23. Tormento

0
1313

Estratto di un brano del Romanzo Viteliù di Nicola Mastronardi [1], con breve nota introduttiva di Enzo C. Delli Quadri.

Altosannio, il luogo dove si sviluppano le vicende narrate in Viteliù. Aufidenia=Alfedena. Hereclanom=Schiavi d’Abruzzo. Pesco di Guardia=Pescopennataro. Trevento=Trivento. La Pietra che viene avanti=Petravenniende (Pietrabbondante). Sella dei Sacrati=Sella di Capracotta. M.Karakenos=Monte Saraceno. Santuario della Nazione=Teatro Italico di Pietrabbondante. M.Kaprum=Monte Capraro. Ver=Verrino. Città del Toro Sacro=nei pressi di Agnone. Le tre cittadelle=Le Civitelle
Altosannio, il luogo dove si sviluppano le vicende narrate in Viteliù. Aufidenia=Alfedena. Hereclanom=Schiavi d’Abruzzo. Pesco di Guardia=Pescopennataro.
Trevento=Trivento. La Pietra che viene avanti=Petravenniende (Pietrabbondante).
Sella dei Sacrati=Sella di Capracotta. M.Karakenos=Monte Saraceno.
Santuario della Nazione=Teatro Italico di Pietrabbondante. M.Kaprum=Monte Capraro.
Ver=Verrino. Città del Toro Sacro=nei pressi di Agnone. Le tre cittadelle=Le Civitelle

La Guerra Italica, combattuta da SannitiMarsi, Peligni, Marrucini, Vestini, Piceni  contro Roma dal 91 all’88 a. C. per l’ottenimento della cittadinanza romana, è oramai finita da 16 anni. Siamo, quindi, nel 72 a. C. e gli Italici da tempo hanno ottenuto gli stessi diritti dei Romani.

Il dittatore romano Lucio Cornelio Silla, non accettando l’immissione degli Italici nel mondo romano quali “Cives Optimo Iure”, tenta di sterminare la “Touto” [2] dei Sanniti Pentri. Più in particolare, Lucio Cornelio Silla ha in odio Gavio Papio Mutilo, Meddis [3] supremo dei Sanniti Pentri, l’Embratur dei Vitelios, in altre parole il Comandante in capo dell’Esercito Italico durante la Guerra Italica.

Lucio Cornelio Silla riesce a catturare Gavio Papio Mutilo, da tempo cieco, 9 anni dopo la fine della Guerra Italica. Non lo fa uccidere ma lo condanna, per umiliarlo, ad ascoltare i racconti delle vittorie dei Romani sul Popolo Sannita. Silla è convinto di poterlo domare e distruggerlo psicologicamente.

Ma Gavio Papio Mutilo resiste alle umiliazioni, assiste al disfacimento fisico di Silla che muore nel 79 a. C. e, 6 anni dopo la sua morte, decide di fuggire da Roma per tornare, orgogliosamente, nella sua terra sannita. Prima, però, “recupera un ragazzo”…. suo nipote sedicenne che, in fasce, era stato salvato durante un feroce assalto dei Romani…………

Nicola Mastronardi, nel suo meraviglioso romanzo storico, Viteliù – Il nome della Libertà, così racconta il momento in cui Gavio Papio Mutilo si tormenta al ricordo di quello che Roma aveva fatto a danno dei Safinos (I Sanniti).

 Gavio Papio Mutilo - tormento

Da Viteliù – Il nome della Libertà

L’anziano continuava a parlare come se, su quel monte, fossero presenti solo lui e un suo invisibile, sconosciuto, interlocutore.

“Forse fu tutto preordinato per rendere più dura la lotta e dunque maggiore lo sforzo di chi era destinato a vincere? I Safinos non sono stati, in questo modo, i più grandi costruttori della gloria di Roma? Arrivato alla fine dei miei giorni, io, Gaavis Paapiís Mutíl, ultimo Meddíss, Embratur dei Safinos e supremo responsabile della loro fine, potrò capire? Mi sarà concesso almeno questo?”

Aveva urlato di nuovo. Si quietò, e mentre tornava a sedersi si coprì il volto con le mani. Pianse.

“Sono più crudeli gli uomini o gli dèi?” disse asciugandosi le lacrime. “Quando e a chi servirà tanto dolore e la scomparsa di un intero popolo… quanti giovani e quante famiglie innocenti… Che ne sarà della memoria di noi?”

Continuava a piangere sommessamente. Il vento si alzò, gli rubò le ultime lacrime e le gettò nel lago, dove si unirono a miliardi di altre, versate nei secoli.

Non si può sapere cosa sia il tormento se non lo si sente almeno una volta mordere l’anima. Un peso che opprime la mente e fa male al cuore, soffocandone i battiti fino a rendere il respiro difficile, affannoso.

Papio era stato sempre capace di nascondere tutto, all’esterno. Dentro, invece, un vulcano tumultuoso eruttava la sua lava cocente bruciando lo spirito di un infinito dolore. Solo un animo temprato a tutto poteva sopportare un tale senso di colpa. Il motivo di sollievo era stato, in tutto quel tempo, l’esistenza in vita di suo nipote Marzio; aver salvato quella creatura dall’assalto di Verre alla loro casa, sul monte della Macchia[4] , alleviava in parte il sentimento di ritenersi responsabile dell’assassinio della sua famiglia e dell’annientamento del suo popolo. Più volte Papio aveva pensato al suicidio e, disperato, era arrivato sulla soglia del gesto finale. Non che gli fosse mancato il coraggio. Ma c’era Marzio. Quel bambino e tutte le speranze a lui legate erano una ragione sufficiente per vivere.

Ora che Marzio, unico superstite della strage della sua famiglia, era con lui, l’impalcatura del suo carattere andava cedendo e la ferrea volontà lasciava a tratti spazio ai moti del cuore, trattenuti troppo a lungo, anche per un uomo forte come lui. In ogni caso, così come improvvisamente era apparso, il tormento tornò presto a riadagiarsi nella parte più profonda dell’anima di Papio.

Rimase seduto a lungo, in silenzio.

___________________________________
[1] Nicola Mastronardi, Molisano di Agnone (IS), direttore della biblioteca storica. Laureato in Scienze politiche è cultore di materie storiche, giornalista pubblicista e, soprattutto, scrittore. Il suo romanzo storico “Viteliú. Il nome della libertà” è, oramai, un evento letterario riconosciuto da tutti.
[2] Il termine osco touto indicava l’organismo composito, ossia l’unità politica corporativa a base territoriale variabile che costituiva lo “Stato” dei Sanniti.
[3] Il Meddis tuticus era il più alto magistrato sannitico. Eletto annualmente, era il capo militare del Touto (lo “Stato” sannita), ne curava l’amministrazione della legge, delle finanze, della religione e presiedeva le assemblee collegiali che aveva il potere di convocare.
[4] Macchia, una contrada del Comune di Capracotta (Is)

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.