A spasso con Isa: Le Gole di Fara San Martino

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Trattasi di itinerari che Isabella Pannunzio (Isa per gli amici) [1] percorre appassionatamente. Ne coglie gli aspetti più interessanti e, con piacere, ce li fa conoscere con le sue splendide foto e connesse didascalie [2]. La nota di Enzo C. Delli Quadri

Fara-San-Martino

Fara San Martino sorge ai piedi della Majella, la Montagna Madre, in provincia di Chieti. Può essere raggiunto percorrendo l’Autostrada A14 – uscita Val di Sangro, fondovalle Sangro in direzione Casoli, uscita a Piane d’Archi – Casoli.   Oggi il borgo è rinomato per i suoi pastifici.

Nelle sue vicinanze si diparte un vero e proprio Canion lungo 14 km, per cui il paese viene anche detto  “la porta di accesso al Parco della Majella”.

Il paesaggio montano è costituito da bianche cattedrali di roccia calcarea intervallate da boschi e vallate. Le pareti delle gole che si ergono a picco sono spesso utilizzate, come palestra, da appassionati di alpinismo.

Si percorre lo stesso sentiero attraversato per millenni dai pastori o dagli eremiti, o, ancora dai monaci benedettini che qui fondarono l’antico monastero. Sono visibili i resti di quel monastero che risalirebbe all’anno mille e che sorge  nello stesso luogo dove, vuole la leggenda, preesisteva un cenobio di San Martino Eremita, il quale aprì le gole per permettere alla popolazione di raggiungere i pascoli e le sorgenti in quota..

Le Gole di san Martino sono l’ingresso di uno dei più lunghi valloni appenninici, il vallone di Santo Spirito, che da Fara San Martino, antico paese della Majella fondato dai monaci  benedettini, sale fin su le vette del Monte Amaro (2793 m).e sul tetto della Majella.

Nel silenzio delle gole si sente il respiro della natura, i suoni della fauna (l’aquila reale, il falco pellegrino, il lanario e l’elegante picchio muraiolo) e i profumi della flora (pino mugo, vaste faggete, nuclei spontanei di pino nero); procedendo, ci si immerge in boschi e vallate fino ad intravedere, in lontananza, il Mare Adriatico.


Ci avviamo verso le gole nel Vallone di Santo Spirito…
…mentre la montagna dal’alto della sua imponenza, ci guarda
…e ai suoi piedi la rosa colora di rosso i suoi frutti
Dalla gola…verso il cielo
Ci immettiamo nella gola…
..dove le dua pareti sembrano sfiorarsi…
Qui, in questo stretto passaggio si avverte un forte senso di protezione, mentre un alito di vento sfiora il viso, quasi una carezza…
Mi volto e guardo ancora questo stretto passaggio nel cuore della montagna……voglio sentirne il battito!
Dietro l’angolo, un antico monastero
I suoi ruderi sono adagiati ai piedi della montagna…da lontano sembrano un presepe
E non poteva mancare, su queste ripide pareti, l’uomo ragno!
La montagna….
Gocce su Daphne laureola
Una piccola mantide religiosa prosegue il suo cammino
Il solare elicriso ci accompagna con il suo profumo
La natura ci sorprende ancora con le sue meraviglie
Si procede tra i suoni della fauna e i profumi della flora
Ed ecco…laggiù…lontano…il Mar Adriatico
di fronte alla montagna, a tanta grandezza, tanta imponenza…mi chiedo cosa siamo….

 


 

[1] Isa, Almosaviana, si è laureata in Scienze naturali, presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Lavora presso la Cooperativa MadreNatura  che si occupa di Educazione Ambientale, Consulenza Ambientale, Percorsi Naturalistici. Adora una frase di A. Rimbaud:  ”…ed io come uno zingaro me ne andrò via lontano nella Natura!” [2]pan.isa@libero.it; madrenatura.societacooperativa@facebook.com; www.madrenaturacoop.it

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine 

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