Aggregarsi per non morire, la ricetta di Almosava allo spopolamento delle zone di montagna di Adelina Zarlenga

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Il 28 gennaio l’incontro con i sindaci dell’area di confine di Abruzzo e Molise ad Agnone, per discutere di unioni dei Comuni.
La proposta: istituire un tavolo tra i rappresentanti degli Enti e l’ANCI, per passare ad una fase operativa e rispettare le nuove normative del Governo.

Alcuni dei campanili svettanti sui tetti di Agnone

AGNONE. “Sono un territorialista, in Almosava non ci sono motivazioni partitiche, né leghiste. Non siamo contro la costa e le caste, ma contro i privilegi”. Puntualizza in questo modo, Enzo Delli Quadri, fondatore del movimento che crede nell’aggregazione dell’Alto Molise, l’Alto Sangro e l’Alto Vastese, le motivazioni che l’hanno spinto a chiamare a raccolta tutti i sindaci del territorio di confine tra le due regioni. Il 28 gennaio a Palazzo dei Filippini di Agnone se ne sono presentati in tanti, provenienti dall’Abruzzo e dall’area della Diocesi di Trivento, ma non tutti. Argomento principale, l’aggregazione dei piccoli comuni, come previsto dalle recenti leggi 122 del 2010 e 148 del 2011. Normative che indicano agli Enti di stipulare convenzioni tra loro per unirsi o associarsi in Unione dei Comuni. Per molti, si tratta dell’opportunità più vantaggiosa per rilanciare il territorio, vittima dello spopolamento, della mancanza di servizi, della disoccupazione. Per altri, la faccenda non è abbastanza chiara, anche perché si tratterebbe di una vera e propria rivoluzione dell’assetto amministrativo, che da anni vige in tutta la penisola. Meno consiglieri comunali, meno province, meno sovrastrutture. E più risparmio. Ma come riorganizzare in termini pratici il tutto?

Sindaco di Capracotta Antonio Vincenzo Monaco

Concordano in parte i primi cittadini intervenuti, come Michele Carosella di Agnone e Antonio Monaco di Capracotta, nel sostenere che uno snellimento della burocrazia e degli uffici serva per ridurre i costi. E ne è fortemente convinto anche il sindaco di Montefalcone del Sannio, Gigino D’Angelo. “Le aree interne vinceranno la sfida se torneremo ad essere cittadini di seria A – ha detto – con gli stessi servizi dei centri più grandi. La leva di tutto questo è di invertire la rotta, cioè fare in modo che si investa di più sulle aree interne. Fino ad oggi ci hanno considerato solo come terra di conquista. Ma le battaglie del campanile non servono più”.

Proprio di questo si tratta. Per raggiungere condivisione di intenti sarebbe necessario partire dalla mentalità, scardinare le porte che chiudono ogni più piccolo centro in una roccaforte invalicabile, ma al tempo stesso debole. Nel territorio di confine individuato da Almosava, come spiegato da Delli Quadri in una presentazione grafica al pubblico presente nella cittadina altomolisana, ci sono quarantasette comuni che non raggiungono i mille abitanti, quattordici che possiedono all’incirca tremila residenti e solo due che superano i cinquemila: Agnone e Castel di Sangro. Ma lo spopolamento potrebbe far loro perdere pezzi. Dunque, le leggi sopracitate riguardano ogni ente.

Cornelio Silla nemico dei Sanniti

“Almosava è la terra d’origine della gente sannita – ha precisato Delli Quadri – da qui, secondo alcuni archeologi e studiosi si insediò il popolo sannita. È inoltre il territorio di formazione della Diocesi di Trivento, la terra che negli anni dal 1960 al 1973, fu smembrata in quattro province e due regioni”.

La soluzione, per il movimento, sarebbe la creazione di un unico organismo amministrativo con zona franca. E, poi, Sviluppare i collegamenti tra Trivento e Castel di Sangro, sollecitare il mantenimento di due poli ospedalieri (Agnone e Castel di Sangro), di due aree industriali ed artigianali (Valle del Trigno e Valle del Sangro), la creazione di poli scolastici intercomunali e la connessione di due poli sportivi invernali (Capracotta e Roccaraso).

Unirsi per sopravvivere, questo il mantra, a cui Delli Quadri aggiunge una proposta operativa: costituire un tavolo tra gli amministratori, con un coordinatore e due sindaci per ogni provincia, nominare un rappresentante per l’area municipale ed interpellare un funzionario dell’ANCI che metta a punto gli schemi di Unioni dei Comuni.

Vescovo di Trivento S.E. Domenico Scotti

L’appoggio all’iniziativa giunge anche dal Vescovo della Diocesi, Domenico Scotti. “È importante che ci si incontri – ha sottolineato – e si ragioni per capire come fare per aggregarsi, guardando alle realtà di altre regioni che hanno già provveduto ad istituire questo sistema. Bisogna crederci nel territorio e saper convogliare le giuste energie”.

Adelina Zarlenga

7 Commenti

  1. quando s’inseriscono foto in articoli necessita darne la paternità soprattutto se scattate da giornalisti che non scrivono per la testata da cui lo scritto è tratto e ne detengono il copyright. Per questo invito o a scrivere sotto l’immagine dei campanili l’autore della foto (vittorio labanca) o a rimuoverla dal contesto del pezzo giornalistico. Grazie.
    Vittorio Labanca

    • Caro Vittorio, sarà senz’altro fatto. In tutta sincerità di quel tipo di foto ne girano centinaia ed è difficile registrarne la paternità. Comunque spero vorrài accogliere le nostre scuse. Chi è in mulino si infarina. Un saluto cordiale Enzo

    • Una piccola annotazione: La foto incriminata non è stata inserita da A. Zarlenga, autrice dell’articolo, ma da me. Rinnovo le scuse estese anche ad Adelina.

  2. E’ doverosa un’altra precisazione: questo è un sito dedicato alla memoria di un territorio, non è pertanto, una testata giornalistica. Riporta qualche aricolo di giornalisti solo dopo loro pubblicazione su testate, queste sì giornalistiche, e comunque dopo aver ottenuto la dovuta autorizzazione. Se ritenuto necessario inseriamo delle foto.

  3. Ti ringrazio Enzo. Quella foto è unica perchè è scattata dal balcone di casa mia. inoltre su tutte le immagini da me scattate c’è all’interno il copyright, quindi facilmente attribuirne la paternità. Sono legato contrattualmente al Quotidiano del Molise per scritti ed immagini ed ho dovuto diffidare le altre testate su cui ho scritto nel non pubblicare mie foto che avevano ed hanno in archivio. Non volevo assolutamente le tue scuse (e ci mancherebbe altro), anzi puoi usare tutte le mie foto purchè non siano inserite in pezzi giornalistici pubblicati da testate regionali e non. Ti abbraccio con l’affetto e la stima di sempre. Vittorio

  4. Credo che il Vescovo di Trivento possa rivestire una figura chiave per il movimento. Ho avuto il piacere di accoglierlo a Rionero Sannitico, alcuni anni fa insieme ad altri amici dell’AC: dire che sia stato a dir poco gentile, cortese e “alla mano”, come uno di noi, sarebbe riduttivo.
    A pelle mi è sembrata una gran brava persona, sarebbe carino conoscere meglio le sue impressioni su ALMOSAVA.

  5. Se chiediamo a Campobasso o Chieti, non accadrà nulla!!!!!! Occorre una mobilitazione per la creazione di una zona “franca” anche da imposte, visto che non c’è rimasto nulla da imporre in questi paesini, una volta ricche di vita e di mestieri-.Abbiamo dato le braccia dei figli delle nostre terre, al Nord, alla Toscana, al Lazio ed alle Americhe-.Nessuno si è preoccupato del ns. futuro-Abbiamo un’arma di ricatto notevole: i ns. boschi e se altrove si può inquinare è anche grazie ai ns. alberi–Pretendere quindi, defiscalizzazioni e incentivi, o si procede al taglio e non ci sarà forestale che tenga–Ritorniamo allo spirito Sannita e dei duri di Montagna e se non accontentati, propagandiamo il “non voto”!!!!!!!!!!!

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