20° e 21° Anatema Ti puozze cicà – Ti puozze strubbì

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Di Bendetto di Sciullo e Giovanni Mariano 

Gli anatemi (in dialetto, “sintienzie”, cioè sentenze), sono entrati a far parte del linguaggio comune del nostro paese tanto che, spesso, anche i più pesanti ed offensivi, sono utilizzati alla leggera senza curarsi dell’effettivo significato della frase.

Nonostante ciò, riteniamo che così come i proverbi ed i modi di dire, “li sintienze” e “li mmallizzune” (maledizioni) rientrino nelle tradizioni popolari del nostro paese e che, come tali, non debbano andare perse.

 Ti puozze cicà

 Che tu possa diventare cieco

 riferito a chi ha aggredito e ferito  Malala Yousafzai, la 14enne pakistana attivista per i diritti delle ragazze

Come tutti gli anatemi, anche questo non è certamente benaugurante, ma è interessante sapere che è usato sia verso chi ha l’abitudine di spettegolare ed interessarsi dei fatti altrui, sia contro chi in maniera esplicita o dissimulata lancia sguardi di invidia o di odio.
Sono molti gli episodi di cronaca paesana che narrano di litigi scoppiati in pubblico tra due persone soltanto perché una delle due aveva incrociato lo sguardo dell’altra e lo aveva interpretato come una sfida.
Solitamente alla sentenza era associata la minaccia “Ti cacce l’uocchie” (ti cavo gli occhi).

 

 Ti puozze strubbì

Che tu ti possa “strubbiare”


  riferito a chi ha aggredito e ferito medici volontari colpevoli solo di vaccinare i bambini contro la poliomelite

Interessante anatema soprattutto per quanto riguarda il termine “strubbiare” che, in italiano, non è ormai quasi più utilizzato.
Il dizionario etimologico descrive tale vocabolo nel seguente modo: forma varia di stribbiare = tribbiare, trebbiare (dal greco trìbein), fregare, tritare, stropicciare, consumare.
È chiaro quindi che la sentenza può tradursi più semplicemente con la frase “che tu possa consumarti” o “che tu possa essere tritato” che sicuramente, per chi lo riceve, non è un complimento.

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editingfoto a cura di Enzo C. Delli Quadri

 

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