A Rosello l’albero più alto d’Italia

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Scritto da Ivan Serafini il 3 giugno 2010

Rosello (Ch) – E’ un abete bianco della riserva naturale di Rosello l’albero spontaneo più alto d’Italia. Si innalza  per 47 metri. Il primato è stato “certificato” dai ricercatori della facoltà di Scienze forestali dell’Università della Tuscia di Viterbo. «L’abetina», sottolinea Mario Pellegrini, direttore della Riserva, «è il nucleo meglio conservato di abeti bianchi in Italia e ha diversi interessi paesaggistici e naturalistici».

L’abete bianco di Rosello si affianca ad altri “monumenti verdi” nazionali stimati, però, per la circonferenza o l’età. Gli abeti raggiungono un’altezza media di 35 metri, il record mondiale è di 60 metri. Nella Riserva, gli abeti sono sui 40 metri perché, trovandosi in una valle stretta (“forra”) tendono a “salire” per prendere più luce.

«Tutta l’area», aggiunge il direttore della riserva regionale, «è soggetta a tesi di laurea e dottorato di diverse università straniere ed italiane. In modo particolare con quella della Tuscia è stata stipulata una convenzione». E il “gigante” dell’Abetina non è solo. «Centinaia sono gli abeti che superano agevolmente quota 40 metri», afferma Mario Pellegrini, «inoltre ci sono altri record d’altezza fra i quali molti agrifogli e un tasso che svetta, invece di fermarsi a 7-8 metri, fino a 22 metri».

L’Abetina di Rosello, nata come oasi del Wwf nel 1992, è stata riconosciuta riserva naturale nel 1997. Si sviluppa su 211 ettari ed è un laboratorio naturale di biodiversità, un bosco di eccezionale valore scientifico perché nel corso dei secoli è stata marginalmente interessata da tagli. Dell’altezza da primato dell’abete bianco già se n’erano accorti gli autori del “Progetto Life Natura”, fra i quali lo stesso direttore Pellegrini, quando tra il 1997 ed il 2001 vennero effettuati studi di salvaguardia delle ultime testimonianze di una vegetazione così importante.

Non a caso i boschi tra l’Abruzzo ed il Molise sono stati vere e proprie aree di rifugio per molte specie botaniche. Nel periodo della post-glaciazione si ritiene che sia partito da qui il ripopolamento, soprattutto dell’abete bianco. Non ci sono solo alberi, però, che si arrampicano così in alto. La Riserva è l’unica località in Abruzzo dove vive, tra le altre più comuni, una rara orchidea (la “Epipactis purpurata”). E’ inoltre popolata da particolari specie d’insetti, e poi tritoni, rane rosse, salamandre dagli occhiali, senza parlare di lupi e altri mammiferi, fra i quali il cervo.

«Ultimamente», racconta Pellegrini, «gli studiosi hanno trovato nell’Abetina quattro specie d’insetti completamente nuove per la scienza, oltre a venti nuove segnalazioni presenti, in Italia, solo qui da noi». La conservazione e salvaguardia del bosco è sostenuta dal CEA (Centro di Educazione Ambientale) delle Abetine, ente riconosciuto dalla Regione.

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[1] Ivan Serafini, Presidente del Centro Studi della Montagna Vastese e della Valle de Trigno, un’associazione senza fine di lucro finalizzata alla valorizzazione della cultura, della storia, dell’arte e dell’ambiente naturale del vastese (Medio e Alto Vastese), della Valle del Trigno e dell’AltoSannio.

[divider] Editing: Enzo C. Delli Quadri [divider]

 

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