Abolizione delle Province

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da resoconti giornalistici

La Camera dei Deputati ha accolto le 400mila firme consegnate in Parlamento agli inizi di ottobre 2011 dall’onorevole Antonio Di Pietro, con cui i cittadini italiani hanno richiesto la cancellazione delle Province e il referendum abrogativo per l’attuale legge elettorale, meglio nota come porcellum. “Chiederemo subito la calendarizzazione del ddl accogliendo le istanze dei tantissimi cittadini che hanno sottoscritto la nostra iniziativa”, questo il commento del leader nazionale dell’IdV che ormai ha dichiarato guerra aperta alle Province “vero e proprio retaggio pletorico del passato”. “Una guerra che si può e si deve vincere, con impegno e determinazione, perché rien-tra in un disegno più ampio per combattere gli sprechi, i privilegi, il malcostume ai quali ci ha abituato una classe politica irresponsabile e accattorna”. L’obiettivo è “riportare il nostro Paese ad una gestione della cosa pubblica più rispettosa dei sacrifici che i cittadini stanno sostenendo a causa di una crisi che, invece, si vorrebbe far pagare esclusivamente a loro”.
Ora la proposta di legge d’iniziativa popolare è assegnata alla Commissione Affari costituzionali che dovrà prima calendarizzare la sua discussione, e solo successivamente potrà essere portato in Parlamento.  V.d.T. Tratto da Il Quotidiano del Molise del 25 ott 2011.

Dichiarazione di DONATI dell’IDV: 400 mila firme, all’incirca otto volte quelle che servivano per la presentazione di una legge di iniziativa popolare sull’abolizione delle province. Questo è il primo, grande, risultato che abbiamo raggiungo oggi. In Parlamento, ci abbiamo provato in tutti i modi ma gli altri partiti si sono opposti puntualmente ogni volta, con motivazioni più o meno consistenti. Noi non ci siamo arresi perché crediamo fortemente in questa iniziativa e nei tagli ai costi della politica, e l’appoggio di tanti cittadini, più di quanti fossero necessari, è la conferma che stiamo facendo la cosa giusta. La provincia è ente inutile. Ha solo due funzioni, scuole e strade, per di più solo quelle di competenza provinciale. Per il resto, si occupano di materie che sono già di competenza di comuni e regioni. Dunque, la domanda è: a fronte dei costi, 16 miliardi di euro l’anno perché è questo che le province costano allo Stato, ha un senso mantenere in piedi un apparato burocratico inutile che costa e non dà nessun servizio ai cittadini? Ha un senso mantenere in piedi le province solo per soddisfare l’esigenza di “poltronificio” dei partiti, perché è questo quello che le province sono oggi? Per noi no, non ha alcun senso, perché nella battaglia ai costi della politica ci crediamo davvero. Oggi, consegneremo alla Camera dei Deputati le nostre firme ma non staremo a guardare, mani in mano. Non lasceremo che le nostre 400 mila firme vengano coperte dalla polvere dei partiti, quella che rinviano e nascondono sotto al tappeto la questione di oggi: diamo un taglio alle province! E’ ora. Lo chiedono i cittadini.

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Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

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