Aggregazione tra piccoli comuni – L. n 148/2011

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Articolo 16 del Decreto legge n. 138 convertito in legge il 14 sett 2011 con L. N. 148
Riduzione dei costi relativi alla rappresentanza politica nei comuni

1. Al fine di assicurare il conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica, l’ottimale coordinamento della finanza pubblica, il contenimento delle spese degli enti territoriali e il migliore svolgimento delle funzioni amministrative, a decorrere dal primo rinnovo successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto, nei Comuni con popolazione pari o inferiore a 1.000 abitanti, il Sindaco e’ il solo organo di governo e sono soppressi la Giunta ed il Consiglio comunale. Tutte le funzioni amministrative sono esercitate obbligatoriamente in forma associata con altri Comuni contermini con popolazione pari o inferiore a 1.000 abitanti mediante la costituzione, nell’ambito del territorio di una provincia, salvo quanto previsto dall’articolo 15 del presente decreto, dell’unione municipale.

2. Nei Comuni di cui al comma 1, il Sindaco e’ eletto a suffragio universale e diretto. Ciascun elettore ha diritto di votare per un candidato alla carica di Sindaco, segnando il relativo contrassegno o il nominativo sulla scheda elettorale. E’ proclamato eletto Sindaco il candidato alla carica che ottiene il maggior numero di voti. In caso di parita’ di voti, si applica l’articolo 71 del Testo unico degli enti locali di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Restano ferme le norme vigenti in materia di ineleggibilita’, incandidabilita’ e incompatibilita’ e per la presentazione della candidatura previste per i Sindaci dei comuni con popolazione fino a 1.000 abitanti.

3. L’unione municipale e’ costituita dai comuni contermini con popolazione pari o inferiore a 1.000 abitanti al fine dell’esercizio in forma associata di tutte le funzioni amministrative e dei servizi pubblici di spettanza comunale. La complessiva popolazione residente nel territorio dell’unione municipale e’ pari almeno a 5.000 abitanti, salvo diverso limite demografico individuato con delibera della Giunta regionale.

4. Nel caso in cui non vi siano altri Comuni contermini con popolazione inferiore a 1000 abitanti, a tali Comuni si applicano, ai fini della composizione degli organi di governo, le norme previste per i Comuni con popolazione fino a 3.000 abitanti di cui al comma 9, lettera a). I comuni di cui al primo periodo costituiscono, con i comuni contermini, unioni di comuni, ai sensi dell’articolo 32 del citato Testo unico al fine di ridurre le spese complessive.

5. Gli organi dell’unione municipale sono l’assemblea municipale, il presidente dell’unione municipale e la giunta municipale. L’assemblea municipale e’ costituita dai sindaci dei comuni costituenti l’unione municipale ed esercita, sul territorio costituenti l’unione municipale ed esercita, sul territorio dell’unione municipale, le competenze attribuite dal citato Testo unico ai Consigli comunali. L’assemblea municipale elegge, nel suo seno, il Presidente dell’unione municipale, al quale spettano, sul territorio dell’unione municipale, le competenze del Sindaco stabilite dall’articolo 50 del citato Testo unico. Spettano ai Sindaci dei comuni facenti parte dell’unione municipale le attribuzioni di cui all’articolo 54 del citato Testo unico. Il Presidente dell’unione municipale nomina, fra i componenti l’assemblea municipale, la giunta municipale, composta da un numero di assessori non superiore a quello previsto per i comuni con popolazione uguale a quella complessiva dell’unione municipale. La Giunta esercita, sul territorio dell’unione municipale, le competenze di cui all’articolo 48 del citato Testo unico.

Seguono gli altri commi

6. Lo statuto dell’unione municipale individua le modalita’ di

funzionamento degli organi di cui al comma 5 e ne disciplina i

rapporti.

7. Con regolamento da adottare entro novanta giorni dalla data di

entrata in vigore del presente decreto, ai sensi dell’articolo 17,

comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro

dell’interno, di concerto con il Ministro per le riforme per il

federalismo, e’ disciplinato il procedimento di prima costituzione

dell’unione municipale, prevedendo in ogni caso che, nel caso in cui

siano decorsi sei mesi dalla data di rinnovo dei comuni di cui al

comma 1 e la costituzione dell’unione municipale non sia avvenuta, il

Prefetto stabilisca per i Comuni interessati un termine per

adempiere. Decorso inutilmente detto termine, il Prefetto nomina un

commissario ad acta al fine di provvedere alla convocazione

dell’Assemblea municipale per gli adempimenti previsti.

8. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni in materia

di ordinamento e funzionamento dei Comuni.

9. A decorrere dal primo rinnovo di ciascun consiglio comunale

successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto:

a) per i comuni con popolazione superiore a 1000 e fino a 3000

abitanti, il consiglio comunale e’ composto, oltre al Sindaco, da

cinque consiglieri ed il numero massimo degli assessori e’ stabilito

in due;

b) per i comuni con popolazione superiore a 3000 e fino a 5000

abitanti, il consiglio comunale e’ composto, oltre al Sindaco, da

sette consiglieri ed il numero massimo degli assessori e’ stabilito

in tre;

c) per i comuni con popolazione superiore a 5.000 e fino a 10.000

abitanti, il consiglio comunale e’ composto, oltre al Sindaco, da

nove consiglieri ed il numero massimo degli assessori e’ stabilito in

quattro.

10. All’articolo 14, comma 31, alinea, del decreto-legge 31 maggio

2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio

2010, n. 122, e successive modificazioni, le parole: «5.000 abitanti

o nel quadruplo del numero degli abitanti del comune demograficamente

piu’ piccolo tra quelli associati», sono sostituite dalle seguenti:

«10.000 abitanti, salvo diverso limite demografico individuato con

delibera della Giunta regionale,»; le lettere b) e c) del medesimo

comma 31 sono sostituite dalla seguente: “b) entro il 31 dicembre

2012 con riguardo a tutte le sei funzioni fondamentali loro spettanti

ai sensi dell’articolo 21, comma 5, della citata legge n. 42 del

2009″.

11. A decorrere dal primo rinnovo del collegio dei revisori

successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto, i

revisori dei conti dei Comuni sono scelti mediante estrazione da un

elenco nel quale possono essere inseriti, a richiesta, i soggetti

iscritti, a livello provinciale, nel Registro dei revisori legali di

cui al decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39, in possesso di

cui al decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39, in possesso di

specifica qualificazione professionale in materia di contabilita’

pubblica e gestione economica e finanziaria degli enti territoriali.

Con decreto del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro

dell’economia e delle finanze, da adottare entro novanta giorni dalla

data di entrata in vigore del presente decreto, sono stabilite le

modalita’ di attuazione del presente comma.

12. Le spese di rappresentanza sostenute dagli organi di governo

degli enti locali sono elencate, per ciascun anno, in apposito

prospetto allegato al rendiconto di cui all’articolo 227 del Testo

unico degli enti locali di cui al 18 agosto 2000, n. 267. Tale

prospetto e’ trasmesso alla sezione regionale di controllo della

Corte dei conti ed e’ pubblicato, entro dieci giorni

dall’approvazione del rendiconto, sul sito internet dell’ente locale.

Con atto di natura non regolamentare, adottato d’intesa con la

Conferenza Stato – citta’ ed autonomie locali ai sensi dell’articolo

3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, il Ministro

dell’Interno, di concerto con il Ministro dell’economia e delle

finanze, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del

presente decreto, adotta uno schema tipo del prospetto di cui al

primo periodo.

13. All’articolo 14, comma 32, alinea del decreto-legge 31 maggio

2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio

2010, n. 122, le parole «31 dicembre 2013» sono sostituite dalle

seguenti: «31 dicembre 2012»; alla lettera a), del medesimo comma 32,

le parole «31 dicembre 2013» sono sostituite dalle seguenti: «31

dicembre 2012».

14. Al fine di verificare il perseguimento degli obiettivi di

semplificazione e di riduzione delle spese da parte degli enti

locali, il Prefetto accerta che gli enti territoriali interessati

abbiano attuato, entro i termini stabiliti, quanto previsto

dall’articolo 2, comma 186, lettera e) della legge 23 dicembre 2009,

n. 191, e successive modificazioni, e dell’articolo 14, comma 32, del

citato decreto-legge n. 78 del 2010. Nel caso in cui, all’esito

dell’accertamento, il Prefetto rilevi la mancata attuazione di quanto

previsto dalle disposizioni di cui al primo periodo, assegna agli

enti inadempienti un termine perentorio entro il quale provvedere.

Decorso inutilmente detto termine, il Prefetto nomina un commissario

ad acta per l’adozione dei provvedimenti necessari.

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