Barrea ospita Viteliù – 23 giugno 2013

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 Un palco di corna……. dal romanzo Viteliù

 “Passò meno di un minuto e il sottobosco si mosse ancora.

Un palco di corna colossali spuntò sopra le felci, nella radura a non più di venti metri dai due cacciatori che avevano appena salvato il cerbiatto neonato, affidandolo alla madre.

Poi l’animale apparve, era imponente.

Il portamento regale non dichiarava nessuna paura per gli uomini che ora lo fissavano, stupiti.

Voltò lentamente la testa verso di loro e i suoi occhi s’incrociarono con quelli di Eumaco.

I due sguardi parlarono un linguaggio che solo la foresta e le sue creature potevano intendere.

Fu solo un attimo. Il cervo guardò anche Marzio e quindi, raddrizzando la testa, portò in alto il muso ed emise un potente bramito. Poi scomparve alla loro vista così com’era apparso.

Era stato il suo modo di ringraziarli.”

 

(Brano tratto dal Romanzo “Viteliu – Il nome della Libertà.” di Nicola Mastronardi. La Scena è ambientata in un bosco della Marsica. – Foto di Flavio NOBILE)

 

Domenica 23 giugno, presso il Castello “La Torre” di Barrea, alle ore 17,00 L’ASSOCIAZIONE VOLONTARI BARREA presenterà il primo esclusivo e “rivoluzionario” romanzo storico dello scrittore e giornalista Nicola Mastronardi, dal titolo “Viteliú. Il nome della Libertà” (Itaca Edizioni).

VITELIÚ (la cui pronuncia è VITELIO) è il termine osco originario della parola latina ITALIA. Il romanzo, che in patria sta già diventando un caso letterario, svela al grande pubblico, attraverso un’accurata documentazione e un intreccio narrativo coinvolgente, ricco di personaggi, colpi di scena e vicende sconosciute ai più, le radici etnico-politiche e culturali dell’identità nazionale italiana. E lo fa attraverso una storia epica che vede protagonisti per la prima volta nella letteratura, i Sanniti, Marsi, Peligni, Lucani e i dodici popoli dell’Appennino centrale che si unirono durante la Guerra Sociale (91 a.C.) per rivendicare prima diritti poi indipendenza piena dal potere conservatore romano battendo moneta sotto il nome di Viteliu-Italia.

Quei popoli italici che, come ha scritto lo storico canadese E.T. Salmon, “sono stati i più grandi costruttori di Roma”.

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Chiunque vorrà partecipare all’evento, avrà occasione di verificare come la culla della Gens Sannita, quel popolo che poi ha dato vita ai Pentri, Carracini, Irpini e Caudini, sia stata l’Alto Sannio, l’odieno ALTO MOLISE SANGRO VASTESE, ribattezzato, per semplicità di comunicazione, con l’acronimo ALMOSAVA.

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