ed un consultorio familiare; le strutture di una casa di accoglienza completano il quadro dei servizi sociali. Più che sufficienti le strutture ricettive.
Gli ultimi decenni hanno visto Agnone sviluppare una cultura turistica moderna ed articolata, con la diffusione degli sport equestri, la creazione di numerosi centri di agriturismo, la costruzione di piscine, l’ospitalità di eventi di spettacolo e di studio (questi ultimi legati al mondo delle scienze mediche, della religione, e soprattutto alle notevoli ricchezze archeologiche e paleontologiche del circondario).

Attività politiche-sociali
Nella cittadina dell’alto Molise esiste da anni un forte fermento tendente a contrastare il forte decremento demografico della zona che sconfina nella desertificazione territoriale. Nel 1991 fu costityita una associazione per il Risveglio dell’Alto Molise, con lo scopo di staccare l’area dal Molise, per ricongiungerla all’Abruzzo. Poi, nel 2010, fu costituita l’associazione Majella Madre per la ricongiunzione di tutto il Molise con l’Abruzzo. Tuttora, in presenza di una quasi certa eliminazione delle Provincie con conseguente riaggregazione di territori, è nata ALMOSAVA, una associazione che mira a riaggregare l’Alto Molise , l’Alto Sangro e l’Alto Vastese in un’unica organizzazione amministrativa per contrastare l’egoismo della COSTA  e dei CENTRI Provinciali e Regionali.

Tradizioni
Il 24 dicembre ad Agnone si svolge la ‘Ndocciata’, il più grande rito di fuoco che si conosca: è una sfilata di migliaia di enormi fiaccole costruite artigianalmente. Dal 2000 tale evento si svolge stabilmente anche il giorno dell’Immacolata Concezione. Nel 1996 essa fu portata a Roma al cospetto di Giovanni Paolo II. Questa tradizione, che probabilmente nell’antichità era connessa ai riti della rinascita della luce, oltre che ad Agnone si è conservata – in misura minore – anche a Santo Stefano di Sante Marie (L’Aquila) ed ha assunto una diversa valenza legandosi alla festività del Natale.

Tre giorni significativi sono quelli riguardanti la Fiera delle Arti e Mestieri Antichi, a cura dell’Associazione Culturale Kerres: ogni anno, subito dopo ferragosto, per tre giorni una vasta area del centro storico ospita artigiani al lavoro nelle antiche botteghe di matrice veneziana. Si possono ammirare orafi, ramai, conciatori, artigiani del ferro battuto, tombolo e ricamo e altri ancora alle prese con i loro antichi mestieri che mostrano e spiegano alle migliaia di turisti le fasi e la magia delle loro lavorazioni artigianali. Inoltre troviamo lavorazioni artigianali di confetti, dolciumi vari e prodotti caseari lavorati in loco. Il tutto allietato da trampolieri, giocolieri, sputafuoco e gruppi di musica popolare: uno dei momenti di maggior successo è la rievocazione dell’Antica Serenata Agnonese. Ovviamente è possibile gustare gli ottimi prodotti della gastronomia locale nei vari punti ristoro dislocati all’interno della manifestazione, nei quali è possibile cenare con pochi euro.

Luoghi di interesse
Il Museo Internazionale della Campana sorge accanto all’antichissima Fonderia Pontificia Marinelli, che è l’azienda a conduzione familiare più antica d’Europa e seconda al mondo, fondata nell’anno 1000.
Le Antiche Fonderie del Rame si trovano a pochi chilometri dal centro abitato, nella valle del Fiume Verrino: sono delle antiche fonderie a funzionamento idromeccanico nelle quali si producevano dei semilavorati in rame che venivano poi inviati alle oltre 180 botteghe di ramai agnonesi che, da tali semilavorati, producevano tine, caldai e vari oggetti in rame.
La Chiesa di S. Marco Evangelista del XII secolo presenta un notevole portale rinascimentale.
La Chiesa di S. Francesco è considerata monumento nazionale. Risalente al XIV secolo, ha un caratteristico portale gotico sormontato da un affascinante rosone. Da sottolineare la superba cupola a tamburo e l’originale torre campanaria (con la parte finale in ferro battuto). All’interno della chiesa, con decorazioni di Ambrosio Piazza, si trovano ricchissimi altari e affreschi del molisano Paolo Gamba.
Attiguo alla Chiesa di S. Francesco troviamo l’ex Convento dei PP. Conventuali, con un magnifico chiostro (alle cui pareti si trovano affreschi rappresentanti la vita di San Francesco), oggi sede della Biblioteca Comunale e della Mostra Permanente del Libro Antico con volumi rarissimi, tra cui un’antica copia dell’Opera Omnia di Platone, risalenti al XVI secolo.
La Chiesa di S. Emidio risale al XIV secolo, con uno splendido portale gotico, conserva al suo interno capolavori d’arte di Giulio Monteverde, Giacomo Colombo, Giovanni ed Amalia Dupré. Caratteristiche sono le statue lignee dei 12 apostoli, a grandezza naturale, attribuite a scuola napoletana del 1650. Adiacente alla chiesa troviamo la Biblioteca Emidiana, ricca di testi antichi del XI secolo.
Per caratteristiche architettoniche e opere custodite sono da visitare anche le chiese di S. Pietro, San Nicola, Sant’Antonio Abate (con annessa torre campanaria visitabile), San Biase (chiesa più antica di Agnone, del XI secolo), Sant’Amico, Santa Croce, la Trinità, L’Annunziata. Nel solo centro abitato si trovano 13 chiese, a testimonianza della forte influenza che esercitava nei secoli addietro il Vaticano in questo lembo dell’Alto Molise.
Non meno interessante è l’architettura civile del paese: il centro storico è di chiaro stampo veneziano, infatti avventurandosi lungo le stradine del borgo antico ci si imbatte di frequente nelle caratteristiche botteghe veneziane e in piccole statue di pietra raffiguranti, per l’appunto, leoni veneziani.
L’Antica Bottega Orafa sita in Corso Garibaldi testimonia un’antica migrazione di artigiani lagunari verso Agnone, avvenuta secoli addietro per opera della famiglia Borrello.
Molto bella è la Piazza principale del centro storico, Piazza Plebiscito, anticamente detta Piazza del Tomolo, nella quale confluiscono sette strade che partono da altrettante altre zone del borgo antico e che ospita una caratteristica fontana marmorea risalente al 1881 (anno della costruzione del primo acquedotto urbano agnonese), restaurata, come tutta la Piazza, tra la fine del 2006 e i primi mesi del 2007.
Il Teatro Italo-Argentino, costruito nel primo dopoguerra con i fondi degli agnonesi del Sudamerica.
Palazzo Nuonno, dove ha sede l’antica bottega Orafa, Palazzo Bonanni e Palazzo Apollonio.
Area archeologica San Lorenzo.

Gastronomia e Vini:
Grazie alle varie popolazioni che hanno dimorato nel posto, l’arte culinaria e’ molto ricca.
Piatti tipici sono: la zuppa alla sante’, i maccheroni alla chitarra, piatto tipico delle feste, i nodi di trippa e i magliatelli, le “sagne a taccun”, i cavatelli, le “pallotte”…
Tra i dolci tipici di Natale: mostaccioli, ostia e pizzelle.
Il panettone di Pasqua, il fiadone , le paste e i confetti “ricci” di Carosella e tanti altri dolci offerti dalle pasticcerie locali.
Tra i formaggi: il caciocavallo, la stracciata, la ricotta.
I vini tipici sono il Biferno, Molise, Terre degli Osci, Pentro di Isernia.

Personalità legate ad Agnone
Ad Agnone si spense il teologo Pietro dell’Aquila, detto “Scotellus”, ( Tornimparte, 1275 circa – Agnone, 1361);
Giovan Battista Di Menna, ex-frate cappuccino che, abbandonato il Cattolicesimo diventa predicatore evangelico a Londra nel XIX secolo.
San Francesco Caracciolo, presbitero e santo (Villa Santa Maria, 1563 – Agnone, 1608)
Raimondo Viale, presbitero
Gino Alfani, politico
Vito Gamberale, manager
Rocco Sabelli, manager
Alessandra Mastronardi, attrice
Stefano Patriarca, pallavolista

Fonti: Wikipedia, Italiapedia

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