1 Settembre 2016 – Lettera aperta ai Governatori D’Alfonso e Frattura

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lettera di Enzo C. Delli Quadri

Lettera aperta ai Governatori D’Alfonso e Frattura CriticitàPremesso che mi rivolgo a Voi non come persone ma come personaggi politici importanti, di coalizioni che hanno governato per anni Abruzzo e Molise, preciso che avevo appreso, da una locandina, della vostra presenza alla festa dell’Unità organizzata per il 1-2 settembre dal PD di Agnone.

Indiscrezioni hanno smentito questa presenza. Il che ha una sua logica, perché ci voleva un bel coraggio a venire in Agnone, il centro più importante dell’Alto Molise, a discutere di Piano per le Aree Interne. Eh si, ci voleva un bel coraggio. Comunque, ci siate o meno:

Con quale credibilità potreste presentarvi a discutere di queste questioni, voi di centrosinistra che da molti anni, in un modo o nell’altro, d’accordo o in opposizione con la coalizione di centrodestra, avete letteralmente messo alle corde le aree interne dell’Alto Molise, dell’Alto e Medio Sangro e dell’Alto Vastese?

Di certo non avete dimenticato quel che è successo da 50 anni a questa parte.

Per dividere il Molise dall’Abruzzo si ricorse, nel 1963, ad una legge ”ad usum delphini” che correggeva addirittura la Costituzione, prevedendo una deroga alla norma che fissava ad un milione d’abitanti il numero minimo per costituire una Regione (vedi Legge Marracino del 1957). La  secessione avvenne con un procedimento praticamente illegale, giacché non ci fu consultazione popolare, nessun voto, nessun referendum (oggi sarebbe impensabile). Cinque o sei parlamentari decisero da soli il destino separato di 2 milioni di cittadini!

Le aree interne dell’Alto Molise, dell’Alto e Medio Sangro e dell’Alto Vastese furono smembrate e parcellizzate, spogliate della loro identità e dignità, non rispettate nei loro diritti, ma portate ad elemosinare interventi.

Le Regioni Abruzzo e Molise, pur in presenza di vacche grasse (anni 70-85), non hanno saputo creare, in dette aree, realtà produttive in grado, in seguito, di autosostenersi.

Salvo alcune sacche di territorio, è stato azzerato il valore  del patrimonio immobiliare e fondiario di quelle aree. Calcoli approssimativi dicono che sono andati in fumo 28 miliardi di euro, sudore e sangue dei nostri avi. In volgare: le case e i terreni si vendono, ma nessuno li compra; nessun istituto bancario è disponibile ad aprire un mutuo sugli immobili (salvo casi particolari in sacche di territorio).

Nelle Aree interne continua e si incrementa l’emigrazione. I giovani, nella maggioranza dei casi, sono costretti ad andarsene. Altri, seppur non costretti, lo preferiscono, Le famiglie si son sfaldate e continuano a sfaldarsi.

Le popolazioni di quelle aree hanno visto ridursi, nei decenni, i servizi loro riservati, fin quasi all’azzeramento. Purtuttavia pagano le stesse imposte e le stesse tasse, anzi, in diversi casi esse sono superiori a quelle delle altre regioni italiane, causa il dissesto finanziario delle due regioni Abruzzo e Molise.

Le suddette aree interne, parcellizzate sotto 4 province, usufruiscono di una viabilità stradale (al confine tra le province e le regioni) da quarto mondo. Quella ferroviaria, poi, è stata cancellata.

Volete tornare ad essere rispettati perché credibili? Volete ancora essere ospiti graditi in queste nostre aree interne? Beh, allora, sfidate i vostri consigli regionali e la vostra burocrazia e lasciate che sopravvivano gli ospedali di Agnone e Castel di Sangro, in sinergia tra loro; supportate la creazione e lo sviluppo di polo sportivo invernale coinvolgendo Roccaraso, Capracotta e Pizzoferrato; supportate la creazione e lo sviluppo di aree industriali sul Trigno (Trivento) e sul Sangro; supportate la creazione e lo sviluppo di un polo turistico; preoccupatevi di collegare, in modo efficace, la valle del Verrino-Trigno con la Val di Sangro, attraverso una viabilità degna di questo nome (gallerie e superstrade); supportate la creazione e lo sviluppo di un distretto caseario; supportate la creazione e lo sviluppo di un parco archeologico da Alfedena a Schiavi d’Abruzzo, passando per Pietrabbondante, Agnone, Capracotta, Vastogirardi; mantenete in vita la Transiberiana d’Italia – il treno dell’Altosannio – utilissima al collegamento ferroviario Ancona-Napoli.

Non potete farlo? Non siete in grado di farlo? Beh, Allora evitate di fare convegni, con o senza la Vostra presenza, che assumono la forma della farsa.

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