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ABBRUSCACAFFE’ – TOSTA CAFFÈ

A cura di Anna di Domenico, Flora Delli Quadri, Enzo C. Delli Quadri

Abbruscacaffè  1

abbuscacaffè

Si tratta di un ferro sagomato alla cui estremità è posto un contenitore con una piccola apertura e relativa “porticina” dove veniva inserito il caffè da tostare, in più c’era una specie di manico che veniva appeso al gancio posto sul fuoco e con tanta pazienza si faceva girare, in modo che il caffè venise tostato alla perfezione.

Abbruscacaffè  2

 Abbuscacaffè 2

Si tratta di una pentola con coperchio ben fissato che presenta uno sportellino che consente, una volta aperto di inserire i chicchi di caffè all’interno della “pentola” e, ancora, una manovelle che fa muovere, all’interno della pentola delle spazzole dello stesso metallo della pentola. Muovendo la manovella i chicchi vengono tostati gradualmente.

Come avveniva la tostatura.

 La cottura del caffè non doveva essere ne troppo veloce, perché il caffè non avrebbe avuto  il tempo di far compiere tutte quelle reazioni chimiche che gli donano quel ventaglio di sapori, e ne troppo lento altrimenti avrebbe perso quel caratteristico sapore di cotto al forno.

La tostatura poteva durare tra i 18 ed i 21 minuti circa ed ottenere, così, una Tostatura:
Chiara o Leggera – Colore: marroncino chiaro. Molto Aromatico. Chicco asciutto
Media chiara –  Colore: marrone medio. Aromatico. Chicco asciutto
Media  – Colore: marrone (classica tonaca di frate). Aromatico e corposo. Chicco asciutto
Scura – Spinta Colore: marrone scuro con tonalità varie di nero. Poco aromatico. Chicchi oleosi
Molto Spinta – Colore: nero con qualche chiazza marrone scuro. Per nulla aromatico. Chicchi oleosi


[1] Anna Di Domenico, Abruzzese di Villetta Barrea, ama la famigli e la natura, cui dedica tutto il suo tempo, conservando e facendoci conoscere tradizioni e usanze.
[2]Flora Delli Quadri, Molisana di Agnone (IS), prof.ssa di Matematica in pensione. Si occupa di cultura e politica; pur risiedendo altrove, ha conservato intatto l’amore per il suo paese d’origine che coltiva in forma attiva.

Copyright  Altosannio Magazine
Editing: Enzo C. Delli Quadri 

 

 

 

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

2 commenti

  1. Bella e dettagliata la descrizione. In casa mia vi era in “tosta caffè” somigliante alla prima foto. Vi si abbrutolivano anche le mandorle quando era il periodo in cui si facevano i dolci. Si controlava spesso il grado raggiunto dalla tostatura per fermarsi al punto giusto.

  2. Leonardo Tilli

    Ciao a tutti.
    All’epoca, quando si trovava il caffè, era un lusso.
    In molti posti facevano tostare le radici di cicoria … e preparavano un infuso.
    A casa mia, a Fraine, il caffè tostato, una volta raffreddato, veniva conservato in un barattolo a chiusura ermetica.
    Dopo aver “abbrustolito” il caffè, all’epoca, si utilizzava un “macinino” a mano, per ricavarne la preziosa “polvere”.
    Mia zia Lisetta, sorella di mio padre, diceva che, per fare un caffè decente, ci volevano almeno ventitré acini di caffè per ogni tazzina, per cui, secondo le persone che avrebbero dovuto berlo, preparava il caffè da macinare, ma ella, calcolava sempre alcune persone in più, poiché sarebbe entrato in casa sempre qualche amico.
    Mia zia macinava ii caffè, ogni volta, subito prima di prepararlo con la “CIUCCULATTERA”, cioè con la caffettiera di rame, vicino al fuoco.
    Fare il caffè con la “CIUCCULATTERA” di rame, vicino al fuoco, era cultura, era un rito, era una opera d’arte. …
    Questo antico tipo di caffettiera di rame adatta per il fuoco, era stata dotata, dai maestri ramai di Agnone, di alcune particolarità che ne rendevano praticabile l’utilizzo anche se esposta alle alte temperature sia del fuoco e sia “dell’ara”, del piano arroventato in mattoni del camino, senza alterare minimamente la qualità del prodotto, la qualità del caffè finito. …
    Per ottenere una buona tazzina di caffè con questa procedura, oltre alla buona materia prima, ed alla buona caffettiera, era necessario che la persona che lo stesse preparando fosse sempre attenta e molto sapiente, sia nell’allontanare dal calore la caffettiera, quando vi versava la polvere di caffè e poi lo girava velocemente per farlo mescolare all’acqua, e sia, subito dopo, nell’avvicinare e poi nell’allontanare la caffettiera di rame dal calore vivo per tre volte, in successione consecutiva, senza far mai traboccare il caffè spumeggiante dalla “CIUCCULATTERA” di rame,. …

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